Per la prof.ssa Nardi la sfera emotiva emozionale e la percezione sensoriale della persona assistita nei confronti della tecnologia non può essere trascurata, perché ne condiziona l’utilizzo, sia professionale che domiciliare
La ricerca scientifica valida le differenti tecnologie dedicate all’igiene orale in modo che le stesse possano dare un vero e sicuro supporto al professionista per la corretta gestione clinica dei casi, che spesso si presentano complessi. La complessità può essere declinata sotto vari aspetti, spesso non sono solo clinici, di natura sistemica o proprie del cavo orale, ma la complessità è condizionata anche dalle aspettative della persona assistita e dalla aderence ai protocolli operativi suggeriti per la terapia domiciliare.
La sfera emotiva emozionale e la percezione sensoriale della persona assistita nei confronti della tecnologia non può essere trascurata, perché ne condiziona l’utilizzo, sia professionale che domiciliare.
Tra le innovazioni tecnologie dobbiamo prendere atto che la giusta scelta di cosa usare deve tenere conto della inclinazione dei pazienti verso ciò che viene da loro percepito come valore aggiunto della terapia, ciò che venga da loro considerato migliorativo della pratica clinica. Spesso scegliamo i protocolli operativi basandoci esclusivamente su ciò che valutiamo più opportuno esclusivamente dal punto di vista di successo clinico.
Nella terapia parodontale non chirurgica usare un ablatore che permetta di interagire con la scelta di un soft mode attraverso il sistema touch-screen (Comby Touch) e condividere la scelta di intensità con il paziente, se ha problemi di sensibilità o soltanto disagio per la paura di avvertire dolore, fa la differenza.
La persona assistita si sente “curata” nelle sue fragilità.
L’ipersensibilità è un problema che riguarda molti pazienti e l’ascolto delle sensazioni di dolore spesso non viene attenzionata come merita. Oggi abbiamo tante soluzioni tecnologiche che, a seconda della intensità dell’ipersensibilità possono alleviare la sintomatologia fastidiosa, dall’uso della laserterapia, all’uso di desensibilizzanti professionali e/o domiciliari sottoforma di dentifrici o gel.
La videocamera intraorale è un’altra tecnologia che aiuta a magnificare le situazioni cliniche per registrare e far visualizzare alla persona assistita le eventuali lesioni dento parodontali per una migliore responsabilizzazione alla terapia domiciliare e professionale della lesione stessa. Intercettata la lesione ICDAS 2, ricevuta la diagnosi e l’indicazione a preparare il piano terapeutico di prevenzione, poter proporre al paziente la rigenerazione guidata dello smalto con uso dei peptidi (Curodont Repair), permette al paziente un approccio clinico minimamente invasivo che permetterà di percepire la qualità attraverso l’innovazione tecnologica.
Scegliere molecole ad uso quotidiano che oltre all’efficacia, risultino essere gradevoli nel sapore, diano sollievo alle lesioni sulle musose e non pigmentino le superfici dentali come l’olio di oliva ozonizzato (Ialozon) permette al paziente particolarmente incline al sorriso luminoso, di tenere sotto controllo chimicamente il biofilm batterico.
La scelta dello spazzolino tra manuale, elettrico e sonico, deve essere considerata in maniera assoluta confrontandosi sulla sensazione di manualità ed efficacia che esprime il paziente. Solo ciò che riterrà più facile e gradevole da usare porterà compliance ai protocolli domiciliari. Stessa attenzione su quanto, come e quale strumento va dedicata al controllo del biofilm batterico nello spazio sovracrestale.
La scelta tra filo o scovolini deve essere fatta in base alla situazione morfologica presente ma il livello di attenzione importante deve essere riservato alla destrezza nell’eseguire le operatività di igiene domiciliare. Il filo interdentale infatti, pur essendo un presidio efficace se usato con poca destrezza, in presenza di fenotipo gengivale sottile, può creare lesioni traumatiche irreversibili ed inoltre la difficoltà d'uso risulta essere maggiore nel caso di pazienti che lamentano difficoltà nell’operatività per mani troppo grandi che non permettano un ingresso agevole nel cavo orale.
Le richieste cosmetiche di sbiancamento devono essere seguite con molta attenzione poiché sono alte le aspettative, tante le variabili sul risultato e differenti le possibili disponibilità economiche della persona assistita, ma è anche vero che le opportunità tecnologiche permettono di avere tanta scelta per accogliere i bisogni clinici ed extra clinici della persona assistita.
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