HOME - Inchieste
 
 
16 Dicembre 2022

Il rapporto OMS denuncia: il Mondo (Italia compresa) ha mal di denti, servono politiche adeguate

Poche le politiche preventive nonostante le malattie orali siano le più diffuse tra quelle non trasmissibili. Quasi 17milioni di italiani ha denti cariati non trattati, oltre 9 miliardi di euro il costo di mancata produttività


Il 18 novembre 2022 a Ginevra l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha diffuso il “Global oral health status report: Towards universal health coverage for oral health by 2030” (Report sulla stato della Salute Orale Mondiale: verso una copertura universale per la salute orale entro il 2030) con un evento pubblico, trasmesso anche a distanza, che ha visto una larghissima partecipazione da tutto il mondo.

Si è riunito in questa occasione il vasto gruppo di ricercatori ed esperti che da anni sta producendo ed accumulando una gran mole di evidenze scientifiche a supporto di radicali proposte di cambiamento nella Governance della salute pubblica orale.

Il Panel internazionale ha visto presenti il dipartimento di salute orale dell’OMS diretto da Benoit Varenne, la rivista Lancet con il suo direttore Richard Horton, che ha istituito una a commissione dedicata alla salute orale, il centro di collaborazione OMS del Regno Unito diretto da Richard Watt e quello statunitense con Habib Benzian, affiancati da ricercatori ed esperti di salute globale di ambito OMS, ma non solo.

Nel Rapporto si presenta e ribadisce la preoccupazione per la situazione delle malattie orali riconoscendole come un problema di salute pubblica di dimensione planetaria: circa 3.5 miliardi di persone in tutto il mondo sono state colpite da malattie orali nel 2019, questo le rende le più diffuse tra le oltre 300 patologie che colpiscono l'umanità (ref). Le malattie orali sono rimaste le condizioni morbose più dominanti a livello globale dal 1990 (ref) e tra queste, la carie non trattata dei denti permanenti è la più diffusa con circa 2 miliardi di casi, segue la malattia parodontale grave con circa 1 miliardo di casi, quindi la carie non curata dei denti decidui con circa 510 milioni di casi e l'edentulismo con 350 milioni di casi (tutti nel 2019). Il numero combinato stimato di casi di malattie orali a livello globale è superiore di circa 1 miliardo rispetto ai casi di tutte e cinque le principali malattie non trasmissibili (disturbi mentali, malattie cardiovascolari, diabete mellito, malattie respiratorie croniche e tumori) combinate (ref).


Tre quarti delle persone affette dalle malattie orali vivono in paesi a reddito medio-basso, seguiti dal 16% nei paesi ad alto reddito e dal 9% nei paesi a basso reddito.

La salute orale varia nel corso della vita, dalla prima infanzia alla vecchiaia, è parte integrante della salute generale e sostiene gli individui nella partecipazione alla società e nel raggiungimento del loro potenziale (ref).

Le malattie orali non trattate colpiscono quasi la metà della popolazione mondiale. Il numero di casi globali è aumentato di 1 miliardo negli ultimi 30 anni, una chiara indicazione che molte persone non hanno accesso a un'adeguata assistenza sanitaria orale, che include prevenzione, protezione dai rischi e servizi riparativi e riabilitativi.

Le conseguenze delle malattie orali non trattate - inclusi sintomi fisici, limitazioni funzionali e impatti dannosi sul benessere emotivo, mentale e sociale - sono gravi e debilitanti.

Per coloro che sono in grado di ottenere cure, i costi sono spesso elevati e possono comportare un notevole onere economico. La salute orale gioca un ruolo importante nel benessere e nell'autostima, mentre le malattie orali influenzano pesantemente la qualità della vita, la produttività e la capacità di lavorare, nonché la partecipazione sociale, tanto è vero che nel report, si sottolinea ancora una volta che la salute orale è un diritto dell’uomo, soprattutto perché implicata in funzioni essenziali come alimentarsi, parlare, sorridere e socializzare. Le malattie orali sono causate da una serie di fattori di rischio modificabili comuni a molte malattie non trasmissibili (NCD), tra cui il consumo di zucchero, il consumo di tabacco, l'uso di alcol e la scarsa igiene e pertanto andrebbero affrontate insieme. Le malattie orali sono ampiamente prevenibili e rappresentano un onere sanitario importante per molti paesi dove di solito, il trattamento delle varie patologie orali è costoso e di solito non fa parte della copertura sanitaria universale (UHC). Nel Rapporto, inoltre, vengono portati alla luce i profili di ciascuno dei 130 paesi afferenti all’OMS e di cui sono stati rilevati i dati secondo degli indicatori riferiti alla salute orale, tra cui anche l’Italia.

