HOME - Implantologia
 
 
18 Marzo 2014

Rigenerazione ossea guidata in zona estetica attraverso l'utilizzo di colla di fibrina umana e osso bovino deproteinizzato: Caso clinico

di D. Ferrari, P. Mariscotti, S. Giglio, A.Veltri


Dopo l'estrazione o la perdita di un elemento dentale, residuano frequentemente nella cresta alveolare difetti ossei che non permettono il posizionamento di impianti osteointegrati non solo nell'immediato, ma anche a guarigione avvenuta.
In questi casi è spesso necessario ricorrere a tecniche di rigenerazione ossea guidata, attraverso innesti ossei e membrane che diano la possibilità di ripristinare la quota di tessuto osso mancante.
Queste tecniche consentono di dare stabilità all'impianto e di evitare fenomeni di deiscenza e fenestrazione che possono creare complicazioni specialmente in zona estetica.
Il problema maggiore da fronteggiare utilizzando queste metodiche è in genere la difficoltà di ottenere un adeguato effetto tenda che permetta all'innesto di essere colonizzato dagli osteoblasti.
A tale scopo si utilizzano oggi differenti tipi di membrane, sia riassorbibili sia non rissorbibili, in grado di mantenere l'epitelio lontano dal difetto per il tempo necessario alla rigenerazione del tessuto osseo.
Le membrane non riassorbibili presentano lo svantaggio di essere difficili da manipolare durante il loro utilizzo, e complesse da gestire in caso di esposizione e/o infezione, mentre quelle riassorbibili non garantiscono, per un lungo periodo, un efficace effetto tenda.
Nel seguente caso clinico è stato possibile ottenere la rigenerazione ossea in un difetto poco contenitivo applicando un protocollo chirurgico che prevede l'utilizzo di biomateriali osteoconduttivi (colla di fibrina umana e osso bovino deproteinizzato) e una membrana riassorbibile.

(Il testo continua sotto la galleria fotografica)

  • Fig. 1 Visione pre-operatoria

  • Fig. 2 Radiografia pre-operatoria

  • Fig. 3 Visione del residuo radicolare

  • Fig.4 Residuo radicolare fratturato

  • Fig. 5 Difetto post-estrattivo

  • Fig. 6 Siringa formata da due camere

  • Fig. 7 Preparazione con soluzione fisiologica

  • Fig.8 Miscelazione di osso bovino deproteinizzato e colla di fibrina umana

  • Fig. 9 Innesto modellato in situ

  • Fig. 10 Inserimento della membrana riassorbibile

  • Fig. 11 Suture

  • Fig. 12 Riapertura

  • Fig. 13 Inserimento della fixture

  • Fig. 14 Radiografia periapicale post-operatoria

  • Fig. 15 Finalizzazione del caso

Descrizione del caso

La paziente di sesso femminile di anni 45, non fumatrice e in buono stato di salute generale, lamentava fastidio in zona 2.2 (fig.1).
All'esame obiettivo si notava una restauro incongruo a carico dell'elemento 2.2 con forte dolore alla percussione. Si eseguiva, pertanto, veniva una radiografia periapicale che mostrava un grosso perno metallico inserito nella radice del dente (fig.2).
Dopo aver ottenuto il consenso informato per le cure si decideva di rimuovere il vecchio restauro con il perno endocanalare. Si notava un'importante rima di frattura a carico della radice tale da indurre a optare per la sua avulsione (figg. 3,4).
Nella sede post estrattiva residuava un deficit osseo a prevalenza vestibolare di tipo 3, secondo la classificazione di Caplanis et al (fig.5); si decideva di procedere in due tempi, prima con la rigenerazione del difetto osseo e successivamente, dopo circa 4 mesi, con l'inserimento della fixture.

