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20 Giugno 2016

Quote di genere all'interno delle OMCeO, un emendamento al Ddl Lorenzin lo chiederà. Il parere di una dentista dirigente nella più grande CAO d'Italia


Potrebbe suonare come fuori luogo parlare di quote di genere all'interno della FNOMCeO quando a "capo" della Federazione vi è un presidente donna: Roberta Chersevani.

La questione è nata all'indomani dell'approvazione del Ddl Lorenzin con il quale viene riformato, anche, l'assetto dell'Ordine dei Medici e degli Odontoiatri.

La richiesta di una norma sulla pari rappresentanza tra maschi e femmine all'interno degli Ordini è arrivava da Annarita Frullini dell'Osservatorio professione femminile FNOMCeO all'indomani della mancata presentazione nel testo del Ddl Lorenzin di una norma che avrebbe inserito l'equilibrio di genere.

Ed alla Camera, ha annunciato la Senatrice Maria Emilia De Biasi all'indomani dell'approvazione del Ddl, "sarà presentato un emendamento, e si rinvierà a successivi regolamenti le modalità per il rispetto delle quote di genere. Da lì potremo ripartire, com'è stato fatto nella legge sull'ordinamento degli avvocati. Mi auguro un'approvazione trasversale, è importante che si comprenda in pieno come l'equilibrata rappresentanza possa creare cambiamenti culturali. Ed è essenziale che il maggior numero delle donne elette in parlamento vigili sui diritti della rappresentanza".

Un problema di rappresentanza all'interno dell'Albo degli odontoiatri che sembra esserci constatando che i presidenti CAO donna sono solo 3 sui circa 100 presidenti provinciali. Un rapporto che non rispecchia quello dei laureati in odontoiatria iscritti Albo degli odontoiatri visto che le donne (10.723 al 31 dicembre 2015) sono circa la metà dei laureati iscritti uomini (20.439) ma se poi consideriamo i soli under 30, il numero degli iscritti maschi si equivale a quello delle donne.

"Oggi assistiamo ad una notevole discrepanza tra le poche donne elette che ricoprono posizioni apicali negli Ordini, rispetto al numero delle iscritte, sempre più numerose", sottolinea ad Odontoiatria33 Sabrina Santaniello (nella foto) membro della CAO Roma. "La professione odontoiatrica, infatti, nasce più tardi rispetto a quella medica e nonostante le difficoltà, dopo gli anni '90 sono aumentate le donne iscritte all'Albo odontoiatri e nei prossimi anni le donne iscritte saranno più numerose degli iscritti uomini".

La mancanza di dirigenti donne per la dott.ssa Santiello, una delle poche presidente ANDI al femminile, "è sicuramente da attribuire, oltre ad un fenomeno storico-culturale, alla difficoltà del connubio carriera- famiglia e l'inconciliabilità tra i tempi della cura parentale e quelli di lavoro con i tempi di carriera, necessari per raggiungere una posizione verticistica spesso interrotta da esigenze fisiologiche come gravidanza, allattamento e cura dei figli". "Si pone -continua- quindi l'annoso problema della conciliazione famiglia-lavoro e delle misure che possono agevolare tale rapporto. Percorso iniziato dal 1946 e che ha portato al riconoscimento delle pari opportunità ad ogni altro livello".

Sulla necessità o meno di obbligare un numero di donne elette all'interno delle varie OMCeO la presidente Santaniello ricorda come la Federazione e la CAO in questi ultimi 20 anni abbiamo avuto una crescente attenzione verso la presenza delle donne e di fatto, negli ultimi decenni, la rappresentanza femminile nei gruppi dirigenti è aumentata.

"La stessa presenza della Presidente Roberta Chersevani, a capo della FNOMCeO ne è la conferma, anche se, da sola, non può essere esaustiva dell'equilibrio nella rappresentanza di genere ai vertici della professione", dice.

Se da un punto di vista generale sarebbe necessaria una garanzia dell'equilibrio di genere nella rappresentanza, la Santaniello evidenza come, però, questa rappresentanza "non può essere frutto solo della legge e del diritto, ma di una riforma del sistema per cui non dovrebbe essere una ''rappresentanza concessa'', ma piuttosto un'evoluzione socio-culturale che consenta alla donna medico-odontoiatra, ancora troppo penalizzata nel contesto normativo del nostro paese, di vivere pienamente l'incarico senza limitazioni nella biologia o nel sociale".

Norberto Maccagno

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