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25 Novembre 2022

Impianti dentali corti in odontoiatria Vs quelli con lunghezza maggiore

Quelli corti possono essere un'alternativa affidabile per riabilitare mascellari atrofici senza pre-chirurgia per aumentare il volume osseo. Il parere del prof. Di Stefano

Valentina Viganò

Immagine di repertorioImmagine di repertorio

Sempre di più al giorno d’oggi vengono richieste soluzioni protesiche fisse su impianti, grazie alla loro maggior stabilità e a una miglior estetica rispetto alle protesi mobili.

Non tutti i pazienti sono però dei candidati ottimali per gli impianti di lunghezza e spessore standard a causa di possibili atrofie dell’osso mascellare o mandibolare, per questo si può ricorrere ad impianti più corti ( ≤ 8 mm) e di spessore minore ( ≤ 3.5 mm), senza intervenire con trattamenti di rialzo di seno mascellare o altre procedure chirurgiche per aumentare il volume osseo.  

In uno studio condotto da un gruppo di ricercatori spagnoli dell’istituto di Implantologia Orale e di Medicina Rigenerativa di Vitoria, si è voluto confrontare l’utilizzo di questa tipologia di impianti “corti e stretti”, con impianti di lunghezza maggiore, ma sempre con ridotto spessore, osservando soprattutto il tasso di sopravvivenza, la perdita di osso marginale e le eventuali complicazioni tecniche.  

Si è giunti alla conclusione che con l’utilizzo degli impianti “corti e stretti” non si sono riscontrate differenze per quanto riguarda la sopravvivenza e il successo implantare rispetto agli impianti di stampo tradizionale, questo grazie a vari fattori che sono stati messi a punto durante la progettazione degli impianti stessi, come la scelta del materiale, le proprietà della superficie dell’impianto, la forma dell’impianto e il tipo di connessione; inoltre attraverso la programmazione computerizzata del trattamento, ora si può guidare il collocamento dell’impianto in modo preciso all’interno del cavo orale.    

Grazie a questo tipo di impianti con ridotta lunghezza e ridotto spessore si può superare quindi l’atrofia dei mascellari, senza rischiare di ledere strutture anatomiche delicate ed  evitando così complicazioni del pavimento del seno mascellare o del canale mandibolare, strutture che possono risultare più esposte a causa del poco volume osseo presente.  

Questi impianti sono confermati dalla letteratura scientifica che si trova concorde, nell’ambito delle corrette indicazioni terapeutiche, nel ritenere questi impianti affidabili come quelli di lunghezza tradizionale”, come afferma il dottor Danilo Alessio Di Stefano, Tesoriere dell’Italian Academy of Osseointegration, Professore a Contratto in Chirurgia Orale presso l’Università Vita e Salute IRCCS San Raffaele di Milano e Docente in Chirurgia Implantare e Tecniche ossee Rigenerative e ricostruttive.  

I risultati ottenuti nel tempo con impianti corti o extra-corti per riabilitare i mascellari atrofici sono quindi affidabili, ma bisogna in ogni caso procedere con cautela e verificare che la qualità e la densità dell’osso residuo sia buona per garantire una buona stabilità all’impianto, proteggendolo da eccessivi micro-movimenti durante il processo di osteointegrazione.    

Per approfondire:  

Short Narrow Dental Implants versus Long Narrow Dental Implants in Fixed Prostheses: A Prospective Clinical Study. Eduardo Antiua; Virginia Escuer; Mohammad H. Alkhraisat. Dent. J. 2022, 10(3), 39. DOI: 10.3390/dj10030039   https://www.mdpi.com/2304-6767/10/3/39  

 
 

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