Trattamento

Dopo aver curettato e lavato con soluzione fisiologica il difetto, si è iniziata la preparazione della colla di fibrina umana (Tissucol, Baxter AG, Vienna).
Il Tissucol si presenta in una siringa formata da due camere da 0,5 ml l'una (duploject): la prima contenente la soluzione di Tissucol composta da fibrinogeno, fibrinonectina, plasminogeno, aprotinina, la seconda contenente una soluzione di cloruro di calcio e trombina come attivatore (fig.6).
E' importante ricordare che il Tissucol deve essere conservato a temperatura pari o inferiore a 18°C e scongelato prima del suo utilizzo.
Generalmente, quando il Tissucol è utilizzato per bloccare le emorragie, l'estrusione dalla siringa dei due componenti miscelati permette alla trombina di trasformare repentinamente il fibrinogeno in fibrina al fine di formare il  tappo emostatico con cui si arresta l'emorragia.
Nel nostro caso per avere un maggior tempo di manipolazione la siringa è stata smontata, e dalla camera contenente la trombina, sono stati eliminati 9 dei 10 ml di soluzione interna, che sono stati sostituiti con soluzione fisiologica (fig.7).
Una volta rimontata la siringa, si sono miscelati in una bacinella chirurgica osso bovino deproteinizzato (Bio-Oss, Geistlich Pharma AG, Wolhusen, Svizzera) e parte di Tissucol (fig.8).
L'inserimento del composto nella zona d'innesto deve avvenire entro pochi minuti (4/5 minuti) dalla miscelazione in quanto, una volta iniziata la reazione di polimerizzazione, tende a indurire velocemente.
Il meccanismo di azione del Tissucol riproduce l'ultima fase della coagulazione sanguigna: per azione della trombina il fibrinogeno si trasforma in monomeri di fibrina, che polimerizzano legandosi per mezzo di deboli ponti idrogeno, formando il primo coagulo instabile.
Allo stesso tempo il fattore XIII attivato dalla trombina in presenza di ioni Ca 2+ catalizza la conversione dei legami idrogeno in legami covalenti inducendo la formazione di un coagulo stabile.
Infine i polimeri creati formano dei reticolati di filamenti di fibrina, che nel nostro caso intrappolano le particelle di biomateriale (Bio-oss).
Il coagulo rimane stabile più a lungo del normale grazie all'azione del fattore XIII e dell'aprotinina che ne evitano una fibrinolisi precoce.
Durante la fase di polimerizzazione è possibile modellare l'innesto in situ secondo necessità. Finita tale reazione, il composto ha mantenuto la forma data ed è rimasto perfettamente adeso grazie alla fibronectina e alle proteine plasmatiche (fig.9).
A questo punto si è deciso di proteggere il sito con una membrana riassorbibile di collagene suino (Bio-gide 25 x 25, Geistlich Pharma AG, Wolhusen, Svizzera), il cui effetto tenda è stato mantenuto dalla solidità dell'innesto sottostante, quindi sono stati dati i punti di sutura (figg. 10,11).
Dopo 4 mesi si è proceduto alla riapertura del sito chirurgico (fig.12). All'esame obiettivo si è evidenziata una buona quantità di osso rigenerato, tale da permettere l'inserimento di una fixure di 11,5 mm di lunghezza e diametro di 3,3 mm, senza problemi di deiscenza o fenestrazione che sarebbero stati di difficile gestione specie in zona estetica (fig.13).
L'impianto è stato inserito a 1,5 mm di distanza dagli elementi 21 e 23, affondato di circa 2 mm rispetto alla giunzione amelo-cementizia dei denti adiacenti e a circa 3 mm dal futuro margine gengivale libero, lasciando oltre 2 mm di bundle bone vestibolare per evitare fenomeni di riassorbimento.
Una radiografia endorale di controllo ha mostrato il buon affondamento dell'impianto e la conservazione dei picchi ossei (fig.14).
A distanza di 3 mesi il caso è stato finalizzato protesicamente con corona in oro-porcellana, provvedendo a lasciare 4 mm di distanza tra il punto di contatto dentale e la cresta ossea in maniera da preservare la papilla (fig.15).

Considerazioni cliniche

La colla di fibrina, stabilizzando l'innesto di osso bovino deproteinizzato, è stata in grado di mantenere l'effetto tenda sotto la membrana riassorbibile per il tempo necessario agli osteoblasti di colonizzare il difetto e rigenerare il tessuto osseo.
Si è riusciti, così, a inserire la fixture coprendone totalmente le spire, sia nell'immediato che al controllo, ottenendo un buon risultato estetico e funzionale in zona anteriore.
Frequentemente, dopo la perdita dentale, residuano nell'alveolo difetti ossei che non permettono di rimpiazzare l'elemento con un impianto osteointegrato senza rischiare di avere fenomeni di deiscenza e fenestrazione.
Si tratta generalmente di difetti poco contenitivi che richiedono, per essere colmati, di innesti ossei che mantengano un adeguato effetto tenda, tale da permettere al sito di essere colonizzato dagli osteoblasti prima che dal tessuto epiteliale.
A questo scopo, la colla di fibrina umana unita a un biomateriale osteoconduttivo come l'osso bovino deproteinizzato e a una membrana riassorbibile, si è rivelata in grado di creare un innesto stabile, sia per forma che per volume, che maturando, grazie alle sue capacità biostimolanti, ha dato vita a un sito idoneo al posizionamento di fixture anche nei settori estetici anteriori.

A queto link il lavoro originale pubblicato su Dental Cadmos (4/2013)
 

Copyright © Riproduzione vietata-Tutti i diritti riservati

Articoli correlati

L'utilizzo di biomateriali è una pratica comune per "ingegnerizzare" il coagulo ematico che è alla base della neoformazione ossea, aumentandone la stabilità dimensionale durante...


Un gruppo di ricercatori svizzeri e tedeschi ha sperimentato con successo un nuovo materiale per la ricostruzione dei tessuti gengivali: si tratta di collagene bovino che, in più della...


