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17 Dicembre 2021

Perché è importante che tutto il Team odontoiatrico si sottoponga alla terza dose

Le considerazioni del prof. Burioni sull’importanza della vaccinazione anche se i protocolli di prevenzione adottati dagli odontoiatri si sono rivelati estremamente efficaci 


Il prof. Roberto Burioni, noto immunologo, professore di Microbiologia e Virologia all’Università Vita e Salute del San Raffaele di Milano, già nella video intervista ad Odontoiatria33 dello scorso anno si si era complimentato con il settore odontoiatrico per aver individuato procedure che si sono dimostrate efficaci ma anche per averle messe in pratica con responsabilità. 

Ed i dati della ricerca condotta dalla SIdP in collaborazione con la CAO nazionale, hanno confermato questo: ovvero che le procedure indicate punto da Società scientifiche, Ordine e Sindacati  e messe a punto dal Tavolo ministeriale sull'odontoiatria si sono rivelate assolutamente efficaci avendo impedito il contagio sia del Team odontoiatrico ma sopratutto dei pazienti.
Lo stesso prof. Burioni in un post sul suo blog personale sottolineava come andare dal dentista fosse sicuro.

Ma allora, se i protocolli e gli strumenti di protezione individuale si sono dimostrati efficaci, perché odontoiatri, igienisti dentali ed ASO devono vaccinarsi ed effettuare anche la terza dose? 


Queste le considerazioni che il prof. Burioni ha dato ad Odontoiatria33. 

L’attività odontoiatrica in generale è ad altissimo rischio, il paziente non può naturalmente indossare la mascherina e numerose procedure generano una grande quantità di aerosol, con ogni singola gocciolina sospesa nell’aria che può trasmettere il virus. I DPI, la ventilazione degli ambienti, la filtrazione dell’aria e la disinfezione delle superfici sono estremamente importanti, ma tutte queste strategie, anche se messe in atto con la massima attenzione, non possono essere in grado di azzerare il rischio di infezione soprattutto in presenza di una variante estremamente più contagiosa – la variante Delta – rispetto al virus che circolava fino agli inizi del 2021.

Per questo motivo è indispensabile vaccinarsi: Il vaccino protegge in maniera molto efficace dall’infezione (specie dopo il richiamo con la terza dose) e naturalmente chi non si infetta non può trasmettere la malattia; se il vaccinato si infetta in ogni caso è molto meno infettivo rispetto a chi si infetta senza essere stato vaccinato. In altre parole, un sanitario vaccinato costituisce una sicurezza per se stesso e per i suoi pazienti. Il rifiuto di un vaccino sicuro oltre ogni aspettativa ed estremamente efficace nel rendere più sicura per i pazienti e per gli operatori l’attività odontoiatrica non può essere accettato da chi deve riconoscere l’evidenza scientifica come guida unica della propria attività quotidiana. L’utilizzo di DPI e le corrette pratiche odontoiatriche sono indispensabili; ma omettere una pratica sicura ed efficace come la vaccinazione ed esporre a un rischio evitabile i pazienti senza nessun motivo valido e per puro pregiudizio e superstizione è qualcosa di non accettabile, dato oggettivo recepito dalle leggi che giustamente rendono obbligatorio il vaccino per tutti i sanitari. 

Infine chi porta un camice deve essere di esempio: così come sarebbe imbarazzante vedere un dentista o un igienista dentale con i denti cariati o poco curati, allo stesso modo la mancanza di vaccinazione farebbe una bruttissima impressione nei pazienti dando l’impressione di un operatore poco attento alla sua sicurezza, alla sicurezza dei suoi pazienti e non solidamente ancorato a quella che deve essere la guida principale del nostro lavoro: l’evidenza scientifica. 

 


Nell’immagine sotto (fonte Eric Topol, Scripps Institute, La Jolla, CA) alcuni lavori selezionati dal prof. Burioni per indicare come la vaccinazione ostacola il contagio con la variante Delta. Attenzione erroneamente è indicato 2001 invece di 2021.


Photo Credit: www.medicalfacts.it  

 
 

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