I dati di una ricerca dell’Università di Milano con la CAO Nazionale. Prof. Carrassi: il rischio di dover far fronte ad una emergenza è reale, serve essere preparati
A ricordare che le reazioni avverse all’anestesia o altre complicanze mediche che avvengono nello studio odontoiatrico possono comportare anche la morte del paziente, sono spesso le cronache locali dei quotidiani. È di pochi giorni fa la notizia, ripresa anche da molti siti italiani, del bambino di 3 anni morto negli USA in uno studio odontoiatrico per una possibile reazione ad un farmaco.
Se questo genere di notizie trova spazio sulla stampa generalista, su quella scientifica non si hanno molti dati recenti sulla reale incidenza delle emergenze mediche negli studi odontoiatrici, anche se negli ultimi anni i lavori scientifici che hanno trattato il tema sono aumentati. Ricerche, però, con dati disomogenei spesso effettuate con metodologie differenti in vari Paesi del mondo, ha ricordato il prof. Antonio Carrassi Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Odontostomatologia II -Medicina e Patologia Orale ed Odontoiatria Geriatrica- del San Paolo di Milano, durante l’ultima Assemblea CAO svoltasi a Caserta.
“Analizzando i dati presenti in letteratura –ha spiegato il prof. Carrassi- notiamo un aumento delle emergenze mediche nello studio odontoiatrico. Con molta probabilità ogni odontoiatria potrebbe trovarsi a fronteggiare un’emergenza medica ogni 3,6-5 anni di attività professionale. Il 14% degli Odontoiatri si troverà a dover gestire una manovra di rianimazione”.
Sempre secondo la letteratura le emergenze che si potrebbe essere chiamati a risolvere più frequentemente sono la sincope, reazioni allergiche, sintomatologia da angina pectoris. Secondo uno studio non recentissimo svolto su circa 5 mila odontoiatri USA e canadesi con 15.407 casi la sincope è risultata l’emergenza più frequente contro i 2.583 casi di reazione allergica. Per capire l’incidenza e la tipologia delle emergenze mediche nello studio odontoiatrico, Docenti dell’Università degli Studi di Milano- Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche ed Odontoiatriche-, dell’Università degli Studi di Bologna-Clinica Odontoiatrica, ed il Direttore del Dipartimento Interaziendale di Medicina Legale ASST Santi Paolo e Carlo-di Milano-, in collaborazione con la CAO nazionale e la SIOCMF, hanno realizzato uno studio specifico anche per capire i bisogni formativi degli odontoiatri su questi argomenti.
Il lavoro sarà presto pubblicato su riviste internazionali. L’indagine è stata realizzata attraverso un questionario inviato agli iscritti all’Albo degli odontoiatri sul territorio italiano abbinato ad un Corso FAD ECM sulle emergenze mediche. Quasi 4 mila gli odontoiatri che hanno completato il sondaggio. Odontoiatri statisticamente rappresentativi della professione sia per età, sesso, anni di esercizio ed area geografica.
“Nel breve periodo –spiega ad Odontoiatria33 il presidente CAO Raffaele Iandolo- vogliamo implementare una specifica offerta formativa ed in futuro attivare un registro, a cura della CAO, degli eventi avversi in odontostomatologia”.
Sull’aspetto della formazione gli odontoiatri che hanno partecipato all’indagine hanno ammesso carenze formative universitarie su questi temi, il 42% le ha giudicate insufficienti ed il 57% ha ammesso di non aver effettuato esercitazioni di rianimazione durante il periodo universitario. E’ forse anche per questo motivo che nel corso degli anni la maggior parte degli odontoiatri (74%) hanno sentito il bisogno di seguire corsi specifici sulle emergenze. Il 98,6% ritiene comunque opportuno perfezionare la propria preparazione professionale in tema di prevenzione, diagnosi e gestione delle emergenze mediche. L’88,1% riterrebbe anche utile che la CAO realizzasse un poster da poter affiggere in studio con le indicazioni principali sulla diagnosi e gestione delle più comuni emergenze mediche che possono capitare in studio.
Entrando nello specifico, il 53,4% degli odontoiatri, durante la propria vita professionale, ha dovuto affrontare meno di 5 emergenze, il 13,7% più di 5 mentre nessuna il 32,9%. Il 20% degli studi che hanno dovuto fronteggiare emergenze hanno dovuto chiedere supporto al 118.Per quanto riguarda la tipologia di emergenze capitate, l’’81,2% degli odontoiatri che hanno partecipato al sondaggio hanno dovuto gestire emergenze causate da sindrome vaso-vagale, il 32,5% crisi ipoglicemica, il 28,1% crisi ipertensiva, il 23,1% grave emorragia, il 22,1% ha dovuto fronteggiare una ingestione di corpo estraneo. Fortunatamente solo l’1,2% degli odontoiatri ha registrato decessi durante la propria attività professionale. Considerando gli ultimi 2 anni di lavoro, il 22,5% degli odontoiatri ha dichiarato di aver dovuto far fronte ad almeno una emergenza medica in studio. A
lla domanda che cercava di capire quanto gli odontoiatri si sentono in grado di gestire alcune tipologie di emergenze mediche, il 54% ha dichiarato di ritenere di avere problemi a gestire un infarto del miocardio, il 44% una anafilassi, il 21% una crisi asmatica severa.
“Sulle emergenze mediche nello studio odontoiatrico -commenta il prof. Carrassi- per la prima volta abbiamo la fotografia di cosa realmente accade negli studi italiani. Grazie all’indagine costatiamo che le emergenze mediche interessano buona parte di noi odontoiatri durante la nostra attività clinica, ma che fortunatamente le principali emergenze mediche non mettono a rischio la vita del paziente. Anche se qualche volta si”.
Per questo, evidenza il prof. Carrassi, “dobbiamo perseguire una formazione che ci consenta di gestire le emergenze al meglio. Dobbiamo avere la possibilità di sviluppare competenze che non sempre abbiamo”.
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