Visto che le questioni previdenziali non sembrano essere tra i pensieri più pressanti dei dentisti italiani, almeno secondo un recente sondaggio di ANDI, può essere interessante conoscere i vari organismi che "decidono" sul futuro delle pensioni di medici e dentisti.
Con il dott. Alessandro Zovi conosciamo ruoli e compiti della Consulta quotaB di cui è stato, da qualche mese, eletto alla presidenza.
Presidente Zovi, quale è il ruolo della Consulta della Quota B ENPAM, quali sono le mansioni, su cosa intervenite, decidete? Quale è il rapporto con il CDA ENPAM?
La Consulta della quota B è l'Organo di rappresentanza dei Medici e degli Odontoiatri che hanno un reddito libero-professionale anche non esclusivo e ha il ruolo di collegamento (cinghia di trasmissione) tra l'ENPAM e il territorio. E' formata da un rappresentante eletto per ogni Regione o Provincia autonoma, un rappresentante dei Medici liberi-professionisti, un rappresentante degli Odontoiatri liberi-professionisti e un rappresentante della libera-professione intramoenia. Tutti i Componenti sono eletti da tutti gli iscritti alla Consulta stessa. La Consulta ha funzione di proposta e promozione della previdenza della libera-professione.
Le gestioni previdenziali della Fondazione riservate a medici e odontoiatri sono articolate all'interno di due Fondi di previdenza:
a) Fondo di previdenza generale, articolato in: gestione previdenziale della quota A; gestione previdenziale della quota B;
b) Fondo della medicina convenzionata ed accreditata, articolato in: gestione previdenziale a favore dei medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e addetti ai servizi di continuità assistenziale ed emergenza territoriale; gestione previdenziale degli specialisti ambulatoriali e degli addetti alla medicina dei servizi; gestione previdenziale degli specialisti esterni in regime di accreditamento.
Il nuovo regolamento ha cambiato anche le mansioni della Consulta?
Le mansioni indicate dal nuovo regolamento sono: esaminare i bilanci preventivi e consuntivi ed i bilanci tecnici relativi alla gestione, trasmettendo tempestivamente eventuali osservazioni in merito al Consiglio di amministrazione; esprimere pareri su questioni particolari nascenti dall'applicazione del Regolamento; formulare proposte per l'attuazione e le modifiche di detto Regolamento; formulare indicazioni di carattere generale concernenti le norme per la contribuzione alla gestione.
Le proposte di modifica ai Regolamenti dei Fondi di Previdenza gestiti dalla Fondazione, fatta eccezione per quelle inerenti la "Quota A" del Fondo di previdenza generale, debbono essere sottoposte all'esame dei relativi Comitati Consultivi. I pareri dei Comitati hanno carattere consultivo.
E quali sono le finalità delle Consulte ragionali?
Chiariamo che non esistono Consulte regionali ma semplicemente un rappresentante per ogni Regione. Ovviamente compito dei rappresentanti regionali in Consulta quota B , parimenti a quelli delle altre consulte, è proprio quello di farsi da tramite e "riportare " il pensiero e le istanze degli iscritti rapportandosi con la "base" e cioè con il proprio territorio. Il compito, infatti , non deve essere considerato quale delega a ricercare un modello di rappresentanza personale o"regionalizzato" . Per essere estremamente puntuale, credo siano chiari a tutti i guasti derivati dalla parcellizzazione del SSN e non credo questo possa essere un modello auspicabile nel sistema previdenziale, mentre la delega a rappresentare non si può tradurre, come a volte accaduto nel recente passato, in atti e comportamenti di parte che offuscano l'immagine della Fondazione. L'ENPAM si è dotata, ancora maggiormente negli ultimissimi anni, di strumenti di verifica e controllo con il contributo di organismi interni e esterni che garantiscono il dibattito democratico allargato alla platea di portatori d'interesse. La gestione è attuata in termini di totale e certificata trasparenza e i contribuenti del nostro ente di previdenza sono tra i più tutelati.
Quali sono gli obiettivi che si è posto durante il suo mandato?
Questi i primi 5:
1. Portare a termine gli impegni della precedente Consulta e raggiungere gli obiettivi già delineati nel precedente mandato. Soprattutto per quanto riguarda l'Assistenza per i liberi-professionisti: è questo un tema di welfare molto sentito da parte del dentista e del libero-professionista esclusivista.
2. Cercare di ridefinire l'indice di rendimento così da potere rivalutare le nostre pensioni in presenza di bilanci attuariali che lo consentano.
