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21 Gennaio 2019

Uno studio italiano su integrale della curva torque-profondità, come misura della stabilità primaria dell'impianto

Danilo Di Stefano 

Danilo Di StefanoDanilo Di Stefano

La misura della stabilità primaria che presenta un impianto al momento del suo inserimento è un parametro fondamentale per il chirurgo orale, in particolare nelle procedure di carico immediato. Infatti, a valori troppo bassi di stabilità primaria corrisponde la possibilità che l’impianto sia soggetto a micromovimenti superiori a 100-150 micron.

In tal caso, si ha il fallimento per mancata osteointegrazione. Anche quando l’impianto è stabile, la misura accurata della stabilità primaria permette di determinare se la riabilitazione potrà essere eseguita secondo un protocollo di carico immediato o classico.

Oggi è noto che la misura percettiva e soggettiva della stabilità al momento dell’inserimento non è affidabile; per questo, le due grandezze utilizzate nel setting clinico per misurare la stabilità sono il torque di inserimento (insertion torque, IT) e il coefficiente di stabilità implantare (implant stability quotient) misurato attraverso l’analisi della frequenza di risonanza (resonance frequency analysis, RFA).

Le due grandezze sono una misura di fenomeni fisici differenti: la prima, rappresenta il massimo torque che è stato necessario applicare per inserire l’impianto, ovvero il massimo attrito che si è sviluppato tra osso e impianto; la seconda, rappresenta la capacità dell’impianto di oscillare lateralmente, ovvero è una misura di quanto esso è stabilizzato lateralmente dal tessuto in cui è inserito. Le due grandezze sono quindi espressione di diverse interazioni fisiche tra osso e impianto. Inoltre, entrambe misurano la stabilità dell’impianto a posizionamento avvenuto e non danno alcuna informazione relativamente a come l’impianto ha interagito con il tessuto osseo durante l’inserimento.

Recentemente, l’attenzione dei ricercatori del settore si è concentrata sullo studio di parametri dinamici, il cui valore dipende da tutte le interazioni che l’impianto ha avuto con il tessuto durante il suo inserimento; tra questi parametri, l’integrale della curva torque-profondità è di particolare interesse perché misura la quantità di energia che è stata necessaria per giungere al posizionamento dell’impianto.

Lo studio riassunto in questo articolo aveva lo scopo di verificare se e quanto l’integrale fornisce misure di stabilità primaria altrettanto o più significative di quanto non facciano gli altri parametri; per questo, gli autori hanno posizionato un certo numero di impianti cilindrici in blocchi di poliuretano espanso, misurandone la stabilità primaria attraverso l’integrale, il torque di inserimento, l’ISQ e, essendo lo studio in vitro, anche attraverso il reverse torque (RT).

I blocchi di poliuretano rappresentano un sistema sperimentale, validato a livello internazionale per questo tipo di esperimenti, che simula alcune proprietà macroscopiche del tessuto osseo, quali ad esempio la resistenza alla compressione. Sono prodotti con diverse densità che simulano le diverse densità ossee che si possono incontrare nel setting clinico: questo fatto è stato sfruttato dagli autori dell’articolo per studiare i differenti parametri di stabilità primaria in tutto l’intervallo delle densità fisiologiche, utilizzando blocchi con diversa densità.

Misurata la stabilità primaria degli impianti utilizzando l’integrale della curva torque-profondità e gli altri parametri in blocchi di diverse densità, gli autori hanno studiato sia quanto l’integrale correlava con le altre misure di stabilità, sia come l’integrale e gli altri parametri variavano in funzione della densità. Il primo tipo di analisi ha permesso di dimostrare che l’integrale correla in modo significativo con tutte le altre grandezze di misura della stabilità primaria: questo ha permesso di dimostrare che l’integrale è una misura attendibile della stabilità primaria implantare; il secondo risultato, più importante, è stato che l’integrale è più sensibile di tutti gli altri parametri alle variazioni di densità. Quest’ultimo risultato ha permesso di rispondere in modo affermativo a una delle domande principali dello studio: l’Integrale, in quanto grandezza dinamica di misura della stabilità primaria, fornisce informazioni più precise rispetto a quelle dei parametri comunemente utilizzati nella pratica clinica.

Gli autori hanno, inoltre, dimostrato che nell’intervallo di densità fisiologiche del tessuto osseo l’integrale varia in modo lineare, costruendo – valida per il particolare sistema modello utilizzato – la prima curva di correlazione integrale-densità, sia in condizione di irrigazione che senza. Lo studio riveste una particolare importanza in quanto dimostra che il chirurgo orale ha oggi a sua disposizione un nuovo parametro, più sensibile, per misurare la stabilità primaria; a questa maggiore sensibilità si associa la possibilità di caratterizzare con maggiore precisione, a parità di densità ossea al sito di impianto, il comportamento di differenti sistemi implantari in funzione del protocollo di preparazione prescelto.

Le future ricerche saranno indirizzate allo studio di quanto la presenza di uno strato di osso corticale, assente nei blocchi impiegati nel lavoro in oggetto, abbia influenza sull’integrale, ovvero sullo scambio di energia dinamico che avviene tra osso e impianto e, quindi, quanto esso contribuisca, in modo dinamico, alla stabilizzazione dell’impianto stesso.

Gli autori, interpellati sui possibili futuri sviluppi di questo filone di ricerca hanno indicato tra i loro obiettivi quello di comprendere se è possibile, oggi, costruire una relazione razionale – data una particolare micro- e macro-morfologia implantare – tra densità ossea, anatomia ossea (spessore della corticale), protocollo di preparazione del sito implantare e stabilità primaria dinamica ottenibile, misurata dall’integrale.

Un’ulteriore linea di ricerca consiste nello studiare la relazione tra densità, integrale e altri parametri di stabilità primaria in blocchi ossei di origine equina a collagene conservato: la somiglianza di questi con l’osso umano a livello strutturale (presenza di trabecole ossee, risposta simile alle deformazioni elastiche) potrebbe permettere di scoprire ulteriori proprietà dell’integrale della curva torque-profondità, questo nuovo promettente parametro di misura della stabilità primaria implantare. In sintesi, possiamo dire che oggi il chirurgo ha a disposizione uno valore (integrale) ricavato intra-operatoriamente da un fisiodispenser, in grado di oggettivare lo scambio di energia avvenuto fra osso e impianto e quindi della stabilità ottenuta. Quest’ultima consentirà la scelta più appropriata del protocollo di carico.

Per approfondire

Di Stefano D, Arosio P, Gastaldi G, Gherlone E. The insertion torque-depth curve integral as a measure of implant primary stability: An in vitro study on polyurethane foam blocks. J Prosthet Dent 2018;120(5):706-14.

Figura 1

Figura 2

Figura 3

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