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12 Ottobre 2022

Nuovi scenari nel management della gengivite e parodontite

Dalla ricerca nuove indicazioni sull’utilizzo dell'acido tricloroacetico nel trattamento delle parodontiti, alcune considerazioni della prof.ssa Nardi

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


La perdita del tessuto parodontale di supporto, manifestata da perdita di attacco clinico (CAL) e perdita di osso alveolare, presenza di tasche parodontali e sanguinamento gengivale, sono la tipica sintomatologia della parodontite, malattia infiammatoria cronica multifattoriale associata a un biofilm disbiotico, caratterizzata dalla progressiva distruzione dei tessuti di supporto del dente.  

La ricerca scientifica permette di validare innovazioni tecnologiche che permettano di eliminare l'infiammazione, tenere sotto controllo l'attività dei batteri parodontali patogeni, rigenerare la perdita di attacco clinico parodontale e bloccare la progressione della malattia mantenendo la  profondità del sondaggio ≤4 mm, assenza di sanguinamento durante il sondaggio <10%.  

La terapia parodontale non chirurgica viene eseguita con sofisticata strumentazione di air polishing per la fase del deplaquing, strumentazione meccanica ultrasonica e/o strumentazione manuale per il debridment parodontale.  

La guarigione si manifesta sotto forma di una riduzione della profondità del sondaggio e del miglioramento del livello di attacco clinico.   In dermatologia è stata provata l'efficacia dell'uso dell'acido tricloroacetico (TCA), modulato con il perossido di idrogeno (H2O2), nella rigenerazione e guarigione dei tessuti cutanei, ed al rimodellamento dermico e alla riepitelizzazione. In coming studi stanno ipotizzando di implementare la terapia parodontale non chirurgica con applicazione di 30 secondi di TCA ( FYOX) nel trattamento di gengiviti e parodontiti.  

In seguito alla diagnosi certa di parodontite, ricevute le indicazioni al trattamento, si potrà procedere alla terapia causale ed alla levigatura radicolare, con importante collaborazione della persona assistita con l'efficace terapia di igiene orale domiciliare.  

Importante è la "rivalutazione" della situazione clinica per essere certi di poter procedere alla terapia di supporto parodontale con un sistema di richiami e attenta valutazione  della Terapia parodontale non chirurgica, della compliance del paziente, eventuale modifica della diagnosi iniziale e definizione della prognosi generale attraverso la raccolta di dati importanti quali la profondità di tasca (PD) la recessione gengivale (CAL) sanguinamento al sondaggio (BOP) indice di placca (OHI-I) mobilità (TM).  

Il parodontologo e l'igienista dentale devono avere una attenta collaborazione per erogare protocolli operativi percepiti come efficaci e minimamente invasivi dalla persona assistita, quantificabili con follow-up che permettano una opportuna rivalutazione e basati sull'evidenza scientifica per assicurare la sicurezza delle prestazioni.  

Auspichiamo che la ricerca sull'uso dell'acido tricloroacetico (TCA), modulato con il perossido di idrogeno (H2O2), nel trattamento delle parodontiti si riveli un importante implementazione alla terapia parodontale non chirurgica.  


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