HOME - Implantologia
 
 
30 Giugno 2020

La migliore strategia chirurgica nel posizionamento implantare è condizionata dalla misura della densità ossea (parte 2)

Seconda parte del percorso di ricerca per valutare quanto il posizionamento implantare possa essere condizionato/agevolato dalla misura della densità ossea e quale sia il modo migliore per eseguirla

di Danilo Alessio Di Stefano


Come introdotto nel precedente articolo la densità ossea nel sito di inserimento dell’impianto dentale ha una grande influenza sulla stabilità primaria dell’impianto e sull’entità dei micromovimenti a cui esso è soggetto in seguito al posizionamento, entrambi fattori prognostici cruciali per determinare il successo implantare. Ciò è particolarmente importante nel caso di protocolli di carico precoce o immediato.

La valutazione della densità ossea diventa quindi un atto diagnostico necessario per decidere la modalità di preparazione del sito implantare che possa ottimizzare la stabilità primaria, la tipologia di impianto da inserire e, infine, il protocollo di carico.

Come noto, allo stato attuale la misura della densità ossea è affidata, nella maggioranza dei casi, a valutazioni soggettive del chirurgo durante la preparazione del sito, seguendo classificazioni come quella proposta da Misch con quattro classi di densità (D1-D4, da più denso a meno denso a seconda della durezza percepita).

Esistono naturalmente altre metodiche più affidabili e oggettive per misurare la densità ossea come, per esempio, la tomografia computerizzata (TC), la quale però espone il paziente a dosi eccessive di radiazioni. A questo proposito, l’introduzione della tomografia cone-beam ha permesso di ridurre la quantità di radiazioni utilizzata, ma i complessi algoritmi di deconvoluzione delle immagini e le diverse calibrazioni degli strumenti non permettono misure riproducibili.

L’analisi istomorfometrica, invece, permette una buona stima della densità ossea, ma non può essere eseguita nel contesto intra-operatorio in quanto richiede lunghe tempistiche per la lavorazione del campione e l’analisi al microscopio.

Un’ulteriore possibilità per la misura intra-operatoria della densità ossea, che è stata oggetto di intensa ricerca e che tuttora vede molti studi in corso per caratterizzare specifici aspetti, è rappresentata dalla quantificazione dell’attrito a cui è sottoposta una fresa durante la preparazione del sito implantare. A tal fine, è stato introdotto un motore per posizionamento implantare che sfrutta proprio questo principio, misurando la forza necessaria a mantenere costante la velocità di rotazione di una particolare sonda che viene inserita nel tunnel implantare (TMM2/3, IDI Evolution).

Una serie di rigorosi test effettuati su vari modelli sperimentali dell’osso umano (blocchetti di poliestere, costole bovine e blocchetti di osso equino deantigenato) ha dimostrato che effettivamente questo dispositivo permette una stima intra-operatoria affidabile e riproducibile della densità ossea.

Infatti, come visto nell’articolo precedente pubblicato per Odontoiatria33, il valore medio di coppia (o “torque”) fornito dal micromotore implantare è linearmente correlato con la densità ossea in tutti e tre i modelli sperimentali utilizzati, e rappresenta quindi un modo diretto di stimare la densità.

Per validare ulteriormente l’affidabilità di questo dispositivo in un contesto esclusivamente clinico, sono stati effettuati alcuni studi di natura retrospettiva.

Il primo di tali studi ha visto un singolo operatore raccogliere un campione significativo di valori di densità ossea: 1254 misurazioni relative ad altrettanti siti di inserimento implantare effettuate nell’arco di un anno e mezzo. La distribuzione di queste misurazioni in relazione alle quattro aree anatomiche predefinite dei mascellari note per avere diversa densità ossea è stata quindi analizzata retrospettivamente. I risultati hanno dimostrato che il dispositivo è effettivamente in grado di distinguere le diverse aree dei mascellari (preantrale, subantrale, interforaminale e retroforaminale) sulla base della loro diversa densità ossea (Di Stefano et al., 2013).

Un secondo studio clinico ha analizzato retrospettivamente un numero ancora maggiore di letture di densità ossea, 3704, in questo caso effettuate da ben 39 operatori diversi durante inserimenti implantari di routine. Le misurazioni sono state suddivise in gruppi in base all’operatore che le aveva effettuate, e i diversi gruppi sono stati confrontati tra loro.

