La temuta "invasione" di cittadini italiani che dopo essersi laureati all'estero tornano per lavorare in Italia sembra essere cominciata.
Secondo quando rilevato da Odontoiatria33 consultando i decreti di riconoscimento delle lauree estere pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale nel 2014, i titoli esteri riconosciuti dal Ministero della Salute sono stati 496 di cui 417 conseguiti da cittadini italiani ed il dato può essere sottostimato visto che in Gazzetta Ufficiale potrebbero non essere ancora stati pubblicati titoli riconosciuti a fine 2014. Per valutare l'impatto che questi riconoscimenti avranno sulla professione, ricordiamo che nel 2013 (ultimo dato disponibile dal MIUR) in Italia i laureati in odontoiatria sono stati 766.
Era il 1999 quanto un'inchiesta del Giornale dell'Odontoiatra indicava i primi dati sugli italiani che si recavano in Spagna per laurearsi in odontoiatria. Da allora i numeri di quelli che tornavano per lavorare in Italia, facendosi riconoscere il titolo conseguito all'estero, erano sempre stati decisamente pochi: 41 su 134 titoli esteri riconosciuti nel 2012, negli anni precedenti solo qualche unità. Nel 2013 si era, invece, cominciato ad intravedere un'inversione di tendenza: 154 i titoli conseguiti all'estero da italiani, 92 quelli riconosciuti ma conseguiti da cittadini stranieri
Secondo la ricerca effettuata da Odontoiatria33, dei 417 cittadini italiani che nel 2014 si sono visti riconoscere il titolo estero 290 lo hanno conseguito in Spagna, 113 in Romania, 6 in Austria (tutti cittadini residenti in Trentino), 2 in Portogallo, 2 in Ungheria, 2 in Germania, 1 in Polonia ed in Slovacchia.
A prevalere i neo dentisti maschi (304), mentre considerando le età il 62,5% sono nati tra il 1986 ed il 1992, il 16,1% tra il 1976-1985 ed il 21,4% tra il 1947 ed il 1975.
Il più anziano è un neo dentista nato a Bolzano nel 1947 laureatosi nel 2013 in Romania mentre i più giovani sono un dentista ed una dentista del 1992: lui nato a Roma, lei a Varese entrambi laureati in Spagna nel 2014 alla Universidad Europea Madrid.
La prevalenza dei neo dentisti risiede nel Sud Italia e le Isole (163), seguiti dai residenti al Nord (141) ed al Centro (113).
Chi si è laureato in Spagna lo ha fatto (168) prevalentemente presso l'Università Alfonso X el Sabio mentre in 110 si sono laureati alla Universidad Europea Madrid. Altri 12 neo dentisti hanno conseguito la laurea in altre 4 università spagnole.
Più diversificata la provenienza dei laureati italiani in Romania. 35 si sono laureati presso l'Università Vest Vasile Goldis di Arad, 33 all'università della cittadina di Oradea, gli altri in 6 Atenei differenti.
Chi è in possesso di una laurea spagnola, sembra, sia più facilitato nell'ottenere il riconoscimento visto che il 93,1% si è laureato ed ha ottenuto il riconoscimento nel 2014. Per quanto riguarda i laureati in Romania, nessuno dei titoli conseguiti e riconosciuti riguardano neo dentisti laureati nel 2014 ma nel 2013 (44,2%) o addirittura nel 2012 (38,9%), probabilmente le verifiche tra Ministero e singola Università è più lunga.
Rispetto agli anni scorsi cala leggermente il numero di riconoscimenti delle lauree estere conseguite da cittadini stranieri (80): 21 provengono dalla Romania, 11 dalla Spagna, 7 dalla Germania, 5 dalla Francia e dall'Ungheria, 4 dalla Grecia, 3 dal Brasile e Croazia, 2 dal Venezuela, Colombia e Stati Uniti d'America, ed un riconoscimento per i cittadini residenti in Albania, Argentina, Bulgaria,Cile, Cuba, Macedonia, Marocco, Messico, Moldavia, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Ucraina.
Interessante notare come i cittadini che provengono dai Paesi dove gli italiani studiano non sono professionisti che hanno fatto, prima, esperienza nel loro paese (come in prevalenza capita per gli altri) ma giovani neo laureati.
Gli 11 dentisti spagnoli emigrati in Italia, infatti, sono nati tra il 1985 ed il 1991, stesso discorso per i romeni che a parte 6 "fuori quota" gli altri sono nati tra il 1985 ed il 1988.
Probabilmente i compagni di corso italiani hanno fatto un'ottima promozione del nostro Paese.
Norberto Maccagno
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