La carie è la patologia umana più diffusa il cui trattamento impegna la maggior parte delle nostre giornate lavorative.
Diagnosi e terapia non sono poi così scontate.
Per questo abbiamo intervistato Giovanni Sammarco (nella foto) socio attivo dell' AIC con docenze presso l' Università Insubria di Varese, la Dental School di Torino e Uni -Bologna, che esercita la libera professione a Trento.
Dott.Sammarco com'è l'incidenza della carie tra la popolazione italiana, aumenta o diminuisce?
Si stima che la carie, o patologia cariosa colpisca 9 persone su 10 nel corso della vita. Per quanto non siano facilmente reperibili studi epidemiologici riguardanti i dati di incidenza e prevalenza rivolti all'età adulta, si può affermare che il trend In Italia di tali valori sia, oramai da svariati anni, in lento ma costante calo. L'utilizzo dei dentifrici al fluoro, una migliore coscienza dietetica ed un aumentato livello culturale possono essere ritenuti fra i maggiori responsabili di questo dato positivo. I fenomeni immigratori, e la permanenza in alcune zone di contesti a basso livello socio-culturale, rappresentano, anche nel nostro paese, delle "sacche di resistenza" della patologia.
Come fare la corretta diagnosi di carie
La diagnosi della patologia cariosa dovrebbe idealmente essere compiuta mediante 2 distinte procedure:
1. Le macrocategorie dei fattori generanti e favorenti la carie sono 5 :
2. batteriche (tipologia e quantità dei batteri),
3. alimentari (quantità e frequenza di assunzione di carboidrati fermentabili e acidi),
4. salivari (quantità e qualità della saliva),
5. legate all'utilizzo di fluoruri e mineralizzanti (tipologia e frequenza di utilizzo), e 5 altre (DMF-T, patologie, disabilità, status socio-economico, abitudini voluttuarie, farmaci).
Come possiamo curare le lesioni white-spot senza essere invasivi?
Le white spot altro non sono che il segno di una disorganizzazione del reticolo cristallino dello smalto. Tale condizione, detta anche "ipomineralizzazione", riconosce varie cause, fra cui le più comuni sono:
• Pre-eruttive: fluorosi, MIH (ipomineralizzazione molare-incisiva), esiti di trauma o infezione dei denti decidui sui corrispondenti permanenti.
• Post-eruttive: lesioni non cavitate dello smalto ad origine acida, ad esempio quelle derivanti da attività cariosa.
A seconda della tipologia e della severità della white spot, possiamo distinguere la finalità dei possibili trattamenti in "estetica" e "medica". Le forme pre-eruttive di lieve entità, non pregiudicanti l'integrità dentale, possono essere oggetto di trattamenti estetici volti alla "scomparsa" della discromia. Le forme pre-eruttive di maggior gravità, come ad esempio la MIH e le forme post-eruttive, dovrebbero invece essere sempre oggetto di trattamenti di tipo medico, mirante cioé al ristabilimento e mantenimento di un corretto reticolo cristallino.
In ordine crescente di invasività i possibili trattamenti delle white spot sono:
• Remineralizzazione: trattamento medico e secondariamente estetico, che ha come scopo quello di restituire al dente i sali minerali che sono stati persi.
• Nessun trattamento: qualora la white spot di origine pre-eruttiva non pregiudichi la salute dentale e non rappresenti un problema estetico per il paziente.
• Sbiancamento: trattamento estetico mirante a ridurre il contrasto cromatico fra white spot e dente normocromatico.
• Infiltazione con resina: trattamento estetico e/o medico in quanto in grado di rallentare la progressione della lesione cariosa non cavitata.
• Microabrasione acida: trattamento estetico e/o medico se seguita da bonding e/o protocollo remineralizzante.
• Macroabrasione: trattamento estetico e/o medico se seguita da restauro e protocollo remineralizzante.
• Combinazioni dei precedenti trattamenti.
Parliamo di prevenzione: quali sono le abitudini quotidiane per ridurre l'insorgenza della carie
Le corrette abitudini quotidiane finalizzate alla prevenzione delle lesioni cariose sono varie. Come concetto di base, é bene pensare a metodi utili a contrastare i punti di forza della malattia che sono 3:
1. L'igiene orale domiciliare, possibilmente ottenuta mediante lo spazzolamento elettrico e il passaggio del filo interdentale.
2. I principi antibatterici naturali come quelli contenuti in alimenti e bevande quali i mirtilli, il radicchio, i cavoli, il thè, la propoli, i polifenoli contenuti in varie sostanze. I dolcificanti polialcoli, fra cui lo xilitolo e l'eritritolo hanno dimostrato un benefico effetto a livello della salute orale, grazie anche alla loro capacità di interferire col metabolismo dei batteri cariogeni: masticare per qualche minuto un chewingum contenente polialcoli può inoltre contribuire a stimolare la salivazione e a rimuovere i residui più grossolani di cibo.
3. Gli alimenti , con una particolare attenzione rivolta alla riduzione di alimenti dolci e/o acidi nei fuori pasto. Le bavande dolci e gli sport drinks andrebbero limitati al massimo, in quanto generalmente zuccherati ed estremamente acidi.
Davis Cussotto
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