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27 Febbraio 2024

Ad un italiano su due manca almeno un dente naturale e quasi 12 milioni non li ha mai rimpiazzati

Tra coloro che soffrono di edentulia più o meno estesa, solo la metà ritiene di poterla ripristinare con una soluzione protesica, fissa o rimovibile. Discriminate il fattore culturale e sociale


Ad un italiano adulto su due manca almeno un dente naturale, il 30% ha ripristinato gli elementi mancanti con una protesi mentre il 24% non lo ha ancora fatto e solo il 12% (la metà degli attuali edentuli) dichiara di volerlo o di poterlo fare. 
Sono questi alcuni dei dati emersi dalla ricerca sull’edentulia degli italiani realizzata da Key-Stone attraverso il nuovo progetto di ricerca demoscopica denominato “OmniVision Salus”, con l’obiettivo di indagare tematiche relative ad attitudini, comportamenti e salute in ambito dentale, con possibilità di ampliare l’ambito di indagine ad altri aspetti comunque connessi con la salute e il benessere. L’indagine è stata condotta attraverso una ricerca su oltre 3.000 adulti, tra i 20 e i 79 anni.

“Proiettando i dati del campione sull’universo di riferimento, emerge che ad un 24% della popolazione adulta mancano dei denti, che corrisponde ad almeno 12 milioni di italiani”, sottolinea Roberto Rosso presidente Key-Stone. 

“Più della metà del campione intervistato (54%) – continua Rosso - infatti, ha dichiarato di avere uno o più denti mancanti (in media 6.8 denti mancanti a persona, senza considerare i denti del giudizio) e, dunque, si trova in uno stato di edentulia parziale o totale”.
“Interessante notare – continua- anche l’entità dell’edentulia totale: il 5% del campione ha perduto tutti i denti, una percentuale che inizia a crescere con un 1% dopo i 40 anni ma che sfiora il 20% negli over 74. Anche se in questo caso la maggior parte degli intervistati (quasi 9 su 10) con questo invalidante problema ha risolto la situazione con una protesi. Ovviamente, l’edentulia è una problematica che incrementa all’aumentare dell’età, quindi c’è una forte correlazione tra i due fattori, ma non solo; è infatti il livello culturale, connesso a quello della scolarizzazione, che maggiormente risulta correlato alla mancanza dei denti
”. 

“Si consideri –precisa Rosso- che il numero di coloro che hanno perduto dei denti è quasi doppio nelle fasce di popolazione con basso livello di scolarizzazione rispetto a chi è laureato, in particolare per ciò che riguarda l’edentulia totale, che è quasi totalmente concentrata su chi ha un basso livello di scolarizzazione, anche perché si tratta di un segmento con il più alto numero di persone anziane”. 

In media, il 30% del campione ha dichiarato di aver perso i denti ma di averli sostituiti, al 12% mancano denti ma vorrebbe sostituirli ma non lo ha ancora fatto. Secondo Rosso, “ciò può significare che da un lato esiste una domanda potenziale molto interessante, ma dall’altro problemi oggettivi, spesso economici impediscono a milioni di cittadini di riabilitare la propria situazione dentale. Tema ancor più evidente se si considera che un altro 12% a cui mancano i denti non esprime neppure il desiderio, semplicemente non pensa di sostituirli, per ragioni connesse sia a una minore propensione alla prevenzione e alla cura di sé, sia all’atavica problematica economica che continua a limitare l’accesso alle cure dentistiche a una parte rilevante di popolazione”.   


 
 

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