E l’Italia?
Il report mette in evidenza che fra i bambini nell’età compresa fra 1 e 9 anni, la prevalenza di carie dei denti decidui non trattata è al 36.1% ovvero circa 1 milione e 800 mila bambini; negli adulti la prevalenza di carie dei denti permanenti non trattata è del 29.6% ovvero circa 16 milioni e 900 mila individui adulti.

L’edentulismo si attesta al 12.9% ovvero circa 6 milioni e 300 mila adulti sopra i 20 anni di età non hanno denti o gliene restano al massimo 8 su 32! Inoltre, in Italia sono consumati giornalmente pro-capite circa 87.5 grammi di zucchero, quando l’OMS ne consiglia un consumo giornaliero al massimo di 36 grammi.

E quanto si spende in Italia per la cura delle patologie orali?

Circa 19 miliardi di euro all’anno, di cui circa il 95% con pagamenti che colpiscono le tasche dei cittadini poiché il SSN, come si evince anche dal report (ref), non considera queste cure come essenziali per l’individuo nonostante l’Italia decanti un accesso alle cure universale; inoltre, la mancata produttività per colpa delle malattie orali si attesta su circa 9 miliardi di euro all’anno.


E quindi cosa fa l’Italia per sopperire a queste mancanze e problemi e migliorare lo stato di salute orale di tutti i suoi cittadini? E’ auspicabile che si inizi a raccogliere gli stimoli che provengono dalla comunità scientifica internazionale.

Qualche dato dal Report:

Abbiamo riportato i dati di Giappone, Germania,  Regno Unito e Spagna, perché sono Paesi simili all’ Italia come profilo demografico della popolazione ed anche come situazione economica complessiva, abbiamo incluso anche Cile e Tailandia perché sono Paesi che hanno intrapreso o stanno intraprendendo una strategia di contrasto integrata ed inclusiva. E’ interessante notare, dal punto di vista dei fattori di rischio, riassunti dal consumo di zuccheri procapite, come ci sia una corrispondenza diretta fra consumo e prevalenza di carie. Dunque emerge come sia ragionevole e probabilmente vincente combattere insieme malattie che riconoscono gli stessi fattori di rischio, (es.diabete, obesità) anche introducendo misure disincentivanti come una tassa specifica sullo zucchero secondo l’approccio consigliato dall’OMS (Common Risk Factor Approach o CRFA) E’ evidente, inoltre, che i dati relativi ai Paesi sono stati desunti dalle informazioni disponibili e che alcune di queste possono non essere state verificate sul campo, soprattutto per quanto riguarda la risposta dei servizi sanitari, inoltre alcuni dati sulle patologie possono essere sottostimati per mancata diagnosi, come nel caso del Ca orale.  Attraverso le informazioni del profilo Paese per l’Italia, ad esempio, emerge l’esistenza un piano nazionale, ma la nostra esperienza nelle diverse realtà ci racconta che questo è frammentato nelle diverse risposte delle Regioni ed anche che alcune delle attività descritte non vengono implementate su larga scala o affatto.

Le malattie orali sono in gran parte prevenibili o richiedono solo semplici interventi se diagnosticate e affrontate nelle fasi iniziali. Molti Paesi hanno stabilito politiche efficaci e programmi di successo per ridurre la prevalenza e la gravità delle malattie orali. Sarebbe auspicabile anche l’Italia inizi a seguire questa strada.

A cura di: dott. Leandro Baldi ricercatore del MACH (Centre for Multidisciplinary Research in Health Science; dott.ssa Patrizia Di Caccamo Vice Presidente COI (Cooperazione Odontoiatrica Internazionale)


Per approfondire:

1) Global burden of disease 2019 (GBD 2019) results [online database]. Seattle: Institute of Health Metrics and Evaluation (IHME); 2020 (accessed November 2022). 

2) Global oral Health status report: towards universal health coverage for oral health by 2030. Geneva: WHO; 2022

Articoli correlati

Per la prima volta sono state effettuate procedure di terapie odontoiatriche invasive su una paziente affetta da "Deficit del Fattore XIII"


Tra le notizie che Odontoiatria33 propone a voi lettori, anche quelle dei concorsi pubblici che offrono la possibilità ad odontoiatri, igienisti dentali ed ora anche agli Aso, di lavorare negli...

di Norberto Maccagno


L’uscire da un modello centenario è cosa assai complicata, dice il prof. Gagliani aggiungendo che sarebbe ora di avanzare risposte adeguate, prima che un mercato furibondo abbia il sopravvento

di Massimo Gagliani


I 77 ambulatori pubblici afferiranno tutti alla rete e saranno divisi in strutture di primo livello, secondo e terzo livello a seconda del servizio erogato. 150 gli odontoiatri che lavorano nel SSR...


