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16 Novembre 2023

La gestione della salute orale nel paziente special needs

Serve formazione ed umanità ricorda la prof. Nardi indicando i livelli di attenzione nei protocolli operativi. All'Università Sapienza di Roma un evento congressuale ed un Master dedicati

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


La persona con disabilità ha bisogno di un’assistenza che risponda a criteri di efficienza ed efficacia dei protocolli operativi di prevenzione, che rispondano alla personalizzazione dei percorsi terapeutici considerando le criticità date dalla disabilità fisiche, sensoriali, cognitive che devono prevedere una particolare attenzione alla partecipazione attiva e responsabile dei caregiver.

In ambito pubblico e privato sarebbe opportuno prevedere degli ambienti dedicati che permettano di poter gestire le difficoltà di gestione in alcuni casi di disturbi dello spettro autistico o grave disabilità intellettiva o disabilità multipla. Spesso, nonostante non siano previsti ambienti opportuni, è la sensibilità, la preparazione, l’esperienza clinica e la creatività professionisti e la collaborazione attiva dei caregiver, riesce ad essere vincente sulle difficoltà operative.

Le innovazioni tecnologiche dedicate, aiutano le procedure cliniche innovative, che permettono protocolli operativi agevoli nei tempi e nell’essere accettati dai pazienti fragili, poiché minimamente invasivi

La prevenzione delle patologie orali è necessaria, come per tutte le persone assistite, ma proprio in virtù delle fragilità presenti, è necessario preparare operatori sanitari opportunamente formati, per fornire sicuri ed  efficaci protocolli operativi che permettano di intercettare precocemente le problematiche nel cavo orale ed intervenire con follow-up ravvicinati e continui ,coinvolgendo nella responsabilità del successo del percorso di salute, il caregivers. 

Per personalizzare le terapie e coinvolgere per quanto possibile il paziente special needs e il caregivers, sarà opportuna una comunicazione adattata a tutte le condizioni di fragilità, e concordare le terapie domiciliari nel timing e nelle scelte degli strumenti più agevoli. 

Se facciamo riferimento al controllo del biofilm batterico meccanico domiciliare, esistono differenti opportunità, tra spazzolini manuali, meccanici, sonici ed idrosonici e la scelta va concordata se possibile con la persona assistita, altrimenti con il caregivers.

Per il controllo del biofilm negli spazi sovra-crestali gli scovolini in gomma sono sicuramente un valido aiuto per il caregiver, o per il disabile sensoriale, in modo da evitare durante l’operatività, eventuali lesione sui tessuti gengivali. 

Per il controllo chimico del biofilm batterico, li dove possibile, i collutori spray nelle varie molecole remineralizzanti o per il controllo dell’infiammazione ad uso quotidiano, collutori dentifrici e gel all’olio di oliva ozonizzato che svolge azione anestetica, antinfiammatoria e antiedemigena (IALOZON). 

Per i pazienti fragili che hanno difficoltà nell’espettorare, meglio scegliere integratori alimentari, che possono essere ingoiati in tranquillità (RIOCOL). Le lesioni sullo smalto, intercettate precocemente, possono essere trattate, fino ad ICDAS 2, in maniera non invasiva con l’utilizzo dei peptidi. Ma è fondamentale scegliere le procedure di prevenzione con molta attenzione con l’obiettivo di ricevere compliance, pensando, senza pietismo, di trattare pazienti complessi e con differenti fragilità.

Oltre che una adeguata formazione, è opportuna la passione per il nostro lavoro. 

In tema di formazione e “pazienti speciali”, l’Università Sapienza di Roma ha pubblicato il bando per il Master “La gestione della salute orale nel paziente special needs” . Info a questo link

Sempre sul tema, l’Università Sapienza di Roma organizza il 2 dicembre 2023 un evento dal titolo “La gestione della salute orale nel paziente special needs”. Sotto il programma.

Per info: giannamaria.nardi@uniroma1.it



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