Ne hanno parlato i professori Siciliani e Lombardo analizzando vantaggi e limiti degli allineatori ortodontici, sempre più diffusi sul mercato
L’ortognatodonzia è quella branca specialistica dell’odontoiatria che si occupa di correggere le disgnazie, termine con cui si intendono tutte le alterazioni maxillo-mandibolari.
L’ortognatodonzia, quindi, si rivolge non solo al semplice allineamento degli elementi dentari ma anche al corretto e armonico sviluppo delle ossa mascellari, ottenibile tramite apparecchiature fisse oppure mobili e rimovibili.
Il trattamento ortodontico ricopre sicuramente un ruolo fondamentale in età pediatrica, permettendo – tramite l’utilizzo di apparecchi di tipo ortopedico-funzionali – di intervenire (soprattutto nelle fasi più precoci della crescita) su eventuali problematiche che riguardano lo sviluppo corretto delle basi mascellari.
In età adulta, invece, poiché ovviamente la “spinta” di crescita risulta ormai essersi arrestata, il trattamento ortodontico si inquadra sostanzialmente con la correzione di eventuali disallineamenti degli elementi dentari (tutto ciò ovviamente a meno che non si intervenga in ambito chirurgico-ortopedico con interventi di chirurgia maxillo-facciale).
Del tema ed in particolare degli “allineatori” se ne è parlato in un incontro web tra il prof. Massimo Gagliani e gli autori del libro “Allineatori F22”, i professori Giuseppe Siciliani e Luca Lombardo.
“Da ormai qualche anno, precisamente dal 2002, in Europa sono disponibili sul mercato quelli che vengono definiti “allineatori”, che non sono altro che delle mascherine trasparenti costruite appositamente per ciascun paziente per correggere eventuali problematiche di disallineamento dentale e non solo”, ha detto il prof. Siciliani.
Relativamente agli allineatori grande importanza deve essere data alla corretta diagnosi e al successivo piano di trattamento: per Siciliani e Lombardo il ruolo del medico (in particolare dell’ortodontista) deve essere di primo piano. La metodica degli allineatori ortodontici ha ovviamente incontrato il favore dei pazienti, adulti ma non solo, per via dell’alta valenza estetica che presenta, come era anche stato evidenziato da una recente indagine.
“Altro fattore da non trascurare -piega poi il prof. Lomabrdo- è sicuramente la possibilità per il paziente di rimuovere facilmente gli allineatori. Questo per i pazienti ha una notevole valenza psicologica, oltre a consentire loro di eseguire molto più comodamente le manovre di igiene orale, con tutti i vantaggi che ciò comporta dal punto di vista parodontale”.
Gli allineatori, se correttamente progettati da un esperto in ortognatodonzia, possono anche essere sfruttati per correggere eventuali problematiche anche in relazione alle basi mascellari, soprattutto per quanto riguarda le II classi caratterizzate da ipomandibulia, come viene ampiamente chiarito nel libro “Allineatori F22”, edito da Edra e scritto proprio dai professori Siciliani e Lombardo. È possibile, infatti, sfruttare e combinare i risultati ottenibili dagli allineatori con le metodiche tradizionali.
Ma queste apparecchiature (gli allineatori) soppianteranno le tecniche multibande?
Per il prof. Siciliani sostiene che attualmente si assiste a una crescita esponenziale degli allineatori (160% in più ogni anno), mentre le apparecchiature fisse vengono sempre meno utilizzate (il 10% in meno ogni anno).
A tal proposito il prof. Lombardo afferma che non bisogna assolutamente dimenticare che le mascherine trasparenti non possono completamente sostituirsi alle metodiche tradizionali, dovendo anzi integrarsi e lavorare sinergicamente con esse.
“Oggi si assiste, infatti, non solo a un uso degli allineatori, ma anche a un loro abuso. Molti odontoiatri generici pensano di poter risolvere qualsiasi problematica servendosi degli allineatori”, afferma Siciliani.
Tuttavia, non bisogna dimenticare che anche queste metodiche, seppur così diffuse, presentano delle limitazioni.In particolare, chiarisce Lombardo, gli allineatori non sono in grado di intervenire sul piano trasversale, non potendo quindi esercitare quegli effetti ortopedici necessari, per esempio, all’espansione palatale tramite l’apertura della sutura palatina, possibile invece tramite le apparecchiature tradizionali, i cui effetti sono inequivocabilmente descritti in letteratura.
Sotto, il video integrale dell’intervista ai professori Siciliani e Lombardo, condotta dal prof. Massimo Gagliani.
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