La promozione della salute, compresa quella orale, è un fattore di crescita socioculturale e deve basarsi su interventi multidisciplinari con il coinvolgimento non solamente di insegnanti e genitori, ma anche di diverse figure professionali tra i quali pediatri, neonatologi, odontoiatri e igienisti dentali.
Il Ministero della Salute ha recentemente emanato linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in etàÌ evolutiva. Il lavoro svolto dalla commissione di esperti è cospicuo ed esauriente riguardo alla prevenzione e al trattamento delle principali malattie del cavo orale. Manca però una strategia volta a coinvolgere il maggior numero possibile di utenti in età evolutiva.
Sappiamo bene che non tutti i genitori, sia per loro cultura sia per problemi economici, si recano dall'odontoiatra per sottoporre a visite periodiche i figli, né tantomeno le scuole (in gran parte) adottano programmi di salute e prevenzione delle principali patologie del cavo orale... basti pensare che in molti asili dopo i pasti ai bambini non vengono fatti lavare i denti! Ci siamo chiesti, allora, come si possano attuare strategie di prevenzione in grado di promuovere l'educazione e la cultura dell'igiene orale dei bambini, in modo che esse non rappresentino solamente un optional per alcuni fortunati.
Sull'argomento abbiamo intervistato il dottor Andrea Dobbiani, che in un paese del Nord-Est (Gradisca d'Isonzo) è promotore da alcuni anni di programmi di prevenzione delle salute orale nelle scuole primarie e secondarie.
Dottor Dobbiani, ci racconta come è nata l'idea di questo ambizioso progetto?
Tutto nasce da una mia idea, figlia di un progetto di prevenzione che ha fatto storia nella nostra regione e che è sempre rimasto nella mia coscienza di medico. Quando ero studente il compianto professor Feruglio, primario di Cardiologia a Udine e grande epidemiologo, ideò il "Progetto Martignacco", uno studio longitudinale di coorte sui suoi concittadini, indagando le patologie cardiovascolari e l'incidenza delle stesse legata agli stili di vita, a fini di prevenzione.
Ho avvertito l'esigenza di fare qualcosa di analogo nella mia competenza specialistica, per il mio comune natale dove opero da 25 anni, qualcosa inoltre legato all'ambito scolastico in memoria dei miei genitori, entrambi insegnanti.
Uno spunto importante me lo ha dato anche il progetto "Stili di Vita" della SIdP.
Quindi motivazioni sociali e scientifiche, ma anche affettive e personali. Cinque anni fa questo mio desiderio ha avuto modo di collegarsi al "Festival della Salute e del Benessere". Ho quindi dato vita a "SorridiAMO a Gradisca" ben accolto dalla collaborazione di altri quattro colleghi odontoiatri. Un progetto integrato di prevenzione orale rivolto ai bambini della scuola primaria dell'Istituto Comprensivo "Della Torre" di Gradisca, dove supportati da studenti inviati dalla Clinica Stomatologica dall'Università di Trieste, ci siamo adoperati gratuitamente per visitare e istruire ogni bambino raccogliendo i dati epidemiologici.
Prima, durante e dopo gli incontri nelle scuole ha ricevuto incoraggiamento e supporto da parte delle istituzioni locali?
L'occasione ha avuto fin da subito il beneplacito di tutte le istituzioni interessate: locali, nazionali e internazionali (OMS). Importante anche il sostegno dell'Ordine dei Medici di Gorizia e dell'organismo internazionale Health Promoting Hospitals.
Cardine del rapporto con le istituzioni locali è stata proprio l'attenzione alla prevenzione.
La valutazione complessiva del tipo di sostegno ricevuto è positiva. Concluso questo quinquennio, è stata forte e sentita la volontà delle istituzioni di supportare un progetto che ha dato tanto.
Per il quinquennio concluso abbiamo persino siglato un protocollo d'intesa ora rinnovato per i prossimi anni fra i principali attori del progetto (medici, istituzione comunale e istituzione universitaria).
Quali riscontri ha ottenuto, fino a oggi, da parte di insegnanti, genitori e ragazzi?