Tale analisi ha rivelato che non vi era alcuna differenza significativa tra i set di misurazioni di densità raccolte da diversi operatori, confermando quindi che la misura di densità ossea è operatore-indipendente anche in un contesto clinico (Di Stefano et al., 2015). Inoltre, tale studio ha confermato la capacità dello strumento nel distinguere le aree dei mascellari a densità ossea diversa.

Un ulteriore passo in avanti è stato fatto con un altro studio clinico retrospettivo che ha indagato la distribuzione della densità ossea nei mascellari in un ampio numero di pazienti utilizzando il micromotore implantare TMM2/3. In questo studio, 4 chirurghi orali hanno effettuato 6060 misure di densità ossea durante l’inserimento di altrettanti impianti in 2408 pazienti nel corso di 6 anni di pratica clinica (Di Stefano et al., 2019). L’analisi dei dati di densità, raccolti in maniera retrospettiva e raggruppati in base alla posizione, ha permesso di creare una vera e propria mappa topologica della densità ossea media di mascella e mandibola.

Quest’analisi ha innanzitutto confermato che, come d’altronde già noto, l’arcata superiore presenta una densità dell’osso trabecolare più bassa dell’arcata inferiore. Si è poi osservato che non è realmente possibile distinguere in base alla densità ossea una zona anteriore e una posteriore: la densità, inferiore nei settori posteriori, appare comunque variare in modo continuo di posizione in posizione, con una differenza significativa anche tra posizioni adiacenti all’interno della stessa arcata.Inoltre, l’analisi dei dati ha rivelato che per ciascuna posizione esiste un’ampia variabilità tra individui, circa il 25-30% del valore medio. 

Implicazioni cliniche
Gli studi retrospettivi qui presentati, relativi a un ampio numero di pazienti, dimostrano che la misura della densità ossea intra-operatoria tramite il micromotore implantare TMM2/3 si conferma affidabile e riproducibile anche in un contesto clinico.

Inoltre, l’ampia variabilità della densità ossea osservata sia in uno stesso individuo in posizioni diverse sia tra individui nella stessa posizione convalida implicitamente lo strumento e implica che la densità ossea di ogni paziente e in ogni posizione debba essere valutata caso per caso.

Infatti, in base a questi dati, l’utilizzo di protocolli di posizionamento implantare “standardizzati” appare rischioso, mentre sembra più opportuno optare per trattamenti personalizzati in base alla misura di densità rilevata nel paziente. Questo significa che ciò che guida sempre l’atto chirurgico è una corretta diagnosi pre-operatoria clinico-morfologica che vede il chirurgo al centro del processo decisionale.   


Fig. 1 Il micromotore implantare TMM3 (IDI Evolution) rappresenta un’evoluzione del micromotore TMM2 utilizzato negli studi descritti in questo articolo, conservando però gli stessi algoritmi che costituiscono il cuore del sistema di misurazione della densità ossea


Fig. 2 La sonda per la misurazione della densità ossea


Fig. 3 Misurazione della densità ossea nel setting clinico

Fig. 4 L’output del micromotore TMM2/3. Cm: Coppia media (torque medio); Cp: coppia di picco (torque di inserimento); I: integrale della curva torque/profondità; D: profondità raggiunta dalla sonda in decimi di millimetro. Le aree verdi, gialle e rosse corrispondono a Cm ≤ 5 Ncm; 5 Ncm < Cm ≤ 12 Ncm; Cm >12 Ncm, rispettivamente


Per approfondire

  • Di Stefano DA, Arosio P, Pagnutti S. Un possibile nuovo metodo di misura non soggettivo e intraoperatorio della densità ossea dei mascellari. Minerva Stomatologica 2013;62(7-8):259-66.
  • Di Stefano DA, Arosio P, Piattelli A, Perrotti V, Iezzi G. A torque-measuring micromotor provides operator independent measurements marking four different density areas in maxillae. J Adv Prosthodont 2015;7:51-5.
  • Di Stefano DA, Arosio P, Pagnutti S, Vinci R, Gherlone EF. Distribution of trabecular bone density in the Maxilla and mandible. Implant Dent 2019;28(4):340-8. doi:10.1097/ID.0000000000000893

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

Una ricerca italiana ha confrontato diverse geometrie di Ti-base, incluse nuove configurazioni anatomiche derivate dai rapporti tra cresta ossea e giunzione amelo-cementizia, per valutarne la...


