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08 Settembre 2022

L'incubo della papilla perimplantare

Intervista a Giovanni Zucchelli, Presidente dell’Italian Academy of Osseointegration, alla vigilia del Congresso Internazionale IAO “The nightmare of perimplant papilla” in programma a Bologna dal 6 all’8 ottobre

di Paola Omini e Lorena Origo

Giovanni ZucchelliGiovanni Zucchelli

Nel corso delle tre giornate congressuali relatori di fama internazionale affronteranno il tema da diverse prospettive; moderatori, relatori e partecipanti discuteranno le possibili alternative di trattamento.

Approfondiamo i temi del Convegno con Giovanni Zucchelli, Presidente dell’Italian Academy of Osseointegration.  


Perché è stato scelto questo tema e quali sono gli obiettivi del Convegno?

"L'incubo della papilla perimplantare" è correlato a ciò che non possiamo ancora ottenere in modo prevedibile. Quando un paziente ha perso la papilla intorno ai denti o ha più siti edentuli dobbiamo ricostruire una papilla tra gli impianti.

L'aspetto più impegnativo è posizionare due o più impianti consecutivi e creare qualcosa che assomigli a una papilla tra le corone supportate dall'impianto.

L'obiettivo principale del Convegno è capire meglio quanto noi, come dentisti, possiamo ottenere con l'aumento dei tessuti duri e molli e con il condizionamento protesico per ricostruire ciò che era completamente perso o non esisteva affatto.  


La formula congressuale da lei promossa è fortemente innovativa e si propone di offrire ai partecipanti un’esperienza immersiva.

L'elemento più importante sarà facilitare una discussione autentica tra i relatori. Non ci saranno relazioni tradizionali in cui un relatore parla e mostra una serie di diapositive; la maggior parte del tempo sarà infatti riservata alla discussione. I relatori affronteranno concetti e approcci operativi opposti e spiegheranno perché userebbero una tecnica o un'altra per il trattamento dello stesso paziente.

Questo è l'unico modo per consentire a tutti di comprendere quale procedura chirurgica funziona meglio per ottenere il medesimo risultato.

Il pubblico sarà l'altro elemento chiave di questi dibattiti grazie alla possibilità di porre domande per comprendere meglio i vantaggi e i benefici clinici e procedurali di una scelta di trattamento rispetto a un'altra.

Abbiamo iniziato a utilizzare questo metodo di formazione durante la pandemia di Covid-19 e il lockdown e negli ultimi mesi abbiamo condotto molti corsi digitali interattivi simili.  


La sfida dell'implantologia è sempre stata l'osteointegrazione, ma oggi è centrale l'estetica implantare.

L'osteointegrazione non rappresenta più un problema. Certo, c'è ancora spazio per il progresso e aziende e ricercatori stanno studiando superfici implantari meno soggette a perimplantite e materiali che si integrano più facilmente e rapidamente nell'osso. Ma in generale, il problema dell'osteointegrazione è risolto.

In passato il processo di osteointegrazione era completamente diverso, perché pensato per soggetti completamente edentuli. Oggi l'obiettivo, invece, è integrare la corona supportata da impianto nella dentatura esistente del paziente. L'aspetto estetico è diventato fondamentale quanto le prestazioni funzionali.

La forma della corona deve essere identica a quella dei denti naturali adiacenti, altrimenti il paziente non è soddisfatto del trattamento.  


Le nuove tecnologie stanno rivoluzionando l'implantologia: come verrà sviluppato questo tema durante il Congresso?

Una significativa parte del programma è dedicate proprio a questo argomento. Uno dei motivi principali del fallimento estetico è il posizionamento errato dell'impianto; se si esegue la procedura basandosi esclusivamente sul proprio giudizio non si otterrà sempre il posizionamento perfetto.

La tecnologia può aiutarci: grazie a essa, ora possiamo pianificare l'intervento implantare in anticipo, riducendo quasi a zero i rischi.

Lo studio della corretta posizione supportato da avanzate tecnologie informatiche permette altresì al paziente di avere subito un'idea dell'esito estetico del trattamento.

Grazie alla tecnologia è inoltre possibile ottenere una stabilità primaria dell'impianto più prevedibile anche in presenza di una minima quantità di osso residuo, consentendo di posizionare una corona provvisoria.

Questo è un ulteriore vantaggio per raggiungere il risultato estetico atteso.  


Nel programma viene dato ampio spazio ai relatori internazionali e ai giovani: quali sono le ragioni di questa scelta?

Non sono solo giovani dentisti: il termine corretto da usare è “prossima generazione di dentisti”. Li chiamiamo NextGen, una nuova generazione di dentisti che sta crescendo in modo incredibile e veloce: l'Academy deve dare loro l'opportunità di mostrare le loro capacità.

D'altra parte è altrettanto importante che all'evento partecipino nomi di spicco dell'odontoiatria mondiale, perché questo oltre a dare prestigio al Congresso permette ai partecipanti di imparare molto dai migliori.

Il convegno offre quindi una straordinaria opportunità di incontro e di crescita.    


Un invito speciale è stato rivolto agli igienisti dentali per i quali sono previste delle sezioni dedicate. Quanto è importante la collaborazione tra dentisti e igienisti per la buona riuscita dei trattamenti?

Il primo compito estremamente importante dell'igienista è assicurarsi che il paziente sia in una sana condizione orale. Essi infatti hanno il compito di preparare il paziente prima di iniziare qualsiasi terapia implantare, quando malattie come la parodontite e la gengivite devono essere completamente risolte.

Il secondo, di pari importanza, è quello di educare il paziente sulla corretta igiene dell'impianto, organizzare visite di follow-up e controllare lo stato dell'impianto per rilevare immediatamente la presenza di una situazione infiammatoria. Se presa in tempo, l'infiammazione si risolve facilmente mentre se raggiunge l'osso diventa eccessivamente complessa da trattare e il risultato è meno prevedibile.

L'igienista è la chiave del successo della terapia implantare.

Del loro ruolo nel mantenimento della papilla perimplantare si parlerà durante il Congresso in una sezione dedicata alla quale però dovrebbero partecipare anche gli odontoiatri.  


Quali sono le prospettive per la ricerca futura sull'osteointegrazione? Quali temi potrebbero essere al centro del prossimo Convegno IAO previsto nel 2023?

La direzione futura dell'osteointegrazione è rendere le superfici implantari più facili da pulire, ridurre il rischio di infezione batterica e accelerare il processo di guarigione pur rispettando la biologia.

L’evoluzione di tecnologia e materiali potrà contribuire a migliorare ulteriormente i risultati funzionali ed estetici.

Chairman dell’edizione 2023 sarà Massimo Simion, Presidente entrante IAO. Opera in uno studio privato con focus su parodontologia e chirurgia implantare, e presso l'Università degli Studi di Milano. È docente internazionale sul tema dell'osteointegrazione e della rigenerazione ossea guidata.

A questo link le informazioni sul congresso IAO.

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