HOME - Implantologia
 
 
06 Aprile 2020

Utilizzo del PRGF nell’alveolo post-estrattivo a scopo pre-implantare


Di Giacomo Santoro

Dott. Giacomo SantoroDott. Giacomo Santoro

Molto spesso non è possibile, dopo l’estrazione di un elemento dentario, eseguire immediatamente l’inserimento implantare poiché la situazione anatomica dell’alveolo non permette una sufficiente stabilità primaria dell’impianto. In questi casi è molto importante poter contare su differenti tecniche che possono contribuire a mantenere una corretta morfologia dell’alveolo post-estrattivo.

Tra le tecniche proposte, l’utilizzo degli emoderivati piastrinici di origine autologa ottenuti utilizzando il protocollo PRGF risulta efficace nel mantenere l’anatomia desiderata dell’alveolo e nell’accelerare la mineralizzazione dell’alveolo stesso. 

Caso clinico
Paziente maschio di 35 anni si presenta per una forte dolenzia causata da una frattura verticale sull’elemento 1.5 che si estende in profondità fino alla radice del dente e provoca la diastasi e la mobilità della porzione coronale-radicolare palatale (fig. 1).

Fig. 1

Una terapia con tentativo di estrusione ortodontica dell’elemento interessato viene esclusa dal paziente per motivi di tempo.

Dal punto di vista radiografico si evidenzia una netta contiguità della porzione apicale dell’1.5 con il pavimento del seno mascellare destro e una ridotta altezza dell’alveolo (fig. 2).

Fig. 2

Questa situazione anatomica caratterizzata da una quota ridotta di osso in senso verticale potrebbe portare a dei rischi se si decidesse di fare un impianto post-estrattivo a carico immediato per la difficoltà di ottenere una valida stabilità primaria.

Per questa ragione, una volta estratto il dente in modo atraumatico (fig. 3), si è scelto di trattare il sito con una tecnica di preservazione alveolare.

Fig. 3

In particolare, il sito è stato trattato mediante l’utilizzo del protocollo PRGF. Dopo un prelievo venoso dal paziente il protocollo prevede la centrifugazione del sangue raccolto per ottenere una selezione di emoderivati piastrinici di origine autologa. Gli emoderivati vengono successivamente trattati per ottenere una prima soluzione gelificata di concentrato piastrinico e una seconda soluzione più densa ed elastica a formare una vera e propria membrana di PRGF.

La prima soluzione viene utilizzata in fase post-estrattiva per riempire l’alveolo (fig. 4) mentre la seconda viene usata e suturata per stabilizzare la precedente (figg. 5, 6).

Fig. 4

Fig. 5

Fig. 6

L’obiettivo della procedura appena descritta è sia quello di implementare e accelerare la mineralizzazione dell’alveolo, sia quello di garantire una buona quota di gengiva cheratinizzata per poi poter inserire in tempi brevi l’impianto con tecnica flapless.

A distanza di soli 3 mesi la guarigione sembra ottimale (fig. 7) e la lastra di controllo evidenzia un buon grado di mineralizzazione (fig. 8) che permette l’inserimento di un impianto (BTI 4 mm di diametro per 7,5 mm di altezza) con buona stabilità primaria, senza la necessità di scolpire un lembo di accesso e con la possibilità di applicare una componente trans-epiteliale (UNIT BTI diritto 1,5 mm di altezza) e una corona provvisoria non funzionalizzata nello stesso tempo chirugico (figg. 9, 10).

Fig. 7

Fig. 8

Fig. 9

Fig. 10



I controlli a distanza di 4 mesi dall’intervento evidenziano una buona osteintegrazione, una stabilizzazione dei tessuti molli negli spazi interdentali e permettono quindi di procedere con la protesizzazione definitiva (figg. 11, 12).

Fig. 11

Fig. 12

Con il contributo non condizionante di BTI Biotechnology Institute   

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Obiettivi della revisione pubblicata su Frontiers in Oral Health era identificare i principali fattori associati al fallimento degli impianti dentali e analizzare le metodiche...


