HOME - Interviste
 
 
22 Febbraio 2019

Quando fisica e matematica vengono in aiuto all’implantologo. A colloquio con Danilo Di Stefano


Il prof. Danilo Di Stefano ha all'attivo numerose collaborazioni in diversi atenei italiani.  Attualmente docente di Chirurgia Orale presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano conidoneità a professore associatoin malattie odontostomatologiche. Ad incuriosirci è stato il suo articolo pubblicato su  J Prosthet Dent (trovate la sintesi in italiano a questo link) nel quale viene studiato come il misurare e poter gestire il torque di inserimento e il coefficiente di stabilità implantare permettono di migliorare l’osteointegrazione  


Prof. Di Stefano, quali sono gli ambiti di ricerca che la vedono coinvolto? 

L’implantologia moderna raccoglie i risultati di un percorso di ricerca clinica che, negli ultimi 30 anni, ha visto uno sviluppo significativo delle conoscenze in questo settore. Numerose domande hanno trovato risposta, ma allo stesso tempo sono nati nuovi quesiti, anche in relazione allo sviluppo di nuovi strumenti, materiali, tecnologie. In questo quadro che visto da una più ampia prospettiva rappresenta un unicumnella scienza medica, le direttrici di ricerca che mi hanno visto personalmente coinvolto nel corso degli anni sono state due, quella sulla diagnosi della densità ossea e le nuove misure della stabilitàimplantare, e quella sui biomateriali per rigenerazione ossea  legata più in generale alle tecniche ossee ricostruttive a scopo impiantare. Si tratta di un percorso articolato, condotto attraverso una fruttuosa collaborazione con il Professor Piattelli e il suo team (Prof.ri. G.Iezzi, A.Scarano e Perrotti) all’Università di Chieti, e in sinergia col gruppo afferente al corpo docente (Prof.ri. R. Vinci, G.Gastald e Capparè) dell’Ateneo di cui faccio parte, l’Università Vita e Salute San Raffaele di Milano diretto dal Professor Enrico Gherlone. 


Perché proprio questi argomenti? 

Tra i motivi per cui la mia attività si è orientata a questi ambiti di ricerca, vi è certamente quello di validare metodiche che permettano di offrire al paziente la possibilità di essere riabilitato, sia funzionalmente che esteticamente, nel modo meno invasivo possibile. Nuovi strumenti diagnostici, nuove tecnologie e nuovi materiali rendono possibili atti chirurgici che fino a qualche tempo fa non erano ancora praticabili. È necessario, però, che questi nuovi approcci trovino, prima del loro impiego sistematico, una precisa e puntuale validazione clinica. In questa nostra oggi affronteremo il primo dei 2 temi. 


Perché diagnosi della qualità ossea? 

La qualità ossea è uno dei determinanti principali del successo implantare. Sia nel senso di qualità del tessuto a seguito di un intervento di rigenerazione ossea, sia in senso più ampio, ovvero quando intesa come anatomia e densità al sito di posizionamento dell’impianto. Tutto ciò assume il suo più ampio significato nelle procedure di carico immediato. Una maggiore densità ossea e la presenza di uno strato di corticale adeguato permettono di dare all’impianto una maggiore stabilità e, ottenuto questo, di procedere appunto con adeguata prognosi ad un carico precoce o immediato. Misurare quindi in modo preciso e oggettivo la densità ossea è uno dei requisiti fondamentali, oggi, per realizzare un’implantologia veramente predicibile. La questione non è scevra di difficoltà: se, da un lato, i più recenti strumenti diagnostici, ovvero le Cone-Beam di ultima generazione permettono di visualizzare dettagli anatomici con estrema chiarezza e precisione, la loro capacità di fornire una misura oggettiva, ripetibile e non strumento- dipendente della densità ossea è ancora oggetto di ampia discussione in letteratura. Nel caso di una tc multistrato invece il valore di HU è ripetibile e oggettivo. In tal caso pero il posizionamento deve essere rigorosamente guidato e corrispondere con precisione alla zona di lettura come abbiamo dimostrato in un nostro studio recente. Dobbiamo anche sottolineare che non sempre abbiamo una Tc a disposizione anche perche vanno adeguatamente considerati i costi biologici pur con le dovute differenze fra i 2 esami. 


Quali risultati ha ottenuto in questo ambito? 

