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11 Luglio 2014

Istat certifica un calo delle visite odontoiatriche del 30%, ma aumenta la richiesta protesica. Gli italiani vanno dal medico specialista, ma rinunciano al dentista


Quella italiana è una popolazione che invecchia, in cui le patologie croniche sono sempre più diffuse. Rispetto al 2005, diminuiscono malattie respiratorie croniche e artrosi - la popolazione che invecchia proviene da esperienze di vita sempre più sane - mentre aumentano tumori maligni, Alzheimer e demenze senili anche perché c'è maggiore capacità di riconoscere le malattie.

Questa, in sintesi la fotografia, che l'Istat ha fatto ieri presentando i risultati dell'Indagine Istat sulle "Condizioni di salute e il ricorso ai servizi sanitari - 2013" durante un convegno organizzato al Ministero della Salute.
L'evento, organizzato da Istat e Regione Piemonte in collaborazione con il Ministero della Salute, ha fornito un'immagine -il campione interessato è stato di 120 mila persone- di come sta cambiando la salute degli italiani, dei comportamenti individuali per la tutela della salute e dell'utilizzo dell'assistenza sanitaria pubblica e privata.

Per quanto riguarda le cure odontoiatriche più che novità la ricerca ha portato delle conferme: gli italiani rinunciano alle cure odontoiatriche. Dato positivo che diminuisco, pur di poco le persone che non sono mai state dal dentista.
Secondo i dati presentati, per tutte le tipologie di trattamenti odontoiatrici, riferiti 2013, si evidenzia una flessione nel ricorso alle cure odontoiatriche che l'istituto di ricerca quantifica intorno al 30% mentre crescono le visite mediche specialistiche (11,9% nel 2005 e 14,8% nel 2013).
Diminuito il numero di persone che si recano per una visita di controllo o per igiene orale (dal 75,8% al 64,9%), quella di quanti si recano per fare estrazioni (dal 19,9% al 12,9%) o otturazioni (dal 43,5% al 25,5%). Le flessioni più consistenti si registrano nelle regioni del Sud, in particolare in Basilicata e Calabria.
Aumenta invece la percentuale di chi si rivolge al dentista per protesi o ponti o impianti (dal 12,3% al 16,5%). Crescono (dall'1,1% al 6%) anche i trattamenti detti estetici, come lo sbancamento (trattamenti che l'Istat ha catalogato come "altri" per distinguerli dagli usuali)

Quanti vanno dal dentista?

Sono 4,9 milioni, l'8,2% delle persone di 3 anni e più, le persone che dichiarano di non essere mai state dal dentista: il 7,6% dei cittadini italiani dichiara di non aver mai visto un dentista, percentuale che sale al 16,1% se si considera i cittadini stranieri.
Comunque il dato generale risulta essere in diminuzione rispetto al 2005 (11,2%). Le regioni del Mezzogiorno con prevalenze superiori al 18% nel 2005, quali Campania, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia, fanno registrare sensibili riduzioni della quota di quanti non sono mai andati dal dentista (circa -60%), anche se a tutt'oggi restano le uniche regioni con prevalenze a due cifre comprese tra il 10,4% della Basilicata e il 14,3% della Sicilia, considerando i tassi standardizzati. La quota di chi non è mai stato dal dentista nel Mezzogiorno è doppia rispetto al Nord e al Centro. Nel 2013 è ancora alta la quota di bambini (fino ai 14 anni) mai stati dal dentista (33,3%), in calo rispetto al 2005 (39,4%).
Dai dati rilevati dall'Istat si evince che, nel 2013, solo il 39% delle persone in età pediatrica si è sottoposto ad una visita odontoiatrica o ortodontica (40,9% nel 2005), il 22,2% lo ha fatto in un arco temporale più ampio (oltre un anno e entro i tre anni precedenti l'intervista), il 5,1% oltre i tre anni.

Comportamenti verso l'igiene orale

Rispetto alla prevenzione dentale quotidiana il 73,7% dei bambini si lava i denti almeno due volte al giorno, il 23,5% lo fa solo una volta al giorno, il 2,4% non lo fa nemmeno con frequenza giornaliera e una quota dello 0,8% non li lava mai. Le differenze di status, fanno notare dall'Istat, come nell'accesso alle cure odontoiatriche, determinano comportamenti meno appropriati nella prevenzione dell'igiene orale: i bambini che vivono in famiglie con risorse economiche scarse o insufficienti nel 70,1% dei casi lavano i denti più di una volta al giorno, quota che sale al 75,4% tra
quelli in famiglie che dichiarano risorse economiche ottime o adeguate.
Le disuguaglianze sono più evidenti nel Centro (rispettivamente 68,9% contro 76,2%), nel Nord-est (66,9% contro 73%) e nel Mezzogiorno (67,9% contro 73,9%).

Inoltre emergono disuguaglianze marcate nella frequenza dell'accesso da parte dei cittadini stranieri, anche quando si tratta di bambini. Le prevalenze sono doppie tra gli italiani (Figura 23).
Nell'ambito delle visite specialistiche, le cure odontoiatriche sono a carico del cittadino nell'85,7% dei casi, in lieve riduzione rispetto al 2005 (87,4%). Ma anche per l'odontoiatria nell'età evolutiva nell'82,3% dei casi si ricorre al privato, nonostante i programmi di prevenzione orale promossi per i minori esistano ma probabilmente sono poco facilmente accessibili o poco considerati dai genitori.

Questa la percentuale per fasce di età di chi à andato da dentista nel 2013 suddivisi per cittadini italiani e residenti stranieri:

Da 3-5 anni: cittadini italiani 15,1% - cittadini stranieri 9,1%

Da 6 -10 anni: cittadini italiani 46,7% - cittadini stranieri 29,2%

Da 11-14 anni: cittadini italiani 52% - cittadini stranieri 26,8%

Da 15-24 anni: cittadini italiani 44,2%% - cittadini stranieri 23,6%

Da 25-34 anni: cittadini italiani 44,1% - cittadini stranieri 26,7%

Da 35-44 anni: cittadini italiani 44,6% - cittadini stranieri 25,6%

Da 45-54 anni: cittadini italiani 44,4% - cittadini stranieri 27,6%

Da  55-64 anni: cittadini italiani 38,9% - cittadini stranieri 25,5%

Da 65 anni e più: cittadini italiani 25,4% - cittadini stranieri 22,5%

 
 

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