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15 Marzo 2017

Cad Cam in odontoiatria, le valutazioni di chi lo utilizza da 25 anni. Franco Brenna: il digitale faciliterà i percorsi terapeutici corretti


In vista del Congresso della Digital Dental Academy che si terrà a Parma il 24-25 marzo dopo aver sentito Roberto Spreafico e Massimo Nuvina abbiamo sentito Franco Brenna (nella foto), un altro protagonista dell'evento con il quale abbiamo voluto continuare ad approfondire il tema delle nuove tecnologie in odontoiatria.

Dott. Brenna, lei è stato uno dei primi utilizzatori di sistemi digitali in Italia, quale è stata l'evoluzioni di questi strumenti in questi anni?

Ricordo ancora la faccia di mio padre, odontostomatologo vecchio stampo, quando arrivò in casa la prima macchina per fare le impronte digitali e per fresare i primi intarsi, una esperienza non propriamente incoraggiante. E il suo scetticismo era mitigato dal fatto che pensava l'avessi pagata un decimo del prezzo reale. L'ho usata con l'entusiasmo del neofita, ricavandone, a distanza, grandi soddisfazioni; molti degli intarsi fatti venticinque anni fa, con i normali segni di usura, sono ancora in bocca oggi.

Come è proseguita la sua avventura con questi strumenti?

Come sempre in questi frangenti: con periodi di innamoramento e con periodi di oscurità. L'uscita sul mercato di strumenti più adeguati e più collaudati mi ha fatto ri-abbracciare una metodica della quale ero convinto in tempi pionieristici e con la quale oggi ho impostato un flusso di lavoro ergonomicamente efficace.

Quando si parla di strumenti che realizzano corone e ponti si pensa alla fine dell'odontotecnica. Come la vede?

Gli odontotecnici sono una parte integrante e non secondaria del lavoro che svolgiamo. Le loro competenze sono preziosissime e, con il mio odontotecnico di fiducia, il dialogo non si è diradato, anzi. I lavori complessi sono affrontabili solo con il loro ausilio e mi permetto di dire che anche la componente estetica ha una valenza tale che solo la collaborazione a quattro mani e quattro occhi può ottenere i risultati migliori. Non è un caso che Digital Dental Academy abbia sempre una parte del programma dedicata all'odontotecnica.

Il suo studio è tutto al digitale?

Mi piacerebbe molto. Io non sono un "nativo digitale" ma la mia attenzione è massima. Mia figlia seguirà le mie orme e mi piacerebbe che potesse realizzare lei questo obiettivo. Certamente l'odontoiatria sarà sempre più digitale ma, ritenendola ancora una branca medica dove l'operatore ha una grande influenza, penso che le scelte terapeutiche debbano essere prese con una grande coscienza. Il digitale faciliterà i percorsi terapeutici corretti. In assenza di questi il digitale può fare ben poco, anzi, potrebbe anche essere dannoso.

Per approfondire leggi anche:

13 Febbraio 2017: L'odontoiatria digitale non è solo protesi. Il punto con il neo presidente della Digital Dental Academy, dott. Massimo Nuvina

27 Febbraio 2017: Odontoiatria digitale, per il dott. Spreafico i denti singoli sono fatti per essere ricostruiti con questa metodica. Gli abbiamo chiesto il perché

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