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12 Luglio 2017

Disturbi alle gengive una ricerca conferma: colpisce il 50% degli italiani ma solo 1 su 2 si rivolge da un esperto


La gengivite colpisce 23 milioni di persone nel nostro Paese. E' quanto emerge da un'indagine condotta dall'istituto di ricerca GfK e promossa da GSK Consumer Healthcare. Tuttavia, nella maggior parte dei casi la gengivite non viene riconosciuta come patologia, con il rischio di sottovalutarne le conseguenze per la salute e per il benessere generale della persona.

L'indagine rivela infatti che, tra i disturbi del cavo orale, questa patologia sia tra i problemi più diffusi con un 65% di incidenza tra gli intervistati, che spesso riconoscono questa condizione solo quando vengono suggeriti esempi o situazioni concrete legate al disturbo, come può essere notare la presenza di sangue durante lo spazzolamento dei denti.

Ma non è solo la gengivite ad affliggere i nostri connazionali. Al contrario, la bocca sembra essere un punto particolarmente debole della nostra salute: 8 intervistati su 10 hanno affermato di soffrire di almeno un disturbo a livello del cavo orale e, oltre all'infiammazione gengivale, è la sensibilità dentinale a colpire con maggior frequenza (48%), mentre problemi di placca e tartaro affliggono il 42% degli intervistati.

Gengive gonfie, arrossate e dolenti, che sanguinano quando si spazzolano i denti sono i campanelli d'allarme che segnalano chiaramente l'inizio del disturbo e che, se non trascurati, permettono di intervenire tempestivamente e di risolvere il problema con efficacia. Diversamente, quando questi sintomi vengono sottovalutati o gestiti in maniera non adeguata, possono progredire in malattie parodontali e arrivare a causare la perdita irreversibile dei denti.

"L'indagine rivela una sostanziale mancanza di conoscenza e consapevolezza del disturbo. Esiste infatti una percentuale di popolazione che non riconosce affatto il proprio problema e, a questa, si aggiunge una generale, scarsa preoccupazione per gli effetti che le infiammazioni gengivali possono avere sulla propria salute orale. Questi disturbi vengono valutati come poco rilevanti o, meglio, come poco preoccupanti se paragonati ad altre problematiche del cavo orale - quali l'erosione dentale, l'esposizione dei colletti dentali e la carie - e attribuiti solo in misura minore a una cura non adeguata della propria igiene orale" commenta Isabella Cecchini, Direttore del Dipartimento Ricerche sulla Salute di GfK. "Tra le principali cause attribuite alla gengivite, gli intervistati citano lo spazzolamento troppo forte (27%) e il naturale processo di invecchiamento (21%); solo al terzo e quarto posto vengono identificate delle cause collegate direttamente alle proprie abitudini, quindi un'igiene orale scarsa o superficiale (19%) e la mancanza di una regolare pulizia professionale (15%). Questa percezione influenza la routine quotidiana di igiene orale, già forse poco corretta, e si ripercuote sul quadro di salute della propria bocca".

Emerge quindi una scarsa conoscenza della gengivite, ma una volta identificata e riconosciuta cosa si fa? Dei 23 milioni di sofferenti, nel 57% dei casi ci si informa richiedendo un parere o un consiglio a un esperto: dentista, igienista dentale o farmacista.

"Il dentista e l'igienista dentale sono le figure di riferimento per il trattamento generale dei problemi gengivali, ma un 43% degli intervistati preferisce affidarsi al consiglio di amici o parenti, fare ricerche autonome sul web oppure non chiedere affatto" continua Isabella Cecchini. "Dall'indagine emerge l'importante ruolo ricoperto sia dal dentista sia dall'igienista dentale nell'offrire ai propri pazienti non solo un consiglio sulla propria condizione, ma una vera e propria consulenza a 360 gradi: mirando a risolvere la gengivite non solo attraverso una cura specifica, ma anche promuovendo buone abitudini di igiene orale e favorendo la diffusione di una maggiore informazione sui fattori che possono contribuire all'insorgere del problema".

L'indagine rileva infine anche un aspetto incoraggiante legato al tema della prevenzione: 2 persone su 3 infatti vanno dal dentista almeno una volta l'anno per un controllo generale della bocca, per prevenire problemi del cavo orale e per eseguire una pulizia professionale. Una percentuale certamente significativa ma che, d'altro canto, convive con un 9% che dichiara di non andare mai dal dentista e che rivela quanto sia necessario fare ancora molto per promuovere una corretta informazione sul tema dell'igiene orale e sull'importanza della prevenzione.

 
 

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