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29 Ottobre 2021

Protesi totale, la “madre nobile” di tutte le protesi

Il volume di Piero Venezia “Estetica e funzione in protesi totale - Prospettive digitali” è un testo che si pone l’obiettivo di “rileggere” questa soluzione in un’ottica moderna

di Lorena Origo


Piero VeneziaPiero Venezia

Dott. Venezia, la protesi totale conferma a tutt’oggi il suo ruolo sostanziale tra le varie opzioni riabilitative grazie anche all’impulso dato dallo sviluppo delle tecnologie digitali e di materiali sempre più performanti…

Assolutamente sì, perché dobbiamo tenere presente che ci sono moltissimi pazienti nel mondo che hanno bisogno di ricevere riabilitazioni con la protesi rimovibile; l’edentulia parziale e totale, infatti, è correlata a diversi fattori tra cui lo stato di salute generale, le patologie sistemiche, gli stili di vita e anche l’estrazione socio-economica.
Pensiamo per esempio ai pazienti in dentatura terminale (generalmente per cause legate alla malattia parodontale) o che per problemi di salute non possono subire interventi di posizionamento degli impianti a causa di alcune terapie, come chi assume bifosfonati a dosaggi elevati, pazienti con severi deficit della coagulazione, persone affette dal morbo di Parkinson o con deficit cognitivi…
Riabilitare con un approccio biomimetico significa ridare ai pazienti funzione, fonetica ed estetica, dentale ma anche facciale, e la protesi totale ci consente di raggiungere eccellenti risultati supportando anche i tessuti peri-orali il tutto con un impegno economico accessibile.
Quest’ultimo elemento è per noi fondamentale: pensiamo che le nuove tecnologie permetteranno di definire un nuovo concetto di protesi sociale. In un futuro che speriamo prossimo, potremo, per esempio, eseguire le scansioni nelle arcate edentule dei pazienti, magari anche di quelli allettati, in RSA e realizzare con stampanti 3D la protesi totale.    


Venendo al processo digitale, quali sono i vantaggi?

La tecnologia digitale ci permette di utilizzare flussi di lavoro più accurati, veloci e prevedibili.
Possiamo impiegare scanner per l’acquisizione dei dati ed elaborarli con dei software dedicati; realizzare il progetto protesico virtualmente e produrre la protesi totale grazie ai sistemi CAD/CAM.
In ambiente virtuale, in pazienti in cui tutti i riferimenti/dimensioni, dentali e ossei, sono andati perduti possiamo ottenere la ricostruzione tridimensionale delle arcate edentule, orientate spazialmente e posizionate correttamente nella bocca.   


Un capitolo è pero dedicato al protocollo analogico.

In apertura del volume ho inserito una frase di Sidney Silverman, che in sintesi dice “… tutte le procedure cliniche più innovative sono spesso basate su una nuova interpretazione e applicazione di vecchi concetti…”.
Il digitale per noi è soltanto uno strumento, ma ciò che è fondamentale sono le conoscenze, che non sono né analogiche né digitali.
Il capitolo sul protocollo analogico, a cura di Alessio Casucci e Alessandro Ielasi, è molto importante perché conoscere le tecniche analogiche è fondamentale per affrontare le procedure riabilitative, anche avvalendosi del digitale.

Nel Capito 7 viene presentata la B.A.R.I. Technique da voi messa a punto: di che cosa si tratta?

La Boosted Advanced Rehabilitation on Implants permette di trasformare la protesi rimovibile del paziente, già testata e funzionalizzata, in una protesi ibrida su impianti mantenendo tutte le informazioni relative a funzione, estetica e fonetica.
L’impiego di questa tecnica è di grande aiuto per rispondere alla crescente richiesta di operare con una procedura di carico immediato, in maniera rapida e predicibile sfruttando le informazioni della protesi totale.

Per ulteriori informazioni sul volume e per sfogliare qualche capitolo vai a questo link 

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