Gli autori hanno sviluppato e testato una procedura basata su impronta, digitalizzazione e confronto tridimensionale per valutare la compatibilità tra differenti connessioni implantari


Uno studio internazionale ha analizzato workflow, usabilità, costi, requisiti tecnici e librerie protesiche dei principali software per la pianificazione implantare guidata, valutandone...


Una ricerca ha valutato l’impatto della segmentazione CBCT basata su AI sulla precisione della chirurgia implantare robot-assistita 


Indagine retrospettiva sulla correlazione tra condizioni parodontali di impianti e denti controlaterali fino a 20 anni dopo terapia e inserimento implantare


Uno studio ha valutato l'effetto citotossico delle particelle di titanio liberate nei tessuti, studiando le alterazioni che impediscono la rimozione dei microbi


Uno studio italiano analizza una soluzione clinica che integra design implantare ibrido e connessioni versatili per migliorare la stabilità biologica e ampliare le opzioni...


Obiettivi della revisione pubblicata su Frontiers in Oral Health era identificare i principali fattori associati al fallimento degli impianti dentali e analizzare le metodiche...


Il lavoro si propone di mostrare come un flusso digitale integrato possa accompagnare tutte le fasi della riabilitazione implantare nei pazienti con dentizione terminale


Uno studio analizza come la presenza di un impianto possa influenzare, nel tempo, il livello osseo e la sopravvivenza dei denti naturali vicini


Uno studio analizza come la scelta dell’abutment, integrata nella pianificazione digitale, orienti la posizione dell’impianto rispetto ai parametri anatomici e restaurativi


Quando il disegno protesico può non solo prevenire, ma anche risolvere condizioni infiammatorie peri-implantari


Altri Articoli

Align Technology ha sviluppato un percorso di clinical education dedicato ai Growing Patients, fondato sulla collaborazione con il mondo accademico e le società scientifiche di...


Approvato emendamento Borghetti per finanziare un progetto sperimentale di odontoiatria sociale destinata agli anziani economicamente fragili


Le risonanze magnetiche rivelano che chi perde più denti presenta nel tempo maggiori segni di deterioramento della sostanza bianca cerebrale


Dalla cronaca alla responsabilità: perché l’intelligenza artificiale rappresenta una straordinaria opportunità per l’odontoiatria e la medicina, ma solo se rimane sotto il controllo della...


Dalla classificazione dei dispositivi ai rischi per operatori e pazienti, fino agli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008. Il documento include una check-list per verificare la conformità dello...


Cronaca     23 Luglio 2026

Corso di protesi totale digitale

Organizzato a Torino dal COI a fine ottobre e rivolto a odontoiatri e odontotecnici. Il corso contribuirà a sostenere il progetto solidale “Un sorriso migliora la vita”


In occasione della Giornata Mondiale del Self-Care, Haleon richiama l'attenzione sul valore della prevenzione e sul ruolo della salute orale quale componente essenziale del...


La CCEPS respinge il ricorso e conferma la decisione della CAO di Brescia. Contestati: messaggio promozionale sull'implantologia, l'uso di termini ritenuti fuorvianti e l'omessa comunicazione...


Alcune considerazioni del prof. Luigi Rubino sull’evoluzione del rapporto tra odontoiatra ed odontotecnico nell’era digitale


La vicenda richiama ancora una volta l’attenzione sui rischi legati all’interruzione improvvisa dell’attività di strutture odontoiatriche organizzate in forma societaria


Secondo l’analisi dell’avvocato Roberto Longhin, l’emendamento introduce una deroga al sistema ordinario e rischia di creare un precedente nei rapporti tra Parlamento e...


L’incauto acquisto ricade sui professionisti. Attivato un programma che consente di verificare rapidamente l'autenticità dei prodotti


“La nuova bozza rischia di trasformare la sentenza del TAR in una beffa”. Chiesta al Ministero della Salute un’audizione immediata sulla branca T30 Odontoiatria


Uno studio su 77 mila over 50 evidenzia forti disparità tra i Paesi. Italia tra quelle con il rischio più elevato di spese odontoiatriche "catastrofiche"


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi