L’importanza dei tessuti molli per la stabilità dell’osso crestale: caso clinico del dottor Matteo Bordin
La stabilità dell’osso crestale rimane uno dei temi più dibattuti in implantologia. È considerato importante per la preservazione dell'osso corticale, la longevità degli impianti e per la prevenzione della recessione dei tessuti perimplantari che solitamente accompagna la perdita di osso crestale.
È comprovato che lo spessore iniziale del tessuto mucoso verticale è uno dei fattori maggiormente impattanti sulla stabilità ossea.
Studi sugli animali hanno dimostrato che se i tessuti della mucosa si presentano assottigliati a 2 mm o meno, il riassorbimento osseo crestale dopo la guarigione è significativamente maggiore rispetto agli impianti in gengiva spessa.
Gli impianti inseriti in tessuti mucosi di spessore pari o inferiore a 2 mm possono andare incontro a una perdita ossea (1,38 mm), mentre gli impianti posizionati in tessuti spessi risultano avere una perdita ossea significativamente inferiore (0,25 mm).
In ulteriori studi successivi è apparso evidente – dal confronto tra gli impianti con connessione impianto/moncone regolari e gli impianti platform switching – che la sola riduzione del microgap orizzontale non preserva l'osso nei tessuti sottili.
Razionalmente, si può suggerire che i tessuti sottili possano ispessirsi durante il periodo di integrazione dell’impianto riducendo così il riassorbimento osseo dopo la guarigione.
A tale scopo vengono solitamente utilizzati innesti di tessuto connettivo palatale; tuttavia, la morbilità per il paziente e la necessità di un secondo sito chirurgico comportano anche svantaggi, limitandone talvolta l’utilizzo.
Le membrane allogeniche potrebbero essere introdotte come materiale per l’ispessimento verticale dei tessuti, con il vantaggio della riduzione della morbilità ma aumentando i costi di trattamento.
Tra le strategie “indirette” per l’ispessimento dei tessuti molli, il posizionamento sub-level dell’impianto e la tecnica Tent Pole sono da considerarsi semplici ed efficaci.
Indipendentemente dalla tecnica utilizzata è consigliabile avere almeno 3 mm di spessore verticale di tessuto molle per soddisfare la necessità di una corretta ampiezza biologica perimplantare.
Tecnica chirurgica
Dopo avere segnato la posizione di inserimento con una fresa pilota affilata, è stato preparato il letto implantare. È stato misurato lo spessore dei tessuti molli con una sonda parodontale (2 mm) (figg. 1, 2) quindi si è proceduto alla preparazione del sito implantare in eccesso in lunghezza per potere posizionare l’impianto in posizione sub-level.
Fig. 1 Situazione clinica
Fig. 2 Misurazione dell’altezza dei tessuti molli
Gli impianti con platform switching e connessione esagonale switching platform (ImpLassic FT3, Dental Tech - Misinto) sono stati posizionati 1,5 mm al di sotto della corticale ossea (fig. 3).
Fig. 3 Posizionamento sottocrestale degli impianti
È stata posizionata una vite di copertura immersa in gel di clorexidina allo 0,12% e il lembo è stato chiuso con suture in monofilamento di polipropilene 5/0.
Il paziente ha seguito un protocollo post-operatorio che prevedeva: sciacqui del sito operato con una soluzione di clorexidina-digluconato allo 0,12% due volte al giorno per una settimana e di 1 g di amoxicillina due volte al giorno per 4 giorni. Le suture sono state rimosse dopo 10 giorni dall'intervento.
La seconda fase dell'intervento è stata eseguita 3 mesi dopo il posizionamento dell’impianto, dopo un controllo radiografico. In anestesia sono stati sollevati i lembi a tutto spessore e scoperti gli impianti, lasciando il lembo linguale intatto.
Sono state collegate le componenti secondarie anatomiche di guarigione alte quattro millimetri e i tessuti suturati con filo monofilamento di polipropilene 5/0. Le suture sono state rimosse dopo 10 giorni dall’intervento.
Fase protesica
Un mese dopo la seconda fase dell'intervento chirurgico, quando i tessuti perimplantari mostravano una maturazione completa (fig. 4), è seguita la riabilitazione protesica che ha previsto una riabilitazione con corone supportate da impianti (fig. 5).
Fig. 4 Maturazione dei tessuti molli perimplantari
Fig. 5 Integrazione del manufatto protesico
Come interfaccia di supporto per la base in ossido di zirconio sono state selezionate basi in titanio con altezza gengivale di 2 mm.