La mia attività di ricerca si è concentrata nello studio di una modalità differente di misura della densità ossea che riprende alcuni concetti già espressi da Sennerby e Friberg verso la metà degli anni ’90, ovvero che l’attrito di un corpo in rotazione all’interno del tessuto osseo può essere una misura attendibile della sua densità. Ovvero dell’energia spesa per farlo ruotare ad un n. di giri costante. Questo concetto è stato alla base dell’implementazione, in un micromotore di recente ideazione, della possibilità di misurare la densità ossea attraverso l’impiego di una particolare sonda che, inserita nel tunnel implantare quando questo non è stato ancora allargato al diametro finale, permette una misura sito-specifica della densità. Grazie al lavoro di un team di collaboratori estremamente affiatato, e di nuovo in collaborazione con i due atenei già citati, abbiamo dimostrato che le misure di densità ossea fornite da questo sistema sono attendibili, variano in modo lineare con la densità ossea, e sono affidabili anche perché indipendenti dall’operatore che le esegue. L’attendibilità è stata dimostrata da più studi indipendenti sia in vitro, su costolette bovine che blocchi standard di poliuretano, che in vivo; gli studi su tessuto osseo, in vitro o vivo, mostrano una chiarissima correlazione tra le misure fornite dallo strumento e la densità istomorfometrica. La possibilità di accedere ad un numero di misure di densità veramente elevato, dell’ordine di qualche migliaio, ci ha permesso inoltre di disegnare la prima mappa topologica della densità dei mascellari, che è l’oggetto di un lavoro sottomesso recentemente per la pubblicazione. Questa mappa può aiutare il clinico nel sapere con quale frequenza in una cera area anatomica dei mascellari può trovare una derminata densità. 


Quali sono gli sviluppi futuri? 

Stiamo oggi valutando questa metodica anche in un diverso sistema sperimentale, ovvero blocchi di osso equino ad uso ortopedico che, conservando il collagene osseo al loro interno in conformazione completamente nativa, potrebbero costituire un nuovo sistema sperimentale per questo tipo di studi: più omogeneo delle costolette bovine, permettendo di eseguire meno misure, e più simile per proprietà meccaniche all’osso naturale dei blocchi di poliuretano che ancora oggi rappresentano lo standard per questo tipo di esperimenti. 


Perché una nuova misura della stabilità primaria? 

Alla diagnosi precisa della densità consegue la possibilità di definire un protocollo di posizionamento implantare che permetta di stabilizzare l’impianto in modo predicibile. Il cerchio non si chiude, tuttavia, se non è possibile misurare con precisione la stabilità ottenuta. La mia ricerca in questo campo è orientata allo studio di nuovi parametri dinamici di misura della stabilità. Oggi sappiamo che i due parametri abitualmente utilizzati nella pratica clinica per misurare la stabilità dell’impianto, torque di inserimento e misura della frequenza di risonanza tramite ISQ sono una semplice fotografia “statica” di uno stato implantare, misurano proprietà fisiche non del tutto sovrapponibili e non danno alcuna informazione su cosa è successo, dinamicamente, mentre l’impianto veniva posizionato. Sono solo istantanee dall’insufficiente valore prognostico. 


Cosa abbiamo dimostrato sull’argomento? 

I nostri studi già compiuti al riguardo mostrano che un parametro legato alla quantità di energia scambiata tra osso e impianto durante il posizionamento, l’integrale della curva torque-profondità, è più sensibile sia del torque di inserimento che dell’ISQ alle variazioni di densità al sito implantare e rappresenta quindi una misura più sensibile della stabilità primaria. Questo ci ha permesso di caratterizzare con estrema precisione le curve di risposta di uno specifico sistema implantare e abbiamo già dimostrato, in una recente pubblicazione, che la misura della densità come descritta in precedenza in abbinamento alla misura della stabilità con l’integrale consente di stabilizzare in modo predicibile impianti inseriti in seni mascellari rigenerati anche con ridotto spessore di cresta residua e ridotta densità ossea. Dobbiamo dire che ad oggi abbiamo moltissimi sistemi implatari, ma non sistematiche in grado di aiutare il chirurgo una volta fatta la pianificazione dell’intervento ad essere predicibile in modo oggettivo è ripetibile. Quindi in grado di programmare non solo un intervento in termini di posizione implantare, ma anche di stabilità voluta.Questo può avvenire solo mettendo matematicamente e fisicamente in relazione: osso, macromofologia implatare e scelta della modalità di preparazione del tunnel implantare. 


E i prossimi passi? 

Il nostro lavoro clinico mira oggi alla definizione razionale di ulteriori protocolli di posizionamento implantare. Uno dei concetti più affascinanti che stanno prendendo forma da questo lavoro di ricerca, ora che è possibile allo stesso tempo misurare in modo affidabile densità ossea e stabilità implantare dinamica, è che è necessaria una ridefinizione delle classi ossee che da qualitativa (sia essa percettiva o istomorfomertrica) diventi operativa, oggettiva e che per ogni posizionamento implantare la caratterizzazione della risposta in termini di corrispondenza tra lettura della densità, protocollo di preparazione, stabilità primaria ottenuta dovrebbe oggi ritenersi un passaggio obbligato e predicibile.

