HOME - Implantologia
 
 
11 Aprile 2019

Rialzo di seno e inserimento implantare contestuale con bassa densità ossea

di Danilo Alessio Di Stefano


I protocolli diagnostici e chirurgici giocano un ruolo fondamentale nel successo della riabilitazione implantoprotesica. La loro definizione deve essere chiara e fondata su precisi razionali; la loro applicazione deve produrre sistematicamente risultati predicibili e riproducibili.

Questo obiettivo può essere ottenuto solo se essi sono definiti sulla base di parametri oggettivi e quantitativi, e se il loro risultato può essere analogamente oggettivato attraverso una misura quantitativa.

Il protocollo di posizionamento implantare, in particolare, non può non essere basato su di una misura oggettiva e quantitativa della densità ossea; a questa deve seguire una preparazione del sito implantare conseguente al risultato della misura eseguita e, infine, posizionato l’impianto il chirurgo deve essere in grado di verificare l’adeguatezza di quanto eseguito attraverso misure, nuovamente oggettive e quantitative, della stabilità primaria ottenuta. Solo così, infatti, potrà procedere con il protocollo di carico adeguato, sia esso immediato, precoce o differito.

Recenti studi hanno mostrato che è possibile eseguire misure di densità ossea e stabilità primaria intra-operatorie in modo estremamente riproducibile e funzionale alla pianificazione dei corretti protocolli di carico.

La misura della densità ossea, tradizionalmente condotta in modo soggettivo e inaffidabile sulla base della sensazione percettiva al momento della preparazione del sito implantare, è oggi eseguibile in modo quantitativo e sito-specifico utilizzando una speciale sonda in grado di misurare l’attrito incontrato durante la discesa nella sede implantare quando questa può ancora essere modificata per accogliere l’impianto.

Preparato il sito in funzione della densità letta, e posizionato l’impianto, la stabilità primaria ottenuta può essere determinata in modo quantitativo attraverso la misura dell’Integrale torque-profondità, un parametro di misura della stabilità primaria di tipo dinamico: la sua entità è funzione di tutte le interazioni che l’impianto ha avuto durante la sua discesa all’interno del tessuto osseo, a differenza di quanto ottenibile utilizzando gli usuali parametri di misura della stabilità primaria, torque di inserimento e ISQ che misurano la stabilità primaria solo al termine o in un unico momento dell’inserimento.

Entrambe le misure, sia quella di densità sia quella di stabilità primaria attraverso l’Integrale, sono rese possibili da un unico micromotore implantare che integra un sistema di misura del torque istantaneo e gli opportuni algoritmi di calcolo.


Lo studio “Sinus augmentation and concomitant implant placement in low bone-density sites. A retrospective study on an undersized drilling protocol and primary stability”, riassunto in quest’articolo, ha lo scopo di verificare la riproducibilità del risultato clinico ottenibile utilizzando un approccio razionale di preparazione dei siti implantari, in funzione delle letture di densità ossea ottenute attraverso il micromotore, misurando la stabilità primaria ottenuta attraverso l’impiego dell’Integrale.

Più precisamente, gli autori hanno ripercorso retrospettivamente la propria esperienza clinica relativa a 106 pazienti e 253 impianti dove, durante l’esecuzione di chirurgie di rialzo di seno per via laterale, in presenza di una densità ossea misurata con la sonda precedentemente descritta oggettivamente ridotta (≤0,45 g/cm3), corrispondente a una misura soggettiva - e per questo superata - di un osso di tipo D3-D4, e in presenza di una cresta residua dello spessore inferiore a 4 mm (la media era 2,44 ± 0,64 mm), si è proceduto comunque all’inserimento implantare in un unico tempo chirurgico sottopreparando sistematicamente la sede dell’impianto del 12,5% (ovvero, di una quantità nota e stabilita, a fronte di sottopreparazioni spesso empiriche e variabili di caso in caso), verificando a ogni inserimento la stabilità primaria ottenuta attraverso la misura dell’Integrale torque-profondità.

I pazienti sono stati seguiti per almeno 5 anni, misurando il successo e la sopravvivenza implantare attraverso misure radiografiche di riassorbimento osseo perimplantare.

I risultati relativi agli impianti inseriti secondo questo protocollo in creste dello spessore inferiore ai 4 mm (141) sono stati confrontati con quelli inseriti invece in creste ancora di densità ossea ridotta (≤0,45 g/cm3), ma più spesse di 4 mm (112 impianti, spessore crestale medio 5,78 ± 1,95 mm), seguendo lo stesso protocollo di sottopreparazione. I due gruppi erano omogenei per sesso ed età dei pazienti.

L’analisi statistica non ha mostrato alcuna differenza significativa in termini di successo implantare nei due gruppi (rispettivamente 97,8% e 98,2%, p = 0,99).

Lo studio, inoltre, ha permesso di eseguire un’analisi della correlazione tra la stabilità primaria e lo spessore della cresta ossea determinato sulle CBCT pre-operatorie, osservando una correlazione significativa tra le due grandezze: gli impianti inseriti nelle creste più spesse avevano una stabilità significativamente maggiore, ma l’adozione del protocollo razionale di sottopreparazione ha permesso il raggiungimento anche nelle creste più sottili di una stabilità primaria sufficiente a ottenere il successo clinico.

Lo studio comprende, inoltre, ulteriori analisi di correlazione, per esempio tra Integrale e lunghezza implantare e tra Integrale e riassorbimento osseo marginale anche a confronto con i corrispondenti valori di torque di inserimento.

I risultati di queste analisi evidenziano, coerentemente con gli studi già compiuti dagli autori sull’argomento, come parametri dinamici potrebbero fornire informazioni diverse e, soprattutto, maggiormente significative da un punto di vista clinico rispetto a quelle date dai parametri statici di misura della stabilità primaria.

