HOME - Inchieste
 
 
01 Luglio 2022

Crisi energetica e costi delle materie prime mettono in difficoltà anche l’industria dentale italiana

Per alcune materie prime i rincari superano il 300%. Le preoccupazioni dell’industria dentale italiana: difficile riuscire ad assorbire i rincari senza aumentare i prezzi

Nor. Mac.

Per ingrandire clicca sull'immaginePer ingrandire clicca sull'immagine

Pandemia, guerra, crisi energetica, approvvigionamento delle materie prime e rincari sono i principali fattori che stanno penalizzando anche l’industria dentale e che potranno comportare un aumento dei prezzi di vendita.
È quanto emerge a margine dell’Assemblea UNIDI e della presentazione dell’annuale analisi di settore che l’Unione Nazionale delle Industrie Dentarie Italiane ha presentato per la 16° volta grazie ai dati di Key-Stone. 

Materie prime che rincarano a doppia cifra senza preavviso ad ogni ordine, cosa che comporta per un settore che prevalentemente produce su ordinazione, di vedersi impennare i costi di produzione dopo aver fissato il prezzo al cliente”, dice il neo presidente UNIDI Fabrizio Velotti.

Rincari che per alcuni componenti hanno superato il 300%, come capita per quelli necessari per produrre alcune tipologie di materiali da impronta, fa notare Gianfranco Berrutti, past president UNIDI e referente della Major Prodotti Dentali spa. 

Industria del settore dentale alle prese con problemi che stanno toccando tutto il comparto della produzione dei dispositivi medici, stando a quanto denunciato nei giorni scorsi dal Centro Studi di Confindustria Dispositivi Medici rilevando che il 66% delle aziende ha avuto problematiche di operatività causa costi e difficoltà di approvvigionamento di alcuni materiali mentre il rincaro delle materie prime rispetto all’anno precedente è in media del 50%. Industria di dispositivi medici che, a differenza di altri comparti industriali, non può decidere di fermare la produzione perché causerebbe rischi per la salute dei cittadini. 

Rincari e problematiche di approvvigionamento che toccano in modo differente i vari Paesi con evidenti problemi per chi, come l’industria dentale italiana, ha nell’export il suo sbocco principale. 

Ci troviamo a competere con Paesi in cui l’approvvigionamento delle materie prime ma soprattutto i rincari sono meno importati di quelli che subiamo noi italiani, con il rischio che i nostri prodotti siano meno competitivi sul fronte prezzo”, fanno notare alcune aziende. “Fortunatamente il Made in Italy è un valore aggiungono ma oltre certe variazioni di prezzo non è più attraente”, aggiungono facendo notare che se nel 2021 la quasi totalità delle aziende ha assorbito internamente l’incremento dei costi di produzione, non aumentando i prezzi o contenendo l’aumento, nel 2022 sarà difficile non ritoccare i listini”

Aumenti che ricadranno sugli utilizzatori, ovvero studi odontoiatrici e laboratori odontotecnici e poi sui pazienti, se gli studi decideranno di ritoccare le tariffe. 

“Come indicato nel grafico proveniente dalla ricerca Key-Stone sul cosiddetto sell-out –ha fatto notare durante la sua relaizone Roberto Rosso- se fino al 2019 i prezzi medi dei prodotti tendevano a scendere, a partire dal 2020 si sono verificati aumenti alla fonte che per alcuni prodotti, come i DPI sono stati fino a 10 volte tanto. Complessivamente oggi, rispetto al marzo 2020, i prezzi medi per i dentisti sono aumentati di oltre il 9%. Particolarmente critica la situazione del primo trimestre 2022, nel quale i prezzi sono aumentati intorno al 2% e non si tratta più di una problematica legata solo al monouso e igiene, è in particolare il mondo chimico e delle produzioni di strumenti (ferri e frese) che stanno subendo aumenti importanti alla fonte delle materie prime o per ragioni legate ai rincari energetici, che impattano su processi produttivi e trasporti.  

Aumenti dei costi di materiali che probabilmente condizioneranno dentisti e laboratori ad aumentare le tariffe considerando che, come rilevato da una ricerca condotta da Odontoiatria33 ma anche il Centro Studi ANDI ha rilevato dati simili, il 71% (63,8% secondo la ricerca ANDI) dei dentisti italiani non aumenta le tariffe da almeno 3 anni. 


Articoli correlati

Sottolineate le criticità del sistema tra cui la non possibilità di scegliere il dentista a cui affidarsi. Dall’incontro emerge la proposta di individuare dei Livelli...


Dal Convengo ASSO la proposta di un tavolo per valutare gli eventi ECM sulla base della qualità formativa per superare la corsa al credito. La qualità delle cure si tutela...


Perché vanno all’estero, cosa apprezzano mentre quali sono gli aspetti che frenano gli italiani che non hanno intenzione di andarci. I dati dall’Osservatorio Compass


600 euro la spesa media annuale per famiglia. Il 48% dei pazienti utilizza forme di rateizzazione, il 67% pagamenti digitali e tra i servizi richiesti pacchetti di cure a prezzi concordati


Il marketing odontoiatrico è l’unione di diversi sistemi che, sinergicamente, concorrono all’implementazione della qualità percepita dal paziente


Altri Articoli

Da molti anni è chiaro a chiunque si occupi di implantologia che il punto nevralgico, decisivo per il successo a lungo termine della terapia, è la connessione tra impianto e abutment. Il gap della...


Sottolineate le criticità del sistema tra cui la non possibilità di scegliere il dentista a cui affidarsi. Dall’incontro emerge la proposta di individuare dei Livelli...


Confermato che il ricorso alla Commissione Centrale sospende la sanzione comminata fino a quando la decisione non viene pressa, ma se questa non arriva dopo 5 anni scatta la...


Serie di incontri del presidente ANDI con rappresentati di Camera e Santo su temi di interesse dalla professione


Dal Convengo ASSO la proposta di un tavolo per valutare gli eventi ECM sulla base della qualità formativa per superare la corsa al credito. La qualità delle cure si tutela...


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

L’esercizio dell’attività odontoiatrica sotto forma d’impresa

 
 
 
 
chiudi