Il Tavolo tecnico modifica il testo su mascherine e camici ed il CTS approva. Il prof Gherlone ci spiega le modifiche e parla del futuro del Tavolo Tecnico
“Dopo i rilievi espressi in merito al documento inviato dal Tavolo Tecnico sull’odontoiatria dal Comitato Tecnico Scientifico -ci dice il prof. Enrico Gherlone referente del Tavolo - abbiamo accolto quanto indicato e riformulando il testo che il CTS ci ha reinvitato ieri approvandolo”.
Le principali modifiche che il Tavolo Tecnico ha apportato sulla base delle indicazioni del CTS riguardano camici e mascherine FFP2.
Per queste ultime la modifica apportata riguarda il caso in cui il lavoratore presenti difficoltà di respirazione, questa la nuova formulazione del testo:
“Nell’utilizzo dei Filtranti Facciali P2 senza valvola, che richiedono specifica informazione e formazione, dei quali andrà altresì valutata la compliance dell'operatore sanitario anche in considerazione del suo stato di salute mediante la collaborazione, in caso della presenza di lavoratori (ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.), del medico competente, ove previsto”.
Per quanto riguarda la questione dei camici queste le indicazioni che gli odontoiatri dovranno seguire in questa fase 2:
Camici monouso
“Il camice idrorepellente è un dispositivo monouso che va associato a cuffia/cappello monouso. Le calzature devono essere lavabili e sottoposte a disinfezione alla fine della sessione/giornata di lavoro. Laddove siano disponibili calzature non lavabili si raccomanda l'uso dei calzari. La tuta copre completamente l’operatore, poiché è completa di cappuccio e calzari e protegge da schizzi e spruzzi tutti i distretti. Si deve verificare che il TNT con cui spesso sono realizzati camici e tute monouso siano prodotti con caratteristiche in grado di assicurare filtraggio e idrorepellenza adeguati. In alternativa si raccomanda di utilizzare camici e tute certificati come DPI di terza categoria secondo la norma UNI EN 14126. (Peng X et al., 2020; Meng L et al., 2020; WHO 6 April 2020; Yang Y et al., 2020). I camici e tute in TTR consentono il riutilizzo fino ad un massimo di 80 volte dopo sterilizzazione in autoclave preferibilmente a 121 °C (UNI EN 13795). Il Dispositivo (Tuta/Camice) dovrà essere sostituito al termine di ogni attività con ogni singolo paziente. Si raccomanda di cambiarlo ad ogni paziente che comporti una procedura (art. 74, comma 1 lettera a D.lgs 81/08). E’ consigliabile l’utilizzo di manicotti monouso preformati in TNT con polsino, poichè, garantendo una maggiore protezione, consentono di diminuire la frequenza di turnover del camice. In questo contesto, per l’uso di manicotti devono essere considerate anche le altre parti del corpo che possono venire in contatto con il paziente, associandoli quindi alla protezione di altre superfici corporee attraverso camici o grembiuli monouso”.
Allora prof Gherlone, finalmente siamo giunti alla fine di questo documento.
Direi proprio di si, un lavoro importante svolto nei tempi rapidi dettati dall’emergenza della pandemia Covid-19. Un documento elaborato dalla professione verificato dal Comitato Tecnico Scientifico che ha avanzato suggerimenti ed indicazioni che poi abbiamo recepito cercando di renderle applicabili dagli studi odontoiatrici. Suggerimenti che sono parte integrante del testo superando anche i problemi che riguardavano la professione dal punto di vista logistico ed economico. Su questo fronte devo ringraziare la disponibilità e comprensione del Vice Ministro Sen. Pierpaolo Sileri e del prof. Sergio Lavicoli membro del CTS che si è interfacciato strettamente con noi. Poi ovviamente vanno ringraziati tutti i colleghi presenti al Tavolo Tecnico dell’odontoiatria che tanto impegno hanno profuso e tutto questo per il bene della professione.Professione che si è vista unita dapprima con il Gruppo di lavoro attivato dalla CAO coordinato dal presidente Raffaele Iandolo e poi dal Tavolo Tecnico del Ministero. Un lavoro sinergico che si è rivelato efficace ed utile.
