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25 Maggio 2022

Riabilitazione dell’arcata inferiore utilizzando il protocollo D.I.G.I.T. Caso Clinico

Il dott. Baruffaldi presenta un protocollo di chirurgia guidata per la riabilitazione di una arcata completa inferiore attraverso protesi fissa su impianti

di Alfonso Baruffaldi

Alfonso BaruffaldiAlfonso Baruffaldi

Nell’odontoiatria moderna hanno sempre più preso piede numerose tecnologie che permettono di rendere maggiormente predicibile il nostro flusso di lavoro. Nel caso specifico dell’implantologia, possiamo affidarci alle varie tecniche di chirurgia guidata che integrano un disegno CAD della protesi e la successiva progettazione della posizione implantare.

La realizzazione del caso qui presentato ha previsto una riabilitazione dell’arcata inferiore utilizzando il protocollo D.I.G.I.T. (Digitally Guided Implant Therapy, “A suggested protocol to increase the accuracy of prosthetic phases in case of full-arch model-free fully guided computer-aided implant placement and immediate loading”, di  A. Baruffaldi, M. Baruffaldi, C. Maiorana, P.P. Poli).   Tecnica approfondita nel libro Edra appena pubblicato Tecniche digitali in chirurgia e protesi implementare – Dal chair-side alla tecnica DIGIT-Skyn concept

Caso clinico
All’anamnesi remota la paziente, di 72 anni, riferiva unicamente un ipotiroidismo controllato in terapia. A livello dell’arcata superiore presentava una precedente riabilitazione su impianti realizzata da un collega, mentre inferiormente vi era una situazione di edentulia parziale con mobilità di secondo e terzo grado degli elementi residui.

Si è deciso quindi di optare per una bonifica degli elementi ormai compromessi e di procedere con una riabilitazione fissa su impianti.

Sulla base di un’impronta ottica e di una CBCT è stata realizzata una ceratura diagnostica virtuale usando come riferimento la dimensione verticale e l’occlusione della paziente che come si può osservare erano comunque conservate.

Sulla base della ceratura sono state pianificate le posizioni dei sei impianti che avrebbero supportato la protesi.

Per quanto riguarda il tipo di connessione protesica, è stata scelta la soluzione conometrica, accoppiando quindi per frizione i monconi implantari a coppette secondarie inglobate nella protesi.

Utilizzando quindi il wax-up virtuale e la pianificazione implantare, prima dell’intervento sono state prodotte:

  • guida di posizionamento dei pin intraossei guidata dai denti presenti in bocca al momento dell’intervento;
  • guida di posizionamento implantare che si accoppia alla guida dei pin;
  • protesi provvisoria in BioHPP che si accoppia alla guida dei pin.  

La combinazione tra la tecnica D.I.G.I.T. e la protesi conometrica ha molti vantaggi:

  • il flusso è realizzabile interamente in digitale e in modo guidato;
  • i vari componenti della tecnica consentono di ridurre al minimo le variabili, ottimizzando il posizionamento protesico già al termine dell’intervento chirurgico;
  • il sistema conometrico è di facile gestione, ha un’ottima versatilità dato che può essere utilizzato sia in elementi singoli che in riabilitazioni più estese, ed elimina alcuni problemi che possono avere altri sistemi come la protesi cementata o avvitata, considerando anche l’immediatezza con la quale può essere rimossa durante i controlli o le sedute di igiene.

Nelle immagini che seguono viene illustrato lo svolgimento del caso.



Figg. 1-4 Foto intraorali che mostrano l’elevato grado di compromissione parodontale degli elementi residui e la dimensione verticale che comunque è conservata


Fig. 5 Immagine radiografica della situazione iniziale


Fig. 6 Ceratura diagnostica virtuale basata sull’impronta ottica e sulla CBCT


Figg. 7-9 Componenti della mascherina chirurgica: la guida per il posizionamento dei pin, quella per l’inserimento degli impianti e, infine, la protesi provvisoria, la cui posizione è sempre guidata dagli attacchi a palla sulla mascherina di base


Figg. 10-13 Inserita la mascherina di base si procede con le estrazioni e con il posizionamento degli impianti seguiti dai monconi conometrici. Si esegue una rigenerazione vestibolare con biomateriali agli impianti del 4 quadrante, e si sceglie di non caricare l’impianto in zona 46 per motivi di insufficiente stabilità primaria


Figg. 14-16 Si ribassa la protesi provvisoria sulle cappette conometriche e, una volta rifinita e lucidata, questa viene inserita nel cavo orale della paziente e la conometria viene attivata


Fig. 17 La conservazione di un corretto rapporto occlusale è garantita dalla guida della mascherina con i pin, che permette di trasporre fedelmente nel cavo orale della paziente quanto progettato in precedenza


Figg. 18, 19 Guarigione a 6 mesi e confezionamento della protesi definitiva con flange ridotte nella zona distale per facilitare le manovre di igiene domiciliare, d’accordo con la paziente


Fig. 20 Ortopanoramica di controllo a 1 anno che mostra una buona stabilità dei livelli ossei

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