In occasione della Giornata Mondiale del Sonno abbiamo fatto il punto sul ruolo dell’odontoiatra nel trattamento delle OSAS con il prof. Gracco
In occasione della Giornata Mondiale del Sonno che si celebra venerdì 18 marzo sono molte le indagini che portano dati sulla difficoltà degli italiani nell’addormentarsi o di riuscire a riposare.
Molteplici le cause sia psicologiche che ambientali ma anche, ovviamente, patologiche.
Tra queste le OSAS (apnee ostruttive del sonno) verso le quali l’odontoiatra può e deve prestare massima attenzione visto il suo ruolo centrale nella prevenzione e nel trattamento Il prechè lo abbiamo chiesto al prof. Antonio Luigi Tiberio Gracco (nella foto): direttore scientifico di Sleep Medicine in Dentistry Journal
Le linee guida ministeriali riconoscono all’odontoiatria il ruolo di “Sentinella diagnostica” nell’ambito dei pazienti con disturbi respiratori del sonno. Questo è legato primariamente al fatto che gli odontoiatri hanno l’opportunità di vedere molti pazienti ogni giorno ed è quindi statisticamente molto probabile che una significativa percentuale di essi sia portatrice di un disturbo respiratorio notturno.I pazienti odontoiatrici sono inoltre fidelizzati alla struttura e al clinico per molti anni e quindi si definisce un rapporto longitudinale che ci consente di valutare cambiamenti nel tempo. Per guanto riguarda invece la terapia odontoiatrica del paziente con OSAS lieve o moderata è possibile utilizzare dei bite di avanzamento mandibolare che consentono di ripristinare uno spazio faringeo adeguato al normale flusso aereo. Un corretto approccio alla terapia deve prevedere il contributo anche dei colleghi di altre discipline (neurologo, otorinolaringoiatra, etc.)
Quali i consigli che può dare ai dentisti per individuare un patente affetto da OSAS?
Esistono molti questionari specifici per bambini ed adulti che consentono di identificare il paziente con sospetta OSAS. Molto spesso dal colloquio con il paziente o con il partner emergono molte informazioni sulla qualità e quantità del sonno che ci fanno comprendere se è opportuno eseguire un approfondimento diagnostico.Dirimente è sempre e comunque una valutazione poligrafica notturna che caratterizza con molta specificità il sonno del paziente. Ci si può appoggiare a molti service che eseguono questo servizio domiciliarmente minimizzando il disagio per il paziente.
Una volta individuato quale il protocollo da adottare? Con quali altri specialisti il dentista deve rapportarsi?
Il medico esperto in medicina del sonno è quello che potrà refertare la polisonnografia dandoci i parametri della gravità del quadro clinico. Molto spesso il paziente presenta problematiche delle vie aeree superiori che necessitano del contributo fondamentale dell’otorinolaringoiatra che potrà evidenziare eventuali predisposizioni anatomiche o quadri clinici corresponsabili delle apnee del sonno. Ma importante è anche il contributo del nutrizionista per la gestione dell’eventuale sovrappeso che incide molto nella qualità del sonno, il pneumologo valuta il possibile utilizzo della CPAP sopratutto nei pazienti severi, il pediatra esperto in medicina del sonno individua possibili criticità del respiro notturno che tante conseguenze negative possono dare per la crescita e per le capacità cognitive del bambino.
MAD e CPAP sono terapie contrapposte? Quando è consigliata l’una e quando l’altra?
La CPAP rimane la scelta d’elezione. E’ in grado di risolvere la quasi totalità dei quadri patologici di apnee ostruttive, ma purtroppo rimane difficile l’aderenza alla terapia da parte del paziente. Il MAD invece rappresenta la scelta adeguata nei casi di OSAS lieve e moderata e nei casi di russamento. Tuttavia risulta essere una scelta opportuna anche nei casi di OSAS grave che risultino non complianti con la CPAP. E’ importante sapere che in alcuni casi le due terapia sono combinabili consentendo al paziente di abbassare le pressioni di utilizzo della CPAP rendendo quindi il dispositivo più tollerabile.
Chi decide la terapia da adottare?
Una volta che è stata eseguita una corretta diagnosi con l’indispensabile contributo dell’esito dei questionari, della poligrafia e della visita clinica, l’odontoiatra esperto in medicina del sonno potrà definire se il quadro clinico è gestibile da lui attraverso l’utilizzo del MAD, della terapia posizionale o comportamentale o se dovrà richiedere il contributo specialistico del pneumologo e/o dell’otorinolaringoiatra. Una valutazione collegiale multidisciplinare sarebbe certamente la scelta da preferire.
Tra le criticità la poca interazione tra le figure mediche che si prendono in carico il paziente affetto da OSAS e l’odontoiatra. E’ realmente così, quali sono i motivi, come si potrebbe migliorare?
La difficoltà principale per l’odontoiatra è quella di creare un network di specialisti che possano contribuire tutti insieme alla gestione dei pazienti con OSAS. Non esistendo una specializzazione in questo ambito credo sia fondamentale che l’odontoiatra esegua un percorso di studi che lo renda esperto in questa patologia. La medicina del sonno è una branca complessa che non deve essere banalizzata e non deve essere affrontata con semplicismo. Il punto di partenza è quindi quello che il team acquisisca competenze trasversali tali da rendere possibile un confronto tra pari. Con queste premesse è certamente possibile creare un gruppo di lavoro che si alimenti reciprocamente. I pazienti con disturbi del sonno sono tantissimi e c’è bisogno del contributo qualificato di tutti i medici coinvolti.
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