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30 Giugno 2009

Riabilitazione implanto-protesica in pazienti con esiti di labiopalatoschisi

di M. Chiapasco, M. Boisco, A. Rossi, P. Ronchi, R. Brusati


OBIETTIVI. Valutare la sopravvivenza e il successo a lungo termine di impianti inseriti in pazienti affetti da esiti di labiopalatoschisi (LPS) trattati con innesto di osso autologo per la correzione della schisi alveolare.
MATERIALI E METODI. Tra il 1993 e il 2004, 115 pazienti affetti da esiti di LBS (già precedentemente trattati con labioplastica e palatoplastica) e con presenza di schisi alveolare residua associata a edentulismo parziale del mascellare anteriore, sono stati trattati mediante innesto osseo autologo prelevato da siti intraorali o extraorali per la chiusura della schisi alveolare. Tra questi, 30 pazienti (15 femmine e 15 maschi) sono stati selezionati per una riabilitazione protesica supportata da impianti osseointegrati. Sono stati inseriti 51 impianti endossei a livello delle aree ricostruite. La riabilitazione protesica è stata completata dopo ulteriori 4-6 mesi. Il follow-up medio degli impianti è stato di 70,4 mesi (range: 24-156 mesi). Sono stati valutati i seguenti parametri: 1) sopravvivenza e successo implantare secondo i criteri proposti da Albrektsson et al.; 2) parametri clinici perimplantari (indice di placca, indice di sanguinamento, profondità di sondaggio).
RISULTATI. Due dei 51 impianti sono stati rimossi per perdita di osseointegrazione (sopravvivenza = 94,7%). Sei impianti non hanno soddisfatto i requisiti di successo implantare a causa di un riassorbimento perimplantare eccessivo (percentuale di successo = 84,2%). I parametri clinici rilevati hanno indicato una buona salute dei tessuti molli perimplantari in tutti gli impianti sopravvissuti.
CONCLUSIONI. La riabilitazione implanto-protesica dei pazienti affetti da esiti di LBS trattati con innesto osseo autologo ha dimostrato una buona predicibilità dei risultati con sopravvivenza degli impianti paragonabile a quella ottenuta in casi di impianti inseriti in osso nativo. È stata invece riscontrata una percentuale di successo più bassa rispetto agli impianti inseriti in osso nativo, a causa di un più accentuato riassorbimento osseo perimplantare, in particolare nei primi due anni dopo l’inizio del carico protesico.

Implant-supported prostheses in the rehabilitation of patients affected by cleft lip and palate sequelae
OBJECTIVES. This study evaluated long-term survival and success rates of implants inserted in cleft lip and palate patients previously treated with autogenous bone grafts for the correction of residual alveolar cleft.
MATERIALS AND METHODS. Between 1993 and 2004 115 patients affected by sequelae of cleft lip and palate (previously treated with labioplasty and palatoplasty) and a residual alveolar cleft in association with a partially edentulous anterior maxilla were treated by autogenous bone grafts harvested from intraoral or extraoral sites. Among these, 30 patients (15 females and 15 males) were selected for rehabilitation with implant-supported prostheses and received a total of 51 endosseous implants in the grafted areas. Four to six months after implant placement, the prosthetic rehabilitation was started. Patients were followed from 24 to 156 months (mean: 70.4 months). The following parameters were evaluated: 1) survival and success rates according to the criteria of Albrektsson et al.; 2) clinical peri-implant parameters (plaque index, bleeding index, probing depth).
RESULTS. Two out of 51 implants were removed (survival rate 94.7%), due to loss of osseointegration. Six implants did not satisfy success criteria because of excessive peri-implant bone resorption: implant success rate was therefore 84.2%. Clinical parameters demonstrated healthy peri-implant soft tissues in all survived implants.
CONCLUSIONS. Dental rehabilitation of patients affected by sequelae of cleft lip and palate treated by grafting autogenous bone in the residual cleft and inserting implants in the grafted clefts demonstrated to be a reliable procedure with implant survival rates which are consistent with those observed for implants placed in native bone. On the contrary, the success rate of implants reported in this study was lower than that reported for implants placed in native bone, because of higher peri-implant resorption, in particular within two years after the start of prosthetic loading.



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