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29 Gennaio 2021

Vaccini in Europa: gli odontoiatri tra i professionisti a rischio ma a parità variabile

Landi (CED): comportamenti non omogenei nei Paesi dell’Unione ma medici e dentisti sono sullo stesso piano. Priorità data ad anziani e operatori sanitari che lavorano nei reparti Covid


Una situazione in costante mutamento condizionata dalla quantità di dosi di vaccino consegnate ai vari Paesi europei secondo le percentuali stabilite dall’Unione Europea.

A raccontare ad Odontoiatria33 come i principali paesi dell’Unione stanno gestendo il piano vaccinale, in particolare dal punto di vista degli odontoiatri, è il presidente del CED Marco Landi (nella foto) forte dell’incredibile lavoro di raccolta di dati ed analisi che il Council of European Dentistssta facendo dall’aprile scorso per capire le criticità e come ci si sta attivando, nei vari paesi dell’Unione, in questo periodo di pandemia. 

Ogni Paese sta seguendo i propri piani vaccinali che hanno un’unica caratteristica comune, prevedere che gli operatori sanitari siano tra le prime categorie ad essere vaccinate, e tra questi anche i dentisti, ma con tempistiche differenti”, spiega il presidente Landi aggiungendo che “in quasi tutti gli Stati la priorità è stata data agli anziani fragili, agli operatori sanitari che operano a stretto contatto con i pazienti Covid ed agli operatori delle ambulanze”. Per i professionisti della salute, dentisti inclusi, le scelte sono state differenti.  

Devo dire –continua Landi- dal punto di vista del riconoscimento degli odontoiatri come categoria da vaccinare prima delle altre nessun Paese ci ha escluso, ma le priorità di vaccinazione sono differenti”. 

Per esempio, ci racconta, in Francia i dentisti vengono vaccinati in questa prima fase ma solo dai 50 anni in su, in Germania stanno cominciando a vaccinare gli odontoiatri mentre in Olanda lo faranno da marzo. Anche in Spagna, è notizia di pochi giorni fa, la categoria sarà a breve vaccinata dopo gli operatori sanitari che seguono i pazienti a rischio Covid. 

Credo che i vari Paesi europei, visto il numero di dosi contingentate, si stanno muovendo su due piani”, spiega Landi. “Il primo, strategico, ponendo medici e dentisti sullo stesso livello. Il secondo invece è legato alle priorità rispetto alle dosi ricevute e su questo la priorità viene data agli operatori che curano o assistono pazienti malati di Covid”. 

C’è poi un’altra considerazione che dobbiamo fare -continua il presidente CED- ed è sul livello di rischio di noi dentisti. Noi siamo una categoria professionale a basso rischio ma non perché il rischio di contagio è basso, perché abbiamo applicato protocolli efficaci e siamo riusciti a mitigare il rischio che rimane, però, potenzialmente molto elevato”.  

Sul tema dell’obbligatorietà di vaccinazione, sia per gli operatori sanitari che per i cittadini, il presidente Landi ricorda la posizione del CED che è quella di promuovere e sostenere la vaccinazione. Posizione convinta fino al punto che lo stesso presidente Landi sarà tra i “testimonial” di una campagna che la Commissione Europea sta realizzando per sensibilizzare i cittadini europei a vaccinarsi.
Il CED, facendo parte con altre Organizzazioni della cosiddetta “Coalition for Vaccination” aderisce alla campagna che avrà come immagine forte il braccio scoperto di chi sta per ricevere il vaccino: il claim del CED ricorderà che “i dentisti credono nella vaccinazione”. 

Per quanto riguarda l’obbligo –ci dice Landi chiarendo che è una sua personale opinione e non del CED- noi medici abbiamo l’obbligo morale di vaccinarci, salvo esistano impedimenti clinici legati alla salute personale. E sarei anche favorevole all’introduzione di provvedimenti speciali come era stato fatto per debellare altre malattie. Indubbiamente la libertà individuale va salvaguardata ma si dovrebbe pensare a limitazioni sociali per coloro che non si vaccinano così come penso si dovrebbe affrontare il problema dei colleghi che continuerebbero a professare e ad avere contatti con i pazienti pur avendo rifiutato la vaccinazione”.   


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