3. Sviluppare una buona comunicazione con gli iscritti, affinchè non si trovino sorprese, così come è successo recentemente. Faccio riferimento all'aumento della percentuale di versamento che è stata portata al 13.50% su una base di reddito massimo che è passato da 50.213,00 euro a 100.123,27 euro. Se la precedente Consulta avesse comunicato con chiarezza che qualche contribuente si sarebbe trovato a dovere pagare il doppio dei contributi, forse qualcuno avrebbe pensato a una rateizzazione degli stessi, resa possibile da una precisa richiesta della Consulta.
4. Modificare l'articolo 10 comma 4 del Regolamento del Fondo di Previdenza Generale che prevede che non possa fare richiesta di riscatto degli anni di laurea o di specialità il collega che sia contemporaneamente iscritto ad altro Fondo di Previdenza obbligatoria, ivi compresi i Fondi speciali gestiti da ENPAM. Da presidente attento alle istanze che pervengono al mio ufficio, mi farò portavoce di questa modifica, che al pari di numerosi colleghi che me la hanno segnalata anch'io ritengo giusta.
Esistono molte altre questioni che possono essere motivo di lavoro per questa Consulta. Sono convinto della qualità degli eletti nell'attuale Quota B e della loro preparazione oltre che politica anche tecnica.
Una consulta in mano ai dentisti. Lei è un dentista come la quasi totalità dei presidenti delle consulte regionali. Come l'hanno presa i medici liberi professionisti?
Voglio esprimere un personale convincimento , abbastanza diffuso tra l'altro: i colleghi di altre specialità mediche liberi professionisti considerano noi dentisti i più indicati e versati in quest'ambito. Non si tratta di un atto di presunzione ma un riconoscimento che registriamo con soddisfazione. Ciò ci induce ad essere ancora maggiormente attenti nella gestione della "cassa comune". I dentisti sono abituati a gestirsi privatamente, i medici spesso fanno libera-professione come seconda attività. I dentisti, nella maggior parte dei casi, hanno come pensione soltanto questa; viceversa molti medici sono coperti da una pensione INPS per l'attività ospedaliera.
I medici di medicina generale attingono al loro fondo speciale, così come i pediatri di libera scelta e i medici ambulatoriali.
In buona sostanza, forse, noi dentisti siamo molto più interessati di altri alla quota B dell'ENPAM.
In questi anni le regole della previdenza sono cambiate, molti sostengono in peggio. Gli iscritti ENPAM rispetto agli iscritti alle altre casse di previdenza sono stati meno penalizzati oppure sono tutti sullo stesso piano?
I piani sono diversi, ma le penalizzazioni le abbiamo dovute subire pure noi per poter mantenere la nostra Cassa di Previdenza come Cassa privata e non confluire sull'Inps. La sostenibilità a 50 anni pretesa dalla legge Fornero non è uno scherzo e doverla garantire con delle limitazioni sui ricavi da capitali e dalle proprietà è un'altra scommessa che intendiamo portare a termine e alla fine vinceremo. Il sacrificio di oggi non deve essere fine a se stesso, ma deve essere finalizzato al miglioramento della nostra qualità della vita, soprattutto nell'età più fragile, che è quella dell'anziano. Come ho già detto precedentemente il mio lavoro e spero quello di tutta la Consulta, si dovrà sviluppare nel conseguimento dell'obiettivo primario: aumentare l'indice di rendimento.
Ancora oggi il dentista pensa alla pensione in prossimità di andarci. Secondo lei come mai?
Non sono d'accordo! Le ricordo che i dentisti dell'ANDI, tanti anni fa, hanno costituito un Fondo Pensione chiuso che si chiamava Fondodentisti. Questo stesso fondo negli anni scorsi si è trasformato nel Fondo Pensione denominato Fondosanità e aperto a tutte le professioni sanitarie. Al tutt'oggi mi risulta che la grande maggioranza degli iscritti a questo Fondo siano dentisti.
Quali sono i consigli che può dare ai suoi colleghi in tema di previdenza?
Da uomo di montagna ricordo a tutti i colleghi, sia medici che dentisti, che un buon risparmio porta a una certezza: la serenità di non doversi preoccupare per la sopravvivenza. L'anzianità porta spesso a dei disagi legati alla salute ed è giusto potere essere coperti finanziariamente così da non dovere preoccuparsi di altro! Investiamo nella nostra Cassa di Previdenza e fidiamoci di essa, non fosse altro che per il fatto che la gestiamo direttamente.
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