Tailor made e management del paziente implantare tra scienza, coscienza e fantascienza: questo l’accattivante tema scelto da ATASIO per l’appuntamento congressuale che si è tenuto il 5 e 6 febbraio scorsi
Per i professionisti della prevenzione orale non c’è sfida più ardua della prevenzione in chi è già dovuto ricorrere alla terapia. È il caso del paziente implantare, colui che ha quasi certamente fallito la prevenzione sulla dentatura naturale e ha dovuto sottoporsi a terapia implantologica. Se a questi casi si aggiungono tutti quelli di agenesia e di traumi accidentali, è assolutamente frequente per il professionista incontrare pazienti che hanno almeno un impianto in bocca.
“Oltre alla sfida motivazionale per il mantenimento della salute orale attraverso protocolli personalizzati e condivisi con un approccio di coaching costante ed efficace” ci racconta Gianna Maria Nardi, ricercatore Università di Roma Sapienza e presidente ATASIO, “il professionista deve adattare la personalizzazione anche alle strategie per il management in office del paziente implantare.
L’igienista dentale deve conoscere aspetti fondamentali del progetto implanto-protesico, a partire dalle fasi chirurgiche e dalle tempistiche di posizionamento e carico, per programmare un’adeguata gestione domiciliare. Anche l’approccio di igiene professionale dovrà tenere conto dei tempi chirurgici e riabilitativi, per un timing appropriato e ideale.
Alla base di ogni scelta terapeutica di prevenzione deve esserci l’attenta osservazione clinica delle caratteristiche del paziente e della tipologia di impianto e di sovrastruttura protesica con cui è stato riabilitato.”
Tema questo, professoressa Nardi, ampiamente sviluppato durante il recente Congresso ATASIO tenutosi purtroppo non in presenza: quali i risultati in termini di adesione?
Con grande dispiacere non abbiamo potuto tenere un Congresso in presenza, importante occasione di incontro oltre che di condivisione di esperienze. La risposta è stata comunque molto positiva con 700 iscritti, oltre 650 collegamenti nella prima giornata di venerdì e 460 il sabato.
Si è trattato di un importante successo per l’Accademia, legato alla scelta di riunire una serie di professionalità provenienti sia dal mondo della chirurgia odontoiatrica che dal mondo della prevenzione che hanno approfondito il tema del trattamento del paziente implantare dal punto di vista della ricerca sugli approcci clinici, sulla pratica clinica e sulla prevenzione.
Erano infatti presenti figure di grande spessore, come per esempio il professor Zucchelli che ha tenuto una Lectio Magistralis su La personalizzazione del paziente implantare, il professor Grassi con cui ho condiviso la relazione Tailor made e management del paziente implantare, il professor Romeo che ha presentato un contributo su Stato dell’arte della laserterapia nel trattamento di mucositi e perimplantiti. e tanti altri emeriti professionisti.
Voglio ricordare, con piacere, la presenza del professor Carlo Guastamacchia a cui è stato consegnato il riconoscimento che ATASIO riserva alle personalità meritevoli.
Laserterapia, ozonoterapia, magnetostrittiva: innovative tecnologie di cui, puntualmente, voi vi occupate.
La tecnologia è in continua evoluzione e la nostra Accademia è costantemente focalizzata sulle maggiori innovazioni.
Non potevamo non parlare dell’impiego del laser sul paziente implantare i cui benefici sono oggi avvalorati da una serie di evidenze scientifiche che ne mostrano gli indubbi vantaggi.
Un nuovo orizzonte è sicuramente quello dell’ozonoterapia – di cui hanno parlato il dottor Papa con la relazione Ozonoterapia intraoperatoria: protocolli clinici delle patologie perimplantari e la dottoressa Cesarano che si è focalizzata sull’Ozonoterapia domiciliare – che ha importanti proprietà disinfettanti e di lenimento delle ferite e può affiancare l’uso consolidato della clorexidina che alla sua efficacia associa però, in caso di trattamenti prolungati, alcune note controindicazioni.
Per quanto riguarda, invece, la tecnologia magnetostrittiva, tema trattato dalla dottoressa Pisano, questa è indicata in fase di debridement parodontale. I vantaggi di questa tecnologia è di avere uno strumento la cui punta è interamente attiva e quindi permette un lavoro ergonomico, più semplice e agevole soprattutto per chi non ha molta pratica.
Altri temi affrontati sono stati il fumo elettronico e il web come supporto al paziente implantare.
Come ATASIO siamo molto sensibili al tema del fumo e pensiamo che la persona tabagista debba essere attenzionata come un paziente special needs.
Dato per assodato che la cosa migliore è smettere di fumare, è comunque necessario che chi all’interno degli studi odontoiatrici si occupa di invitare i pazienti a un migliore e più corretto stile di vita approfondisca i meccanismi di queste tecnologie alternative che sicuramente riducono il rischio per il paziente di sviluppare patologie molto gravi.
Per quanto riguarda invece il web, che ha assunto un ruolo estremamente attuale soprattutto in questo periodo pandemico, è ad esempio molto interessante l'app pensata da alcuni colleghi, una soluzione web che permette di raccogliere gli indici parodontali con un software basato sulla Nuova Classificazione Parodontale.
Parlando proprio di pandemia, in questo periodo è stato più complesso fare prevenzione?
Sotto certi aspetti certamente sì, e per superare questa situazione tutti noi professionisti abbiamo cercato di mettere in campo tutte le soluzioni innovative possibili….
Io, per esempio, ho ulteriormente sviluppato un approccio clinico chiamato DOHMA (acronimo di Digital Oral Hygiene Motivation Approach) che mi consente di seguire il paziente attraverso dei follow-uo telematici e di rispondere in tempo reale alle eventuali criticità legate alle terapie di prevenzione domiciliare ma anche per monitorare i risultati e i successi che il paziente ha raggiunto.
Perché ci tengo molto a sottolineare che “anche il paziente è un soggetto attivo e nel mantenimento della sua salute orale deve avere la stessa responsabilità dell’operatore”.
Non è stato invece particolarmente complicato adeguarsi all’adozione delle necessarie precauzioni per garantire la salute dei pazienti e dei sanitari all’interno dello studio durante le terapie di igiene orale, poiché come settore siamo ormai da diversi anni sensibilizzati al controllo della gestione delle infezioni crociate: pensi che ho trovato delle mie foto di venti anni fa in cui già indossavo una visiera simile ai DPI che abbiamo oggi a disposizione!
Quali sono gli appuntamenti futuri di ATASIO?
Abbiamo in programma la partecipazione al 28° Congresso Nazionale del Collegio dei Docenti previsto a Milano dal 22 al 24 aprile prossimi dove tratteremo “La gestione della salute orale nel paziente special needs”; l’appuntamento più importante sarà quello del Congresso ATASIO del 2022, previsto sempre nel mese di febbraio, per il quale abbiamo scelto come tema centrale “Approcci tailor made del paziente in trattamento ortodontico”.
Nel frattempo abbiamo programmato delle attività: gli ATASIO LAB, una serie di laboratori a cura dei nostri soci che sono dedicati a specifici argomenti – come per esempio fotografia, stili di vita, ipersensibilità – e che verranno condivisi in fase congressuale.
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