Il sindacato degli specialisti ambulatoriali UILFPL SAI scrive al presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità per chiedere interventi e denuncia: “l’odontoiatria sociale è allo sbando”


Nel dibattito politico estivo, la sanità pubblica ed i problemi del nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno occupato in più occasioni le pagine dei maggiori quotidiani nazionali (Corriere,...

di Norberto Maccagno


Una domanda di servizio odontoiatrico domiciliare esisterebbe, dice il prof. Gagliani che aggiunge: basterebbe un piccolo programma fatto seriamente e una nuova odontoiatria “accessibile” 

di Massimo Gagliani


Tra i temi toccati nella video intervista quello delle specialità odontoiatriche, della medicina estetica con le questioni che dovranno essere chiarite a cominciare dalla formazione e dalla tutela...


Con il dott. Attanasi (SUMAI) abbiamo cercato di capire le possibilità per gli odontoiatri di lavorare negli ambulatori pubblici e come poterlo fare


Per la prof.ssa Nardi, l’importante è considerare l’assistenza alla persona motivandolo alla prevenzione che deve essere considerata “terapia del benessere”

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


“Sii orgoglioso della tua bocca” è lo slogan per l’edizione 2022 scelto da FDI. Online gli strumenti messi a disposizione di odontoiatri ed igienisti per sensibilizzare i cittadini


Il riconoscimento globale dei benefici dei preparati topici contenenti fluoro, cemento vetroionomerico, fluoruro di diammina d'argento, salutato come "un enorme passo avanti per la salute orale"


Altri Articoli

L’On. Dario Tamburrano, odontoiatra romano, è l’unico dentista italiano, e forse anche europeo, nel nuovo parlamentare europeo. Avevamo annunciato la sua elezione in questo...

di Norberto Maccagno


Chi non ha effettuato la nuova registrazione non può emettere dichiarazione di conformità per i dispositivi realizzati. E’ comunque ancora possibile registrarsi


Un diplomato odontotecnico svolgeva l’attività dell’odontoiatra, la segretaria quella di ASO. Nei guai anche un terzo soggetto che potrebbe essere il direttore sanitario


Presentato oggi durante il convegno: Odontoiatria italiana, il futuro passa per una formazione universitaria basata su intelligenza artificiale e tecnologie


Sono esclusi i liberi professionisti e gli studi associati, possono goderne le Società odontoiatriche, sia Srl che Stp. Le indicazioni dei consulenti fiscali AIO


Pressoché invariato per odontoiatria, 1585 i posti, la CAO ne aveva indicati 1200. Per i corsi in Igiene dentale il numero di posti disponibili sarà 755


L'azienda fornirà una suite di prodotti di consumo, apparecchiature e tecnologie per aiutare gli odontotecnici ad accelerare la trasformazione digitale


45 i posti disponibili, di questi il 70% riservato ai residenti. Il costo: 300 euro per i residenti, 600 euro per i non residenti. Entro il 9 agosto le domande di iscrizione


Cairo (SIdP): lavoriamo per promuovere la formazione e la sensibilizzazione verso una malattia ancora troppo sottovalutata. Ghirlanda (ANDI): solo il 30% dei dentisti è consapevole...


La prof.ssa Nardi ricorda come la carenza di vitamina D sia stata associata a una maggiore prevalenza del rischio di parodontite e infiammazione gengivale

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Come ottenere 5mila euro per essere ospitati in uno dei collegi universitari accreditati. Attivo il bando ENPAM 2024


La società tedesca promuove un’odontoiatria più sostenibile, dimostrando che è possibile coniugare eccellenza tecnologica e rispetto per l'ambiente


L’Associazione dentisti americana mette in guardia i pazienti verso i soggetti che privi di abilitazione professionale propongono faccette dentali 


La selezione dei nuovi docenti AIO under 40 mette le ali. A breve saranno scelti i dieci finalisti che esporranno nel 2025 al 5° Congresso AIO Academy a Palermo


 
 
 
 

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

TUTTI GLI EPISODI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 

Corsi ECM

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

La lezione di storia dell’odontoiatria del prof. Guastamacchia

 
 
 
 
chiudi