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05 Ottobre 2021

La sanità digitale comporta delle considerazioni anche etiche e deontologiche

Tra le questioni la gestione di dati sensibili e il rischio che il processo di digitalizzazione tenda a sostituite il medico. Nisio (CAO): le tecnologie sono a supporto ma è il professionista che fa diagnosi e cure 

Nor. Mac.

L’evoluzione dell’odontoiatria al digitale sta facendo nascere dubbi e questioni etiche deontologiche, ma anche normative. Per approfondire e discutere la CAO Nazionale ha organizzato a Rimini durante ExpodentalMeeting una mattinata di studio. Na abbiamo parlato con il presidente Alessandro Nisio, Segretario nazionale CAO e presidente CAO Bari.

Presidente Niso, partiamo dalla massima espressione dell’odontoiatria al digitale: l’impronta. Non più solo un "oggetto" fisico che riproduce la morfologia orale del paziente, e consente la realizzazione del dispositivo medico prescritto, ma nella sua veste di “file” diventa un dato sensibile da proteggere. Secondo lei l’odontoiatra è l'odontotecnico sono consapevoli di questo?

Della sanità digitale è fondamentale valutare, oltre che gli indubbi vantaggi, anche le sfide etiche che pone e una delle principali sfide riguarda la protezione dei dati personali, che implica l’archiviazione, la condivisione e l’utilizzo, oltre che il rischio di manipolazione e falsificazione. Si parla pertanto di Etica dei dati che riguarda la privacy, l’identità digitale e la fiducia e la trasparenza nell’utilizzo dei dati sensibili ed è supportata sia dal nostro codice deontologico, sia dai Codici Etici del CED (Council of European Dentists) e dell’ADA (American Denatl Association). In questo ambito c’è, inoltre, un allineamento con le disposizioni legali, grazie al nuovo Regolamento europeo sul trattamento dei dati personali (GDPR), il cui obiettivo è quello di verificare che il trattamento dei dati abbia una finalità lecita, che sia svolto in modo sicuro e che l’interessato ne sia adeguatamente informato. Queste regole uniche, per tutti i trattamenti di dati effettuati nei Paesi Membri dell’Unione Europea, hanno fatto sì che l’odontoiatra, l’odontotecnico e tutte le figure del team odontoiatrico acquisissero più consapevolezza e soprattutto responsabilizzazione in questi ultimi tre anni.


Le macchine aiutano il clinico ma il rischio è che passi il concetto che a fare la diagnosi sia la macchina e non il medico, e questo capita anche in odontoiatria. Posso citare l’esempio degli allineatori trasparenti.

L’intelligenza artificiale è fondamentale nell’immagazzinare i dati e nel fare calcoli o operazioni sugli stessi, ma sappiamo che i dati non sono valori, pertanto solo il medico e l’odontoiatra potranno esaminare gli aspetti di contesto ed interpretare i fenomeni complessi, per poter elaborare diagnosi specifiche e possibili trattamenti personalizzati. In questo contesto gioca un ruolo fondamentale il rapporto e il dialogo con il paziente per instaurare un’alleanza terapeutica e un ascolto empatico, evitando un’eccessiva delega alle macchine. Spesso l’Industria trasmette il messaggio che il processo di digitalizzazione si associa al risparmio di tempo e realizzazione di maggiori profitti, dimenticando, alcune volte la centralità del paziente. Infatti con la diffusione della tecnologia e del business a tutti i costi, alcune aziende, soprattutto nell’ambito degli allineatori ortodontici, non rispettano il ruolo dell’odontoiatra, bypassandolo e seguendo un modello diretto al paziente con la vendita di KIT fai da te. È importante pertanto nell’ambito delle tecnologie digitali porre sempre la massima attenzione sulla visita specialistica e sulla diagnosi di competenza esclusiva dell’odontoiatra, come è anche evidenziato in diversi articoli del nostro codice deontologico.


Su questo fronte quale è il ruolo dell’Ordine?

L’Ordine continua costantemente ad impegnarsi nella tutela dei cittadini e dei professionisti sanitari ed ha intrapreso una battaglia insieme ai sindacati di categoria, contro quelle multinazionali focalizzate solo sugli aspetti commerciali e di business, che vendono direttamente ai pazienti, senza verificare che ci sia una corretta diagnosi e visita specialistica del medico e odontoiatra. Infatti in alcuni casi sono stati rilevati danni irreparabili alle arcate dentali, incidendo anche pesantemente sulla salute, pertanto l’Ordine vigila affinché la diagnosi e la prescrizione a fini preventivi, terapeutici e riabilitativi sia sempre una diretta, esclusiva e non delegabile competenza del medico e odontoiatra.


C’è anche un problema legislativo? Ovvero le norme sono al passo con il progresso tecnologico oppure sono in ritardo?

Alcune volte i progressi tecnologici vanno più veloci del legislatore, e per questo i riferimenti etici e deontologici devono rappresentare un riferimento costante. L’etica e la legge sono due aree che si parlano, ma spesso non si sovrappongono. Recentemente però, con l’aumento esponenziale di utilizzo delle tecnologie digitali a causa della pandemia di Covid-19, è cresciuta per fortuna anche l’attenzione per l’etica, e il Parlamento Europeo è intervenuto con la risoluzione del 20 ottobre 2020, recante raccomandazioni alla Commissione concernenti il quadro relativo agli aspetti etici dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle tecnologie correlate. Nonostante non siano atti legislativi vincolanti, rappresentano delle precise linee guida e in che modo l’Unione Europea possa regolamentare più efficacemente le tecnologie digitali. 


Quali le criticità verso le quali si dovrebbe intervenire?

Per evitare le cupe previsioni dei film di fantascienza e possibili scenari di Terminator nella vita reale, dovrebbero essere considerati sempre gli aspetti etici nello sviluppo tecnologico e stabilite regole di condotta rigorose. 
L’Innovazione deve essere sempre Antropocentrica, e questa è anche la lezione del Covid-19, che scaturisce dalla ricerca svolta da Deloitte, presentata in occasione dell’Innovation Summit 2020: disegnare il New Normal mettendo al centro i bisogni delle persone. Inoltre sarà fondamentale la formazione continua ed organizzare eventi culturali di approfondimento, perché la tecnologia digitale, soggetta a costanti aggiornamenti, richiede una volontà di apprendere ampia e continua da parte dell‘odontoiatra; laddove la competenza digitale è carente, la tecnologia risulta inefficiente e il paziente può essere danneggiato. 
Sarà fondamentale poi, evitare di abusare troppo dell’aiuto tecnologico che si traduce in un utilizzo di processi digitali solo perché disponibili, anche se non promettono alcun vantaggio aggiuntivo, che alcune volte si traduce in overtreatment. Pertanto è necessario avere sempre degli imperativi etici, affinché una procedura sia attuata solo a fronte di un chiaro beneficio per il paziente.
Come iscritti all’ Ordine dei Medici e degli Odontoiatri abbiamo una guida insostituibile: Il nostro Codice di Deontologia medica e il concetto cardine resta sempre la centralità del benessere del paziente, anche per una gestione ottimale delle tecnologie digitali. 

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