Sono state eseguite radiografie intraorali (figg. 6-8):
Fig. 6 Radiografia di controllo t0
Fig. 7 Radiografia di controllo a 4 mesi
Fig. 8 Radiografia di controllo: follow-up 18 mesi
Conclusioni
Il posizionamento degli impianti al di sotto del livello osseo è un metodo verificato per compensare i tessuti molli crestali inizialmente sottili. L’obiettivo è la creazione di una corretta ampiezza biologica perimplantare.
Il microgap della connessione impianto-moncone è ovviamente un fattore importante nella progressione della perdita ossea crestale e, se posizionato vicino al livello osseo, potrebbe causare il riassorbimento osseo.
Pertanto, si consiglia di utilizzare impianti con platform switching, il cui microgap è spostato verso l’interno, orizzontalmente.
Con il contributo non condizionante di DentalTech
Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati
implantologia 15 Giugno 2026
Uno studio prospettico realizzato da ricercatori italiani analizza l’evoluzione della stabilità implantare e apre la strada a trattamenti sempre più personalizzati
O33implantologia 04 Giugno 2026
Uno studio italiano analizza una soluzione clinica che integra design implantare ibrido e connessioni versatili per migliorare la stabilità biologica e ampliare le opzioni...
O33implantologia 21 Aprile 2026
Obiettivi della revisione pubblicata su Frontiers in Oral Health era identificare i principali fattori associati al fallimento degli impianti dentali e analizzare le metodiche...
O33implantologia 25 Marzo 2026
Uno studio analizza come la presenza di un impianto possa influenzare, nel tempo, il livello osseo e la sopravvivenza dei denti naturali vicini
O33implantologia 17 Marzo 2026
Uno studio analizza come la scelta dell’abutment, integrata nella pianificazione digitale, orienti la posizione dell’impianto rispetto ai parametri anatomici e restaurativi
Lettere al Direttore 16 Giugno 2026
Le riflessioni del direttivo di AIDIPRO in merito alla sentenza del Tar sull’autonomia dell’igienista dentale
Il punto con l’AD Margherita Costa. Il futuro: sempre più integrazione tra biologia e tecnologia digitale, materiali personalizzabili e semplificazione dei protocolli clinici
Lettere al Direttore 15 Giugno 2026
Sulla sicurezza delle cure e compresenza l’Associazione porta i dati e le valutazioni giuridiche che confuterebbero il parere dei Giudici
I dati evidenziando le linee di sviluppo future tra digitalizzazione dei flussi clinici e mutamenti nei consumi degli studi e dei laboratori
Cronaca 15 Giugno 2026
L’Assemblea Elettiva ha tracciato la rotta per i prossimi due anni all’insegna della transizione e continuità. Questo il nuovo Consiglio in carica per i prossimi due anni
Cronaca 12 Giugno 2026
Per il sindacato il riconoscimento mantiene saldo il principio della distinzione tra atto clinico, esclusivo dell’odontoiatra e attività tecnico‑laboratoriale propria dell’odontotecnico
Cronaca 12 Giugno 2026
Attiva la piattaforma per presentare le domande. Rimangono ancora fuori i software in cloud
Cronaca 12 Giugno 2026
Ipoplasia mascellare e progenismo mandibolare nel paziente pediatrico: dalla diagnosi al trattamento è il tema del ciclo di incontri organizzati sul territorio
Approfondimenti 12 Giugno 2026
Il Governo approva uno schema di decreto sull’intelligenza Artificiale. Tra i principi enunciati anche quelli che interessano operatori sanitari e professionisti
Cronaca 10 Giugno 2026
Capita a Genova dove un giovane ha aggredito la dentista che lo stava curando. Contro l’aggressore applicate le misure previste dalla normativa sulle aggressioni ai danni dei sanitari: Arrestato e...
O33Normative 10 Giugno 2026
La Corte di Cassazione conferma che la difettosa tenuta della documentazione clinica da parte del sanitario non può pregiudicare sul piano probatorio il paziente
O33Approfondimenti 10 Giugno 2026
Un confronto in vitro tra matrici animali e vegetali rivela nuove strategie per il controllo metabolico ed enzimatico dei patogeni orali.
Cronaca 09 Giugno 2026
Il convegno della Commissione Albo di Roma fotografa una professione sicura, responsabile e orientata alla prevenzione
Cronaca 09 Giugno 2026
Senna: l’attività svolta dall’odontotecnico è strettamente riservata a un momento non clinico, la fabbricazione delle protesi dentarie nel proprio laboratorio artigianale
