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12 Luglio 2016

Misura intra-operatoria della densità ossea e della stabilità implantare primaria

di Anna Maria Melica


Il successo implantare è determinato da numerosi fattori, fra questi la qualità ossea riveste un'importanza fondamentale. La densità ossea al sito di posizionamento determina infatti sia la stabilità primaria dell'impianto che l'entità dei micromovimenti cui esso è soggetto in seguito al posizionamento. Si tratta di fattori prognostici chiave per determinarne il successo a maggiore ragione in procedure quali il carico precoce o immediato. La corretta valutazione pre-chirurgica della densità ossea permette di decidere la tipologia di impianto da utilizzare, la tecnica di posizionamento intra-operatoria, e successivamente l'esecuzione del carico.

Lo studio di D.A. Di Stefano e P. Arosio "Misura intra-operatoria della densità ossea e della stabilità implantare primaria: un nuovo approccio chirurgico" (Dental Cadmos 8/2015)

testa un micromotore implantare dotato di una sonda di misura della densità ossea in corrispondenza di 727 siti implantari durante l'esecuzione di altrettante chirurgie di posizionamento. I pazienti sono stati controllati ogni 6 mesi e i parametri di successo implantare valutati secondo i criteri di Albrektsson e Zarb. Dopo 18 mesi i risultati di successo e sopravvivenza implantare erano rispettivamente del 99,2% e del 100%.

Il physiodispenser (TMM2, IDI Evolution, Concorezzo, Italia, brevettato) (fig. 1) per posizionamento implantare è dotato della possibilità di misurare e registrare il torque istantaneo esercitato. Lo strumento è corredato di una speciale sonda (figg.2,3) ed è in grado di fornire misure quantitative significativamente e linearmente correlate con la densità delle pareti ossee del tunnel implantare. Lo strumento visualizza in tempo reale un valore proporzionale alla densità ossea in funzione della profondità della sonda e fornisce, al termine della misura, la media dei valori misurati. Al momento dell'inserimento implantare, lo strumento misura nuovamente torque istantaneo, medio e massimo esercitato dallo strumento in funzione della profondità raggiunta dall'impianto, fornendo una mappa topologica della distribuzione di tali valori lungo l'intera lunghezza del tunnel; consente pertanto di capire quanto l'impianto sia effettivamente stabile e quali porzioni dello stesso siano maggiormente stabilizzate.

  • Fig. 1: Il micromotore implantare utilizzato in questo studio

  • Fig. 2: La sonda di misura

  • Fig. 3: Misurazione della densità ossea: la sonda viene fatta scendere, senza esercitare pressione, nel primo tunnel preparato appositamente avente diametro 2.3 mm


L'interesse chirurgico di questo strumento deriva dal fatto che la misura della densità è eseguita intra-operatoriamente in un momento che ancora permette di finalizzare la preparazione del tunnel implantare definitivo in funzione di quanto osservato. Il chirurgo può decidere come eseguire la successiva preparazione del sito in funzione del grafico densità-profondità ottenuto e della densità media misurata, nonché scegliere la tipologia di impianto più adeguata. Inoltre la misura intra-operatoria di parametri connessi alla stabilità primaria dell'impianto permette ulteriormente di raffinare le decisioni sull'operatività successiva, non ultima la tempistica relativa al carico implantare.

Sulla base della loro esperienza clinica gli Autori affermano che lo strumento rappresenta un significativo ausilio nella preparazione del tunnel implantare e nella scelta dell'impianto più funzionale al successo clinico. La possibilità di misurare in modo quantitativo la densità ossea rappresenta una diagnosi intraoperatoria oggettiva, così come la valutazione intra-operatoria della stabilità primaria dell'impianto permette sia di avere la sicurezza di avere preparato correttamente il sito implantare, sia di prendere decisioni razionali sulla strategia di carico da seguire successivamente. Tali diagnosi e controllo intra-operatori potranno modificare l'operatività clinica, secondo un preciso razionale volto a diminuire o annullare i micromovimenti implantari e in grado di condizionare in modo predicibile, favorendolo, l'esito clinico dell'atto chirurgico.

Sintesi dell'articolo originale a cura di: Anna Maria Melica, Consulente Scientifico Dental Cadmos

A questo link il lavoro originale pubblicato su Dental Cadmos


 

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