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11 Dicembre 2017

Impianti in zirconio con corone in ceramica integrale: resistenza alla frattura e alla flessione

di Lara Figini


Gli impianti in zirconio caricati con corone in ceramica integrale così da costituire una struttura unica monolitica potrebbero rappresentare un'alternativa promettente agli ormai consolidati impianti di titanio qualora si abbia la necessità di garantire il massimo risultato estetico.

Rispetto al dente naturale con il suo legamento parodontale, l'interfaccia osso/impianto è rigida in assenza di legamento, pertanto, la trasmissione delle forze intraorali dalla sovrastruttura all'impianto è più intenso che per i denti naturali. Nei casi di impianti in zirconio restaurati con corone in zirconio sono state registrate fratture e scheggiature non trascurabili.

Corone eseguite con un materiale monolitico a basso modulo di elasticità potrebbero compensare la connessione rigida di anchilosi osso/'impianto nonché l'alto modulo di elasticità del materiale impiantare, potendo ridurre il carico totale sull'impianto e sull'osso circostante.

In uno studio in vitro pubblicato su Dental Materials Journal di novembre 2017 viene valutato il carico di frattura di diversi materiali monolitici per corone supportate da impianti in zirconio (zirconia, allumina, disilicato di litio, ceramica feldspatica e ceramica infiltrata con polimeri) e cementate con vari cementi (Harvard LuteCem SE, Harvard Implant Semi-permanente, Multilink Automix, VITA Adiva F-Cem).

In questo studio sono state analizzate:

  • Resistenza alla flession;
  • Resistenza alla frattura delle corone nei vari materiali utilizzati;
  • Resistenza alla compressione dei vari cementi utilizzati.

Gli autori hanno realizzato 250 corone di primi molari inferiori montate su impianti in zirconio, divise in 5 gruppi in base al materiale della corona utilizzato:

  • gruppo 1 (N 50): VITA YZ T in ceramica zirconia;
  • gruppo 2 (N 50): VITA In-Ceram AL in ceramica allumina;
  • gruppo 3 (N 50): VITABLOCS Mark II in ceramica feldspatica;
  • gruppo 4 (N 50): VITA ENAMIC in ceramica feldspatica con polimero infiltrato;
  • gruppo 5 (N 50): IPS e.max CAD in ceramica in litio disilicato.

Ogni gruppo è stato diviso in 5 sottogruppi a seconda del cemento utilizzato:

  • subgruppo 1: no cemento;
  • sub gruppo 2: Harvard Implant semipermanente, cemento duale provvisorio;
  • subgruppo 3: Harvard LuteCem SE cemento self- adhesive duale;
  • subgruppo 4: Multilink Automix cemento adesivo duale;
  • subgruppo 5: VITA Adiva F-Cem cemento adesivo duale.

I valori di frattura di carico delle corone fabbricate con disilicato di litio, ceramica feldspatica e ceramica infiltrata con polimeri sono risultati superiori quando è stato utilizzato un cemento ad alta resistenza alla compressione. I valori di frattura di carico per le corone in zirconio e allumina sono risultati essere non influenzati dal tipo di cemento utilizzato. Per le corone in disilicato di litio (CE), ceramica feldspatica (VM) e ceramica infiltrata con polimero (VE) è stato rilevato un aumento dei valori di resistenza alla rottura con l'aumento dei valori di resistenza alla compressione del cemento. I valori di resistenza alla flessione maggiori si sono registrata per la zirconia (YZ: 1174,8 ± 109,1 MPa), quello minori per la ceramica feldspatica (VM: 128,0 ± 11,9 MPa).

Dai risultati ottenuti in questo studio è emerso che per raggiungere sufficienti valori di carico di frattura, per la ceramica feldspatica e infiltrata con polimeri è essenziale eseguire la cementazione con un cemento adesivo.


A cura di: Lara Figini,
Coordinatore Scientifico Odontoaitria33

Per approfondire:

Correlations between fracture load of zirconia implant supported single crowns and mechanical properties of restorative material and cement. Nadja ROHR, Sabrina MÄRTIN and Jens FISCHER. Dent Mater J. 2017 Nov 23.

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