Il lavoro si propone di mostrare come un flusso digitale integrato possa accompagnare tutte le fasi della riabilitazione implantare nei pazienti con dentizione terminale


Uno studio analizza come la presenza di un impianto possa influenzare, nel tempo, il livello osseo e la sopravvivenza dei denti naturali vicini


Uno studio analizza come la scelta dell’abutment, integrata nella pianificazione digitale, orienti la posizione dell’impianto rispetto ai parametri anatomici e restaurativi


Quando il disegno protesico può non solo prevenire, ma anche risolvere condizioni infiammatorie peri-implantari


Obiettivi. Descrivere e valutare un nuovo protocollo per promuovere la rigenerazione dell’osso e dei tessuti molli adiacenti, nei difetti post-estrattivi, utilizzando la tecnologia del plasma ricco...


BTI CORE permette di risolvere la maggior parte dei trattamenti implantari richiesti negli studi dentistici


L’impianto BTI CORE si presta a qualunque tipo di riabilitazione protesica scelta dal professionista.   Singola o multipla direttamente sulla testa dell’impianto, con...


Difetti ossei trasversali e verticali sono casi frequenti che i dentisti si trovano ad affrontare e che spesso portano all’uso di tecniche invasive al fine di aumentare il...


Migliorare l’efficienza dello studio con la linea implantare CORE: la sua piattaforma protesica unificata consente una riduzione significativa delle componenti protesiche,...


Caso clinico con l'utilizzo di una valida alternativa a tecniche di espansione orizzontale (GBR o Split Crest)


Altri Articoli

Ai Ministeri competenti, oltre ai chiarimenti viene ribadito: gli studi monoprofessionali non sono coinvolti


All’Università Campus Bio-Medico di Roma il primo “Anatomy Lab” per una formazione avanzata tra pratica clinica ed eccellenza nella simulazione 


Ancora per questo fine settimana la mostra fotografica “5.000 lire per un sorriso”. Mello (CAO Torino): un sorriso naturale di sano benessere che purtroppo molti danno per...


Le celebrazioni a Torino in occasione di una giornata di approfondimento scientifico. Sanna: “Ci sono momenti in cui fermarsi non significa rallentare, ma dare forma e senso al cammino fatto”


La CCEPS, conferma la sanzione all’odontoiatra che non motiva la mancata assenza alla convocazione da parte del suo Ordine


A votarlo il 53% dei Delegati. Una presidenza nel segno della continuità che si apre nel segno del dialogo, per ricucire le tensioni nate in campagna elettorale, puntando alla coesione interna


Dal laboratorio IDI RDL nasce la linea premium di finalizzazione protesica, firmata dai maestri odontotecnici


Musella: auspico un futuro di collaborazione sempre più costruttiva e concreta tra le due organizzazioni sindacali per il bene della professione


Meglio Medicina e Veterinaria che coprono quasi tutti i posti. Ottolenghi: il dato positivo è aver potuto costituire fin da subito le classi, senza attendere i ritardi dovuti agli scorrimenti


Dalla 79ª edizione del Festival di Cannes, la prof.ssa Nardi osserva un cambiamento di tendenza verso la naturalezza imperfetta del sorriso dello star system, sottolineando che spesso il sorriso...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Monaco (FNOMCeO): ogni ora di formazione su simulazioni di processi con IA rilascerà 3 crediti ECM. A breve un corso FAD gratuito sull’Intelligenza Artificiale per medici e odontoiatri


Una ricerca ha analizzato come le procedure estetiche dentali minimamente invasive incidano su soddisfazione, qualità della vita orale e dimensioni psicologiche dei pazienti, includendo anche il...


A chiederlo ai ministeri competenti l’AIO Torino Cuneo che vuole in particolare chiarire se l’eventuale obbligo interessa anche agli studi mono professionali o associati


Presentato Check Up Odonto-Sportivo, lo applicherà in via sperimentale il Torino calcio. Le visite preventive fatte agli atleti hanno indicato criticità odontoiatriche. Prof. Testori: la salute...


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi