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07 Novembre 2017

L'impatto del bonus fiscale negli investimenti dei dentisti. Rosso (Key-Stone) utile ma servono iniziative strutturali


Nel mese di novembre del 2015, è stata approvato nella finanziaria 2016, un provvedimento che consente un ammortamento del 140% per gli investimenti in beni strumentali; norma peraltro protratta anche per il 2017e nella finanziaria 2018 sembrerebbe ci sia la possibilità di vederla riproposta ma con alcune limitazioni.

Certamente è stata un'ottima occasione per acquisire o rinnovare le tecnologie negli studi dentistici che, spesso invogliati anche da un'indubbia ripresa del lavoro nel biennio 2014-2015, hanno approfittato a piene mani del bonus fiscale. Questo ha portato a un'impennata degli investimenti; un evento che non si registrava dai tempi di provvedimenti fiscali assimilabili, come quelli della "Tremonti bis" del 2011, un periodo però fortemente segnato dalla crisi post 11 settembre.

In questi due anni, invece, l'incremento delle vendite di attrezzature è stato impressionante, con alcune tecnologie, tra cui riuniti e radiologia panoramica, in particolare quelle 3D Cone beam con oltre il 50% nel biennio 2017 su 2015. Il tasso complessivo di crescita nel biennio 2017 vs 2015 del 24% a valore.

Key-Stone ha realizzato un'indagine approfondita su un campione di oltre 600 studi dentistici, per comprendere quanto gli investimenti in tecnologia siano effettivamente motivati, o comunque sostenuti, dal bonus fiscale e quanto sarebbe invece avvenuto grazie alla ripresa della domanda e a una rinnovata offerta tecnologica.

Innanzitutto è stata indagata la conoscenza della norma: oltre i due terzi del campione ha dichiarato di conoscere il tema in modo esaustivo, con solo un 12% degli intervistati che ha dichiarato di non saperne nulla o quasi.


"Il vero punto focale dell'inchiesta -spiega Roberto Rosso (nella foto) presidente della Key-Stone- oltre a valutare le intenzioni future degli studi dentistici in merito all'acquisto di nuove tecnologie, è stato quello di indagare l'impatto che il bonus fiscale ha avuto sul processo decisionale".

Secondo i dati alla data di settembre 2017, poco meno del 30% dei rispondenti ha dichiarato di aver effettuato investimenti motivato dal bonus fiscale e un altro 12% potrebbe approfittarne entro fine anno.

Un terzo del campione, invece, pur avendo acquistato delle attrezzature, avrebbe effettuato l'investimento a prescindere; mentre il 28% dichiara di non essere intenzionato ad acquistare beni durevoli e tantomeno a sfruttare l'opportunità fiscale.

 
 

La ricerca, spiegano da Key-Stone- è stata fortemente voluta da alcune industrie di settore preoccupate per la possibile ricaduta negativa del provvedimento sulle vendite e sulla tenuta finanziaria del sistema distributivo dei prossimi due anni; a tale proposito, verranno approfondite le intenzioni di acquisto future al fine di creare un modello previsionale utile a pianificare il budget 2018-2019, ma l'indagine offre già spunti interessanti ad una prima lettura superficiale.

Innanzitutto almeno il 50% degli acquisti nel biennio sono frutto di uno stimolo esogeno alla concreta necessità dello studio dentistico, uno stimolo che è arrivato però in uno dei periodi di maggior livello dell'indice di fiducia dei consumatori italiani.

"Tutto ciò è certamente positivo per l'ammodernamento delle strutture, per un possibile miglioramento dei servizi al paziente e per il periodo positivo che ha potuto vivere il comparto industriale nel biennio" sottolinea Rosso che come ricercatore e analista di mercato, sottolinea alcuni aspetti sul tema.

" Il primo spiega Rosso- si riferisce al rischio di investimenti effettuati con una certa superficialità da parte di alcuni studi, che molto raramente collegano la spesa effettuata ad una pianificazione del rientro economico della stessa, in termini di efficienza gestionale o di efficacia commerciale. Il secondo, forse più inquietante, riguarda la minaccia, ancor più concreta, di una vera e propria recessione nelle vendite del prossimo biennio, soprattutto se l'incentivo fiscale non verrà prorogato, con un impatto nefasto in particolare sul sistema distributivo, che da un lato migliora enormemente la propria leva finanziaria grazie alle vendite di beni strumentali e, dall'altro, spesso, contrariamente all'industria, non ha sbocchi all'estero dove poter compensare la riduzione delle vendite domestiche".

"Ancora una volta -conclude il presiedete di Key-Stone- rischiamo di maledire in futuro un provvedimento che è stato di enorme aiuto per il progresso del settore ma, nuovamente, ci rendiamo conto che il Paese necessita di incentivi e iniziative strutturali a favore delle imprese che decidono di investire, e non di provvedimenti estemporanei che possono generare cicli economici pericolosi, minando la fiducia e la solidità finanziaria delle imprese".

Sull'argomento leggi anche:

17 Ottobre 2017: Incentivi fiscali per l'acquisto di nuove attrezzature. E' l'ora di farsi due calcoli per capire se e quando conviene investire

 
 

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