È di estremo interesse osservare come i risultati di questo studio evidenzino che, grazie all’esecuzione di misure rese facilmente eseguibili anche nella pratica clinica quotidiana, sia oggi possibile, data una particolare micro- e macro-morfologia implantare, costruire una relazione razionale tra densità ossea, anatomia ossea (spessore crestale), protocollo di preparazione del sito implantare e stabilità primaria dinamica misurata dall’Integrale.

In presenza della possibilità oggi di essere oggettivi sia nella misura della densità ossea che della stabilità primaria, risulta quindi fondamentale la caratterizzazione delle risposte specifiche di diverse micro- e macro-morfologie implantari (si pensi, per esempio, al possibile diverso comportamento in termini di stabilità di impianti conici e cilindrici) e, potenzialmente, di ciascun diverso sistema implantare.

Gli autori, interpellati, confermano che questo è uno dei filoni di ricerca che stanno perseguendo assieme alla definizione di specifici protocolli clinici relativi a quelle condizioni dove è auspicabile riuscire a ottenere una maggiore riproducibilità dell’esito dell’atto chirurgico come conseguenza di un approccio oggettivo e razionale.


Figura 1

Figura 2

Figura 3

Per approfondire:

Arosio P, Greco GB, Zaniol T, Iezzi G, Perrotti V, Di Stefano DA. Sinus augmentation and concomitant implant placement in low bone-density sites. A retrospective study on an undersized drilling protocol and primary stability. Clinicall Implant Dentistry 2017, 22 November.      

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Sebbene la densità ossea al sito di posizionamento implantare sia un fattore determinante per il successo dell’impianto, i metodi quantitativi attualmente disponibili per...

di Danilo Alessio Di Stefano


Gli ultimi sviluppi della ricerca clinica e scientifica in merito alla quantificazione della stabilità primaria suggeriscono fortemente che l’utilizzo di parametri di misura...

di Danilo Alessio Di Stefano


Obiettivi della revisione pubblicata su Frontiers in Oral Health era identificare i principali fattori associati al fallimento degli impianti dentali e analizzare le metodiche...


Il lavoro si propone di mostrare come un flusso digitale integrato possa accompagnare tutte le fasi della riabilitazione implantare nei pazienti con dentizione terminale


Uno studio analizza come la presenza di un impianto possa influenzare, nel tempo, il livello osseo e la sopravvivenza dei denti naturali vicini


Uno studio analizza come la scelta dell’abutment, integrata nella pianificazione digitale, orienti la posizione dell’impianto rispetto ai parametri anatomici e restaurativi


Quando il disegno protesico può non solo prevenire, ma anche risolvere condizioni infiammatorie peri-implantari


La misura della stabilità primaria che presenta un impianto al momento del suo inserimento è un parametro fondamentale per il chirurgo orale, in particolare nelle procedure di...


Obiettivi. Valutare radiograficamente se un elevato torque di inserimento della fixture implantare determini un aumento del riassorbimento osseo perimplantare.Materiali e metodi. In 32 pazienti...


Obiettivi. Le moderne tecnologie di acquisizione radiografica e conversione delle immagini, associate alla realizzazione di modelli 3D con software specifici, permettono di costruire, attraverso il...


Altri Articoli

Dal 14 al 16 maggio, a Rimini, l’appuntamento di riferimento per tutto il settore dentale: ricco programma scientifico e mostra merceologica. Ecco le modalità per iscriversi...


Immagine di repertorio

Particolare attenzione deve essere prestata ai casi di sovradosaggio intenzionale negli adolescenti. Ecco le raccomandazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco


Per gli avocati Stefanelli e Castelli è un obbligo e non si può ignorare. Ecco di cosa si tratta e perché lo studio odontoiatrico deve attivarsi


Aggiornamento per igienisti dentali ed odontoiatri. Venerdì 15 maggio 2026 con la prof.ssa Gianna Nardi ed il dott. Giuseppe Chiodera


I sindacati odontoiatrici contro due emendamenti proposti a decreto riforma professioni sanitarie. ANTLO: gli emendamenti sono già stati giudicati inammissibili, volete impedire...


L’obiettivo è garantire agli studenti un accesso precoce e privilegiato a un network professionale consolidato


In occasione delle Giornata Mondiale dell’igiene delle mani, l’ISS cerca di sensibilizzare il personale sanitario. Ecco le indicazioni per il Team odontoiatrico


La lista guidata da Corrado Bondi presenta il programma e traccia la rotta per il futuro dell’Associazione. Obiettivo: dare risposte concrete a un settore in rapida evoluzione


Un emendamento vuole intervenire su attività che pur essendo parte del sistema salute, risultano ancora regolate da norme frammentarie e datate. Tra le riforme quella del percorso di studi che...


Audizione sul decreto di revisione del sistema degli incentivi: richiesta piena equiparazione e misure efficaci per sostenere transizione digitale, sostenibilità e aggregazioni...


Dura la reazione del presidente nazionale CAO Andrea Senna: “occorre preservare l’autonomia e l’integrità della professione medica ed odontoiatrica”


I Giudici ribadiscono che il reato di esercizio abusivo non richiede la verifica della qualità della prestazione resa e il diploma di Laurea deve essere riconosciuto anche in Italia 


Mancavano, anche, i protocolli di sterilizzazione e le misure periodiche riferite alla radioprotezione. Sospesa l’autorizzazione sanitaria mentre il titolare è stato segnalato all’Ordine 


Il SIASO richiama di rispettare il dettato normativo che non consente all’ASO di svolgere l’attività in regime di lavoro autonomo


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi