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02 Aprile 2014

Posta elettronica certificata, medici e dentisti disattendono la norma. Solo il 27% ha comunicato il proprio indirizzo all'Ordine


Dal 29 novembre 2009 tutti gli iscritti ad un Ordine professionale, quindi anche medici e dentisti, hanno l'obbligo di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC) e comunicare l'indirizzo al proprio Ordine che a sua volta lo renderà pubblico inserendolo nella banca dati del Ministero dello Sviluppo Economico (INI-PEC).

L'intenzione del legislatore, con l'introduzione dell'obbligo della PEC, è stato quello di snellire la burocrazia introducendo un sistema che consenta di inviare in formato elettronico comunicazioni e documenti e di tracciare, certificando, l'invio e l'avvenuta consegna.

In sostanza una raccomandata con ricevuta di ritorno in formato elettronico.

A 5 anni dall'introduzione dell'obbligo sono ancora moltissimi i medici ed gli odontoiatri che non hanno comunicato l'indirizzo della propria casella PEC all'Ordine.
Stando ad una nostra ricerca effettuata analizzando i dati forniti dal CED FNOMCeO, al 31 dicembre 2013 erano 106.924 gli iscritti (medici e dentisti) alle varie OMCeO che avevano comunicato il proprio indirizzo PEC: ovvero il 27,8% degli iscritti.
Di questi 73.815 sono medici, il 20,85% degli iscritti (353.957) al proprio Albo.

I dentisti sembrano essere quelli più attenti visto che sono stati 33.109 gli iscritti all'Albo ,sui 59.234, a segnalare il proprio indirizzo PEC. Ma il dato è in eccesso in quanto, ci spiegano dalla FNOMCeO, se il professionista ha un indirizzo PEC personale ed uno professionale (come prevede la norma), nei dati in nostro possesso è stato conteggiato due volte.

"I numeri evidenziano certamente una carenza, e questo nonostante come Federazione da sempre cerchiamo di sensibilizzare gli iscritti verso questo obbligo", ci dice il segretario FNOMCeO Luigi Conte ricordando come la Federazione e le singole OMCeO abbiano attivato convenzioni con aziende che gestiscono la posta certificata o addirittura abbiano regalato un casella PEC agli scritti. Anche se il costo di una casella PEC, circa 5 euro all'anno, non è certamente proibitivo.
"Il fatto che non vi sia una sanzione non ha incentivato gli iscritti a dotarsi di un indirizzo PEC", continua Conte. "Poi, molti colleghi l'hanno attivata ma non la comunicano per vari motivi. Tra questi il rischio di essere portati in giudizio per inadempienza. Siccome gli indirizzi PEC dei professionisti sono pubblici, un paziente, per esempio, potrebbe richiedere al medico tramite PEC una visita domiciliare urgente. Se il medico non la effettua perché non ha la possibilità di guardare con assiduità la propria casella di posta, può subire una denuncia. Questa era una delle criticità che come Federazione avevamo indicato al legislatore".

La conferma del fatto che gli odontoiatri fatichino ad utilizzare questo strumento l'abbiamo analizzando i dati che le principali associazioni di categoria degli odontoiatri, AIO ed ANDI, ci hanno fornito. Associazioni che in questi anni hanno dato la possibilità agli associati di richiedere gratuitamente una casella di posta certificata, come ha fatto AIO mentre i soci ANDI possono attivarla direttamente dalla loro area riservata sul sito dell'associazione.
Secondo quanto ci ha comunicato AIO sono 1.235 i soci che l'hanno richiesta mentre ANDI ci ha segnalato che al 31 dicembre 2013 erano 22.866 le PEC attive ma solo "circa 14mila quelle che generano effettivamente traffico", ovvero vengono utilizzate.

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