Come intervenire, come prevenire, cosa consigliare al paziente. Queste alcune delle domande poste alla dott.ssa Tiziana Anedda ed al dott. Jacopo Padalino
I traumi dentali sono eventi accidentali che possono interessare sia i denti (decidui e permanenti) che i tessuti molli del distretto oro-facciale (labbra, mucose). Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Tiziana Anedda ed al dott. Jacopo Padalino che attraverso il blog dentalbaby.it, danno consigli ai genitori su temi odontoiatrici.
Quanto sono frequenti i traumi dentali?
Le Linee Guida del Ministero della Salute riportano una incidenza annuale dei traumi dentali di circa il 4,5%, con una prevalenza maggiore nei bambini in età prescolare (che varia dal 6,1% al 62,1%) e scolare (5,3%-21%). Soltanto ¼ dei casi avviene a carico di adolescenti e adulti. Gli elementi maggiormente coinvolti sono gli incisivi superiori, a causa della loro fisiologica sporgenza.
Dove avvengono?
Gli eventi traumatici responsabili del danno dentario possono verificarsi:
Quali sono le cause?
La difficoltà nella deambulazione tipica dei bambini della prima infanzia che muovono i primi passi può sicuramente incidere aumentando la possibilità di incidenti e traumi dentali, ma anche nei bambini diversamente abili temporaneamente o permanentemente.
L’obesità e l’essere in sovrappeso in ogni fascia di età aumenta l’incidenza di caduta e urtare oggetti che possono poi provocare traumi. Nei bambini e adolescenti incide anche il carattere: individui più vivaci hanno sicuramente una maggiore probabilità di incorrere in traumi.La letteratura riporta traumi anche in relazione a rapporti con gli animali, soprattutto a livello di labbra e mucose dovuti a graffi e morsicature: in questi casi è fondamentale prevenire anche eventuali infezioni secondarie.Una condizione anatomica come l’aumento di overjet dentale può predisporre maggiormente ai traumi: l’overjet aumentato si riscontra in bambini che hanno usato il ciuccio o succhiato il pollice oltre i 2 anni di età.
Le possibili conseguenze dei traumi dentali?
L’entità del trauma e la tipologia condizionano l’esito. Per quanto riguarda i denti permanenti la conseguenza peggiore è la perdita del dente a causa di una frattura non ripristinabile o di una avulsione completa non recuperata in tempi rapidi. Queste condizioni necessitano di importanti riabilitazioni protesiche e/o implantari. Quasi sempre i traumi dentali necessitano di terapie conservative estetiche per il ripristino della normale morfologia ed estetica del dente.
A volte l’elemento interessato diventa discromico, perde la vitalità e si rende necessaria la devitalizzazione se la radice è già completamente formata, altrimenti si esegue un trattamento di apecificazione che porta allo sviluppo completo della radice dentale in denti che a seguito dei traumi non si verificherebbe fisiologicamente. Nel caso di traumi sui denti decidui bisogna sempre considerare eventuali danni alle gemme degli elementi permanenti, sia di natura estetica (alterazioni del colore del dente, deformazioni) sia strutturali (aree di iposviluppo dello smalto dentale) che però non possono essere confermati clinicamente né radiologicamente fino alla completa eruzione dell’elemento permanente in questione. È importante sapere che, se i traumi dentali interessano i denti decidui, questi modificano i tempi di permuta fisiologici.
Cosa fare in caso di traumi dentali?
L’intervento in caso di trauma dentale deve essere tempestivo e specifico:
Prevenzione dei traumi.
La prevenzione totale relativa ai traumi dentali non è possibile.Sicuramente è possibile ridurre i fattori predisponenti e ridurne la gravità, attraverso vari gradi di prevenzione.
Le Linee Guida del Ministero della Salute raccomandano di:
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