Articoli correlati

Il lavoro sottolinea l'importanza delle tecniche chirurgiche avanzate e della rigenerazione ossea guidata per affrontare con successo le sfide cliniche legate al posizionamento...


Viene descritto un nuovo protocollo clinico operativo in chirurgia zigomatica – Zygomatic Anatomical Prosthetic Approach – che muove dalla...


Il lavoro indaga l’incidenza delle reazioni di ipersensibilità ai materiali metallici in relazione al posizionamento di impianti in titanio e i meccanismi alla base della loro...


Il caso clinico presentato riguarda il trattamento combinato di due siti in area estetica: 1.2 trattato mediante tecnica di ridge preservation e 1.1 trattato con impianto...


SIdP avverte: un intervento non ben programmato e gestito aumenta di 14 volte il rischio che le gengive entro poche settimane si ritraggano. Ogni 10 gradi di errore di posizionamento aumenta la...


Sebbene la densità ossea al sito di posizionamento implantare sia un fattore determinante per il successo dell’impianto, i metodi quantitativi attualmente disponibili per...

di Danilo Alessio Di Stefano


La misura della stabilità primaria che presenta un impianto al momento del suo inserimento è un parametro fondamentale per il chirurgo orale, in particolare nelle procedure di...


Con l'aumentare della vita media sempre più pazienti vengono trattati con presidi implanto-protesici grazie anche alla semplificazione del protocollo chirurgico e protesico, al miglioramento...


La turbina EXPERTtorque E680L, manipolo della serie KaVo Expert, è perfetta per i dentisti che ricercano dal loro lavoro la massima efficienza. Questo strumento è dotato di una estrema...


L'adeguata preparazione del sito implantare e il grado di stabilità dell'impianto sono momenti condizionanti il successo delle procedure implanto-protesiche. Ciò è...


Altri Articoli

Padre, madre e figlio condannati, assolto il direttore sanitario. Nei giorni scorsi la sentenza della Corte di Appello di Torino


Ne parla Filippo Ghelma, responsabile del DAMA all’Ospedale San Paolo di Milano intervistato dal presidente SIOH Paolo Ottolina e dal dott. Marco Magi


Al IX Workshop di economia in odontoiatria dell’ANDI, l’analisi e le proposte di soluzioni per diffondere la prevenzione e allargare l’accesso alle cure 


Giunto ormai alla sua decima edizione, l’appuntamento ha dimostrato ancora una volta di essere non solo un evento scientifico di alto livello, ma anche un'opportunità di...


Il Ministro Bernini firma i decreti con le disponibilità per il nuovo anno accademico. 149 i posti in più per Odontoiatria, nascono 2 nuovi Atenei sede di corso di laurea


Molte le novità presentate da ACTEON in Expodental Meeting a cominciare dal pulsante wireless per poter azionare la CBCT X-MIND Prime a distanza ottimizzando il flusso di lavoro...


Magenga: abbiamo risolto il problema della mancanza di ASO, grazie all’accordo sindacale si potrà assumere un non abilitato e formarlo attraverso un corso accreditato per...


Millenovecentottantaquattro: un anno iconico e misterioso. Ci aveva pensato, trentasei anni prima, George Orwell; un romanzo così intitolato per prospettare un mondo distopico,...

di Massimo Gagliani


La prof.ssa Nardi evidenzia il valore della tecnologia delle piattaforme on-line e delle applicazioni mobili che da’ la possibilità di interagire con la persona assistita e...

di Prof.ssa Gianna Maria Nardi


Viene differita a data da destinarsi l’entrata in vigore del decreto che riattiva il redditometro. Servirà un nuovo decreto per cancellare il provvedimento


La vicenda riporta di attualità la questione dell’autonomia della CAO all’interno della FNOMCeO e della possibile applicazione della legge Lorenzin


Molte le novità presentate da CGM in Expodental Meeting legate al software per gli studi odontoiatrici XDENT, dell’integrazione con l’Intelligenza artificiale per rispondere...


Un evento per aggionrare sulle nuove tecniche ortodontiche e per festeggiare i 90 anni di Leone ed i 25 della tecnica STEP


L’appuntamento di Rimini si conferma come il più importante evento italiano del dentale e tra i più visitati in Europa


Corsi ECM

 
 
 
 
 
 

Il Podcast
dell'Innovazione
Odontoiatrica

TUTTI GLI EPISODI
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Iscriviti alla Newsletter

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I più letti

 
 

Corsi, Convegni, Eventi

 
 
 
 
 
 

Guarda i nostri video

Guarda i nostri video

La lezione di storia dell’odontoiatria del prof. Guastamacchia

 
 
 
 
chiudi