Che ruolo hanno avuto i componenti del Tavolo?
Innanzitutto, e mi ripeto, fondamentale è stato il lavoro svolto dal Gruppo di lavoro CAO che ha saputo raccogliere le esperienze di una grandissima parte dell’odontoiatria italiana, dall’Università alle Società scientifiche alle Associazioni professionali, e quindi suscitare un largo consenso. Lavoro che poi il presidente della CAO ha portato al nostro tavolo. Fondamentale è anche stato il contributo delle associazioni professionali. ANDI, che ha avuto un grande ruolo nel confrontarsi in diverse occasioni direttamente con il CTS, ed AIO anch’essa rappresentata dal suo presidente nazionale che ha saputo portare la sua esperienza e competenza su alcuni temi specifici.
Il mio ruolo, insieme alla professoressa Antonella Polimeni, è stato quello di seguire i temi strettamente scientifici, assieme anche a quello politico gestionale coordinando il Gruppo. Professoressa Polimeni che per il suo ruolo ed esperienza, oltre all’Università ha rappresentato l’odontoiatria pubblica e la parte pediatrica.
Sono tutti da ringraziare e questo, sono convinto, lo dovrebbero fare tutti gli odontoiatri che finalmente e per primi tra tutte le branche specifiche della medicina di cui sono stati creati i tavoli satelliti del CTS, hanno delle indicazioni operative chiare e percorribili. Indicazioni operative definite da odontoiatri per gli odontoiatri, certo rimanendo all’interno di evidenze scientifiche ed indicazioni governative, ma credo che alla fine il lavoro ottenuto consente di garantire la sicurezza sia ai pazienti che agli operatori senza stravolgere l’operatività dello studio. Ovviamente considerando il momento straordinario che stiamo vivendo.
Abbiamo letto anche di qualche polemica
Nessun problema, credo che la stessa nota del Vice Ministro abbia permesso di capire la bontà del progetto.
Però vorrei dire una cosa, e con orgoglio: in questo momento in cui l’odontoiatria Italiana ha cinque Rettori (cosa mai avvenuta), un rappresentante in Consiglio Superiore di Sanità, un membro nel Comitato scientifico dell’Istituto Superiore di Sanità, una Preside della più grande scuola di medicina ed odontoiatria di Europa, credo ci sia spazio per esser contenti e fieri del nostro lavoro. E lo stesso possiamo dire per quanto riguarda le Associazioni professionali e l’Ordine.
L’attuale momento è certamente delicato ma posso dire ai colleghi odontoiatri, che con queste premesse si deve guardare con serenità il futuro della professione nonostante il periodo burrascoso ma dopo ogni tempesta rispunta il sole.
Cerchiamo di essere ottimisti e di portare un messaggio positivo per noi e peri nostri pazienti.
Un’ultima cosa, il Tavolo continua il suo lavoro? Avete dimenticato qualcuno?
Direi di si, il Tavolo continua il suo lavoro, basta leggere la lettera d'incarico riguardante l’attivazione per capire che non interessa solo emergenza Covid, anche se continueremo a seguire l’evoluzione del virus sperando di poter aggiornare le indicazioni ed allentare le precauzioni man mano l’evoluzione della pandemia fosse, come si spera, favorevole. Per quanto riguarda la domanda che chiede se abbiamo dimenticato qualcuno, certamente è una bella domanda. Era stato chiesto di formare il Tavolo con al massimo 5 persone e la scelta è stata quella di chiamare le principali istituzioni del settore: Università, Ordine e associazioni professionali. Poi nell’elaborare il documento abbiamo sentito altre voci ed esperienze come i rappresentati degli igienisti dentali, il sindacato degli ortodontisti, ognuno ha dato il proprio contributo, comprese le società scientifiche partecipanti al tavolo CAO.
Il Tavolo continuerà a riunirsi mensilmente per fare il punto della situazione e la mia speranza è che al di là dei nomi siano chi rappresentano ad essere presenti. Gli uomini contano, certo, ma più di loro sono le loro idee, la loro missione a contare ma sopra a tutto ci dovrà sempre essere la tutela della salute pubblica e della professione.
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