ObiettiviScopo di questo studio è valutare la percentuale di successo e di sopravvivenza di impianti inseriti in seguito a elevazione del seno mascellare in pazienti con altezza ossea residua non...


L'avvento nel mercato italiano delle Catene odontoiatriche ha ovviamente preoccupato la libera professione che vede minacciata la propria leadership di mercato. Da quando le prime Catene hanno aperto...


Il Presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi insieme al Direttore Generale Lino Del Favero hanno presentato oggi in una conferenza stampa la nuova organizzazione e la nuova...


Secondo una recente inchiesta di Odontoaitria33 sono circa 400 i dentisti che negli ultimi 10 anni lavorano stabilmente come dentisti in Inghilterra. Certamente le norme europee in questi anni hanno...


La sonnolenza diurna e i disturbi del sonno, collegati talvolta a malattie come l'apnea notturna, possono moltiplicare significativamente il rischio di incidenti stradali, in alcuni casi specifici...


In uno studio pubblicato sull’International Endodontic Journal, gli autori hanno confrontato due procedure endodontiche rigenerative nel trattamento di denti permanenti maturi con polpa necrotica

di Lara Figini


Si svolge domani 28 settembre presso il Salone Centrale del Policlinico Umberto I, il convegno sul primo progetto interregionale "Rete odontoiatrica per il trattamento delle coagulopatie congenite,...


La dott.ssa Maria Lorena Trecate indica i punti principali da considerare e formalizzare in particolare in tema di fatturazione e contratto di collaborazione


I contratti tra collaboratori odontoiatri ed igienisti dentali e titolari dello studio devono essere redatti a tutela di entrambi, ma quali sono le caratteristiche anche in...


Altri Articoli

Immagine di repertorio

Molti dei pazienti lasciati senza cure sostengono di aver scelto quegli studi infuenzati dalla pubblicità. El Consejo General de Dentistas chiede una stretta sulla pubblicità...


Per AIO servono tempi certi e una programmazione pluriennale. Musella “rappresentano un patrimonio per il Paese. Non costituiscono soltanto un percorso di alta formazione


Il Cda dell'ente di previdenza dei medici e degli odontoiatri ha approvato oggi investimenti aggiuntivi sull'Italia per un quarto di miliardo di euro


La CAO Nazionale torna a chiedere al Ministro e al Sottosegretario alla Salute di escludere gli odontoiatri dalla possibilità di esercitare in deroga al riconoscimento dei titoli esteri e...


Un italiano su due è interessato allo sbiancamento. Un settore con domanda latente ampia e un potenziale di sviluppo significativo per gli studi dentistici, ma va proposto


Il primo riguarda la corretta igiene orale nella prevenzione della carie, il secondo sulla prevenzione del tumore del cavo orale


Consegnato oggi alla Camera dei Deputati al prof. Giovanni Lodi, al dott. Pino La Corte e, postumo, al dott. Flavio Gaggero


ENPAM accompagna negli studi universitari i figli dei medici e dei dentisti che fanno libera professione. Bonus anche per gli studenti di ogni ordine e grado per gli orfani degli iscritti


Contrari FNOMCeO e CAO: una delegittimazione del ruolo degli Ordini professionali a tutela della salute individuale e collettiva. Senna, “il nostro unico faro deve restare la scienza”


Il progetto MOOD coinvolge 44 Atenei, l’obiettivo di offrire agli studenti un’esperienza di studio sempre più personalizzata e accessibile


Denunciato anche per autoriciclaggio. Sotto sequestro immobili, autovetture e conti correnti. Denunciati anche due odontoiatri iscritti all'Albo


Respinta la domanda di un giovane dentista che voleva far riconoscere come dipendente un rapporto professionale svolto in uno studio dentistico


La collaborazione è volta a promuovere un ecosistema integrato tra sanità, innovazione e servizi, con l’obiettivo di generare valore per il settore e per le comunità


 
 
 
 
IDI Evolution

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Annuncio in Evidenza


25 Giugno 2026
Studio Odontobi ricerca igienista dentale a Castelletto Sopra Ticino

Dal 1988 lo Studio Odontobi rappresenta un punto di riferimento odontoiatrico sul territorio, combinando una lunga tradizione clinica con le più moderne tecnologie del settore. Desideriamo integrare nel team un/una Igienista Dentale motivato e orientato all'eccellenza. Garantiamo l’affidamento immediato di un'agenda completa e satura, supportata da un gestionale efficiente e da una base pazienti storicamente fidelizzata. Offriamo un contratto di collaborazione stabile, inserimento in un ambiente di lavoro stimolante e un sistema premiante basato su bonus di produzione per incentivare la crescita professionale e il merito. La selezione è aperta sia a professionisti di comprovata esperienza sia a neolaureati di talento pronti a sviluppare il proprio potenziale.

 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

Il flusso di lavoro dell’odontoiatra chairside

 
 
 
 
 
 
 
 
chiudi