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18 Aprile 2019

Il dentista si fa social. Intervista a Francesca Ferragni

di Carla De Meo


Competenza, tecnica, empatia sono alla base della professione. Ma anche la comunicazione rappresenta oggi uno dei percorsi obbligati con i quali il dentista deve confrontarsi. Per comunicare con il paziente ma soprattutto per informarsi e aggiornarsi tra colleghi.

Ne è convinta la protagonista dell’intervista, Francesca Ferragni, giovane dentista e professionista social oltre che sorella di una star indiscussa della comunicazione digitale contemporanea: Chiara Ferragni.

Francesca è l’unica delle tre sorelle ad avere seguito la strada del padre Marco, con studio dentistico a Cremona, e ad aver scelto gli studi in odontoiatria.

Laureatasi nel 2015 all’Università Statale di Milano con 110/110 e Lode e una tesi sperimentale su “Riabilitazione implanto-protesica in mascellari atrofici ricostruiti con innesti di apposizione di osso omologo (Fresh Frozen Bone): risultati preliminari di uno studio prospettico”, contemporaneamente, ha frequentato l’Ospedale San Paolo con attività di Pronto Soccorso, odontoiatria generale e chirurgia orale.

Nel 2017 ha iniziato a frequentare la Scuola di specialità in chirurgia orale alla Statale di Milano e ha iniziato il tirocinio clinico.

Lei è “figlia d’arte”: è per questo che ha scelto odontoiatria?
Ho sempre desiderato lavorare nell’ambito sanitario. Mi piaceva molto medicina. Negli anni ho frequentato lo studio di mio padre a Cremona e mi sono appassionata al suo lavoro e alle sfide tecnologiche che orbitano attorno a questa professione.
Oggi lavoro con lui a Cremona un giorno la settimana. Il resto del tempo lo trascorro a Milano dove studio e lavoro.

Come sono i ritmi di uno studente-lavoratore?
Abbastanza intensi. Ci sono i turni in ospedale e gli impegni in studio. Ma se ci sono passione e voglia, si riesce a gestire tutto.
Devo aggiungere che, almeno per quanto riguarda il mio ospedale, la specializzazione è strutturata molto bene. Riusciamo a eseguire diverse procedure chirurgiche, incontriamo tanti pazienti, siamo molto seguiti. E questo ci permette di accumulare un’esperienza che nella libera professione sicuramente non potremmo raggiungere.

Che cosa le piace di più del suo lavoro?
La parte pratica, molto meno la letteratura. Mi appassionano tutte le novità digitali che rappresentano il futuro della nostra professione. Per esempio, la chirurgia computer guidata che permette interventi di implantologia molto meno invasivi.

Anche lei è molto attiva sui social. Su Instagram ha superato i 730mila followers…
È accaduto un po’ per caso. Sono nel target di età dei social e ho iniziato a usarli per condividere i miei interessi: la fotografia, i video, i viaggi… Condividevo quello che scattavo.
Poi, piano piano, sulla scia del fenomeno Chiara Ferragni, visibilità e notorietà sono aumentate molto. Oggi il canale Instagram lo uso per documentare le mie esperienze di viaggio. Molto meno per casi clinici o interventi chirurgici che non credo sarebbero apprezzati.

Però lei considera Instagram uno strumento importante per far crescere la professione…
Non ho dubbi, certo. In Italia scontiamo ancora un certo ritardo nell’utilizzo dei social. Io seguo tantissimi profili di professionisti americani, brasiliani, asiatici. Dedico molto del mio tempo a guardare i loro lavori, i loro interventi.
Lo considero un bel modo di confrontarmi in diretta con colleghi di tutto il mondo che non potrei mai avvicinare.
È uno strumento facile e interattivo per stare al passo con i tempi, per conoscere differenti approcci al nostro mestiere. Il social oggi può rivelarsi molto utile per uno studio dentistico.
Perché alla fine la nostra è una professione “chiusa”: viviamo all’interno dello studio, due/tre volte l’anno partecipiamo a congressi… Il social invece ci permette di essere aggiornati tutti i giorni dell’anno su tutto quello che accade nel mondo.
E Instagram è sicuramente il canale da privilegiare perché è tutto focalizzato sull’immagine. Meno utile forse per la promozione presso i pazienti dove il linguaggio dovrebbe essere comunque meno tecnico.

Al link l'intervista completa su Dental Cadmos

 
 

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