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15 Febbraio 2016

Studi di settore: la fotografia delle Entrate. Ecco i dentisti e laboratori odontotecnici congrui o non congrui nel 2014


L'Agenzia delle Entrate, nei giorni scorsi, ha diffuso i dati degli Studi di settore 2014 di alcune attività produttive tra cui quelli degli studi odontoiatrici e dei laboratori odontotecnici.

I dentisti

La crisi, stando ai dati pubblicati, sembra aver penalizzato meno l'odontoiatria rispetto ad altre professioni, visto che rispetto agli anni precedenti i dentisti mantengono sostanzialmente il fatturato costante: 6.711.854.991 euro il totale del dichiarato nel 2013 da tutti gli studi dentistici italiani; 6.753.397.743 euro quanto dichiarato nel 2014.

In termini di numero contribuenti la crescita di partite iva come studi odontoiatrici è sempre più contenuta, nel 2012 rispetto al 2013 l'incremento era stato di 613 unità, nel 2014 rispetto al 2013 di soli 99. Si dovrà aspettare ancora qualche mese, invece, per conoscere la ripartizione tra professionisti, studi associati e società di capitale.

Sul fronte del rispetto dei parametri indicati dagli studi di settore, i dentisti che sono risultati congrui sono stati il 71,61% del totale mentre quelli non congrui il 28,39%. Dei non congrui solo il 10,77% ha deciso di adeguarsi.

Entrando ancora di più nello specifico, secondo i dati delle Entrate i dentisti risultati congrui e coerenti sono stati il 58,99%, il 12,61% sono risultati congrui ma non coerenti, il 12,12% non congrui ma coerenti, il 16,27% non congrui e non coerenti.

Cosa si intende per congruo e coerente

Le Entrate ricordano che "il contribuente è congruo se i ricavi o i compensi dichiarati sono uguali o superiori a quelli stimati dallo studio di settore, tenuto conto delle risultanze derivanti dall'applicazione degli indicatori di normalità economica. La coerenza, invece, misura il comportamento del contribuente rispetto ai valori di indicatori economici predeterminati, per ciascuna attività, dallo studio di settore".

Se il contribuente risulta congruo e coerente può stare tranquillo: non sono previsti controlli automatici per i contribuenti in questa situazione.

Se risulta non congruo e non coerente, l'accertamento è automatico.

Se si è congruo ma non coerente, per il contribuente non è possibile adeguarsi e la sua posizione finisce al vaglio dell'Agenzia delle Entrate che può decidere se effettuare un accertamento, ordinario o a tavolino, oppure soprassedere.

Se invece il contribuente non è congruo ma coerente, può decidere di adeguarsi.

I laboratori odontotecnici

A differenza degli studi odontoiatrici i laboratori odontotecnici registrano un segno meno rispetto al fatturato del 2013: 969.061.203 euro il dichiarato nel 2013 mentre nel 2014 e' stato 951.634.204 euro. Come per i dentisti il dato rappresenta il totale del fatturato di tutti i laboratori odontotecnici in attività.

Crisi che riduce il numero dei laboratori odontotecnici di 249 unità, infatti nel 2013 le partite iva erano 14.507 mentre nel 2014 sono scese a 14.258.

Sul fronte della congruità e coerenza agli studi di settore dei laboratori odontotecnici che sono risultati congrui sono stati il 57,49% dei contribuenti mentre quelli non congrui il 42,51%.

A differenza degli studi odontoiatrici, i laboratori odontotecnici hanno fatto maggiormente ricorso all'istituto dell'adeguamento: il 15% ha deciso pagare per risultare congruo.

Entrando ancora di più nello specifico, secondo i dati delle Entrate, i laboratori odontotecnici risultati congrui e coerenti sono stati il 5.417%, il 19,50% sono risultati congrui ma non coerenti, il 5,44% non congrui ma coerenti, il 37,07% non congrui e non coerenti.

Norberto Maccagno

Sull'argomento leggi anche:

2 Febbraio 2016: Studi di settore: conseguenze del mancato adeguamento e premi per i contribuenti congrui e coerenti. Quando conviene adeguarsi?

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