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11 Ottobre 2013

In Albania per studiare medicina ed odontoiatra e poi laurearsi in Italia. Possibile attraverso l'Università Cattolica "Nostra Signora del Buon Consiglio

Grazie ad una convenzione con le università di Bologna, Bari, Milano, Palermo e Tor Vergata

La battaglia per difendere il numero chiuso italiano in medicina ed odontoiatria da parte della CAO e dei sindacati odontoiatrici e medici sembra una lotta contro i mulini a vento.
La norma che consente a tutti gli studenti, di qualsiasi indirizzo, di studiare in un paese comunitario e poi rientrare a lavorare in Italia non ammette eccezioni. Poi, a rendere più difficile la "battaglia" ci sono le convenzioni che permettono ad istituti extracomunitari di formare studenti per poi farli laureare in Università italiane.

Già nel 2012 il giornale online ildentale.it segnalava la possibilità data dall'Università Cattolica "Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana (Albania) ai cittadini italiani, ma non solo a loro, di iscriversi a Tirana per poi sostenere l'esame di stato in Italia; evitando così di dover chiedere il riconoscimento di un titolo conseguito in un paese extracomunitario, cosa molto difficile da ottenere.

A confermare l'interesse per questa opportunità sono i 596 ragazzi italiani che ieri hanno partecipato al test di ammissione alle facoltà di medicina ed odontoiatria presso l'Università cattolica di Tirana, come ha raccontato questa mattina dalle colonne del Corriere della Sera Leonard Berberi. Quanti potranno poi realmente iscriversi non è dato a sapere: nel bando con le regole per l'ammissione non è specificato. Nel 2012 hanno ottenuto l'abilitazione 19 studenti italiani.

L'obbiettivo principale degli aspiranti medici e dentisti è certamente quello di iscriversi al corso di laurea prescelto ma anche, il prossimo anno, di chiedere il trasferimento ad un ateneo italiano evitando così il soggiorno in Albania.

I costi "dell'operazione" sono in linea con quanto si spende per iscriversi in una università privata spagnola, 7-8 mila euro, mentre decisamente più economico vivere a Tirana per il periodo di frequenza che a Madrid o Valencia.

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