Genitori, bambini, corpo insegnante, coordinatore didattico e personale ausiliario hanno tutti contribuito in maniera propositiva al progetto. Ogni anno le adesioni dei genitori e il consenso alla visita hanno rasentato il 100%, numerose le voci giunte riguardo a genitori che hanno scelto quella scuola per i propri figli anche per la presenza di un progetto così costruttivo.
Inoltre è stato distribuito un questionario per testare l'accettazione all'iniziativa: la quasi totalità delle famiglie interessate desidera che il progetto continui. Per le scuole medie ha avuto inizio un progetto "dedicato" sulle patologie orali nei ragazzi di 11-13 anni: ben accolto e supportato dal professor Roberto Di Lenarda e dalla sua clinica, che ha avuto un riscontro quasi inaspettato per la positività con cui tutti hanno risposto.
Altri colleghi odontoiatri o igienisti dentali possono dare la loro disponibilità a partecipare a questi incontri?
Il progetto "SorridiAMO a Gradisca" è aperto a tutti, ogni professionista medico e odontoiatra desideroso di contribuire a fare scienza e trasmettere i valori della prevenzione come base per la salute sarà sempre ben accetto. Qui da noi sarà varato un ulteriore progetto rivolto ai ragazzi della scuola media inferiore in cui alle lezioni di sensibilizzazione e istruzione all'igiene orale pensiamo di affiancare la lezione di un cardiologo circa gli stili di vita e, con l'Ambulatorio di Medicina e Patologia Orale della Clinica Stomatologica di Trieste, un innovativo progetto di sensibilizzazione sulle patologie orali fumo-alcoletà correlate; già lo scorso anno abbiamo tenuto una lezione pilota. Non di meno l'attenzione ai vari livelli sociali e alla prevenzione ci ha portato a interessarci anche agli anziani ospitati dalla Fondazione Brovedani.
Pensa che questa iniziativa sia proponibile in centri urbani più grandi? E in tal caso come si potrebbe coordinare la sinergia tra i diversi operatori?
Sarebbe senza dubbio bello poter espandere l'iniziativa. Penso però che i tempi non siano ancora maturi per gestire al meglio progetti simili al nostro in ambiti troppo estesi. Questo tipo di progetto sarebbe bello riproporlo in altre realtà provinciali dove istituzioni, scuola e cittadini riescano in maniera affiatata a fornire il loro supporto. Proprio a tale proposito per gli anni a venire stiamo avviando un progetto gemello nella realtà marittima di Grado.
Quali progetti ha in mente per il futuro? Intende continuare e/o ampliare il progetto di prevenzione e formazione dei quali è promotore?
Le idee, le iniziative, la voglia di fare sono all'ordine del giorno, e le nuove proposte sono numerose. Abbiamo appena concluso il quinquennio con riscontri positivi; dopo cinque anni alcune coorti erano caratterizzate dal 90% di bambini senza carie e ben 4 carie su 5 risultavano curate. Questi dati saranno presentati all'OMS a Ginevra dalla professoressa Laura Stromengher in occasione della relazione annuale. Ora siamo pronti a ripartire.
Nel primo quinquennio lo scopo era monitorare l'andamento dei bambini con particolare attenzione alle lesioni cariose. Ora il desiderio è di dare ancora più enfasi alla prevenzione primaria intervenendo sull'enorme potenziale che questi bambini hanno testimoniato di avere, per raggiungere gli obiettivi stabiliti dall'OMS.
A cura di: Giulia Ottaviani per Dental Cadmos di febbraio
Chi è ....
Andrea Dobbiani, laureato in Medicina e Chirurgia e specialista in Odontostomatologia, esercita la libera professione in provincia di Gorizia. Ha conseguito il Master di I livello in Implantologia presso l'Università degli Studi di Udine, è membro dell'Associazione Nazionale Dentisti Italiani e della Società Italiana di Parodontologia (SIdP) e socio dell'Accademia Italiana di Piezosurgery.
I principali ambiti di attività e interesse sono la parodontologia, la protesi dentaria, l'implantologia, la conservativa e la gnatologia. In qualità di cultore della materia ha tenuto lezioni ed esercitazioni pratiche presso il Corso di Odontostomatologia della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Udine. È autore di pubblicazioni su riviste nazionali.
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