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03 Febbraio 2023

Tumore del cavo orale, quando basta uno sguardo per salvare una vita

In occasione del World Cancer Day abbiamo sentito il prof. Giovanni Lodi che invita gli odontoiatri ed igienisti dentali a fare attenzione a qualsiasi “macchia” sospetta e indagarla 

Valentina Viganò

Nel mondo i tumori del cavo orale, insieme a quelli della laringe e della faringe, rappresentano il 10% di tutte le neoplasie maligne negli uomini e il 4%nelle donne.Secondo dati dell’AIRC, in Italia ogni anno vengono diagnosticati circa 4.500 casi di tumori alla bocca e si registrano circa 3.000 decessi. Purtroppo questo tipo di cancro viene di solito diagnosticato in fase già avanzata, quando la massa tumorale si è ingrandita al punto da richiedere interventi mutilanti, spesso con scarsi risultati. Per questo diventa centrale il ruolo dell’odontoiatra che ha la possibilità, ogni volta che guarda in bocca ad un paziente di identificare lesioni sospette ed approfondire, salvandogli così la vita. In occasione del World Cancer Day che si celebra domani 4 febbraio abbiamo incontrato il prof. Giovanni Lodi, Professore Ordinario del Dipartimento di Scienze Biomediche, Chirurgiche e Odontoiatriche dell’Università degli Studi di Milano e Direttore del Reparto di Odontostomatologia 2 dell’Ospedale San Paolo di Milano e direttore scientifico di Dental Cadmos. Il prof. Lodi è uno dei più conosciuti ed apprezzati patologi orali e da sempre si batte per sensibilizzare gli odontoiatri verso l’attenzione alla diagnosi precoci di questa neoplasia  


Prof. Lodi, qual è secondo lei l'impatto della patologia orale nell'attività odontoiatrica? 

La patologia orale ha un risvolto fondamentale nell’attività odontoiatrica, in quanto va ad indagare possibili alterazioni dei tessuti molli dell’apparato stomatognatico; risulta infatti molto importante fare attenzione a qualsiasi “macchia” o “ulcera” sospetta e giungere a una diagnosi definitiva. Tra le problematiche odontoiatriche infatti non esistono solo quelle prettamente legate alla salute dei denti, ma anche quelle che interessano i tessuti molli, come mucosa geniena, lingua, palato e labbro.  


 Quale tipologia di casi clinici affronta durante la sua attività clinica? 

Il tumore del cavo orale è spesso ancora una patologia abbastanza sconosciuta per la maggior parte delle persone e dei pazientiPer questa ancora scarsa sensibilizzazione sull’argomento, tanti pazienti purtroppo sottovalutano i primi segnali che il distretto oro-facciale invia loro e si recano dal dentista solamente quando la situazione risulta già molto compromessa: infatti il carcinoma del cavo orale possiede alte probabilità di sopravvivenza solamente se si interviene nei suoi stadi iniziali, altrimenti esse si abbassano notevolmente.Per quanto riguarda la tipologia di pazienti colpiti da questo tumore attualmente si sta osservando un cambiamento rispetto al passato: infatti il paziente classico a cui veniva diagnosticato un tumore orale era un individuo maschio, con età superiore ai 60 anni, forte fumatore e forte bevitore; mentre negli ultimi anni è comparsa una nuova categoria di pazienti, con età decisamente più bassa, senza fattori di rischio noti e in cui uomini e donne sono ugualmente rappresentati. 


Quale è l'Inter terapeutico, dalla diagnosi alle cure del caso, per un paziente a cui viene riscontrato un tumore del cavo orale? 

Il ruolo del dentista è fondamentale, perchè rappresenta il primo specialista che può riconoscere il più precocemente possibile questa tipologia di tumore.Il dentista ha quindi il compito essenziale di indagare la presenza e la natura delle lesioni orali sui tessuti molli della bocca, eseguire biopsie diagnostiche e illustrare al paziente la situazione e l’iter terapeutico. In caso di carcinoma orale il paziente dovrà eseguire ulteriori esami diagnostici e radiografici per capire la diffusione della lesione cancerosa. In seguitoil percorso continuerà con un chirurgo maxillo-facciale, che andrà ad asportare la zona compromessa con un intervento il più conservativo possibile e che restituirà la funzionalità dell’apparato stomatognatico.Spesso per i tumori già in fase avanzata è necessario optare per chirurgie  demolitive, che compromettono la qualità di vita del paziente.Per questo motivo è fondamentale la prevenzione e la tempestività della diagnosi.Successivamente il paziente potrà essere indirizzato dall’oncologo e dal radioterapista per le terapie coadiuvanti. Dopo che il paziente ha concluso la parte chirurgica e oncologica, torna in studio dal dentista dove sarà seguito da un’equipe di odontoiatri e di igienisti dentali: entrambe queste figure professionali hanno l’importante compito di riabilitare il paziente cercando di riportarlo, quando possibile, a una vita pressoché normale e a mantenere una buona qualità funzionale dell’apparato stomatognatico.Questo approccio multidisciplinare, attraverso la collaborazione stretta di più figure mediche è uno dei punti di forza dell’Ospedale San Paolo di Milano, centro ospedaliero molto all’avanguardia per la patologia orale e dove il paziente può affrontare una diagnosi di tumore orale in modo approfondito, step by step.   


Quali consigli si sente di dare ai dentisti per affrontare il più tempestivamente possibile i tumori del cavo orale? 

È importante eseguire visite di controllo routinario del cavo orale a livello di tutte le strutture che lo compongono e non soffermarsi solamente sull’aspetto dentale, ma prestare attenzione alla morfologia della bocca nella sua totalità anche durante le pulizie dentali: è infatti importante osservare tutte le mucose inclusqe quelle di lingua, mucose geniene, palato, pavimento, per verificarne lo stato di salute e l’eventuale presenza di alterazioni sospette. Questa attenzione al dettaglio è fondamentale in quanto il carcinoma orale se individuato agli stadi iniziali ha una percentuale di sopravvivenza alta, se invece il tumore viene trascurato, la sopravvivenza cala drasticamente.Inoltre è importante visitare bene tutti i pazienti e non solo quelli che appartengono ad una fascia di popolazione considerata a rischio, a causa di abitudini viziate pericolose per la salute e che predispongono il paziente stesso ad un maggior rischio di sviluppare un tumore del cavo orale: infatti attualmente la media dell’età della popolazione colpita dai tumori orali è scesa, si riscontra una percentuale maggiore di donne colpite, rispetto a quello che era lo standard in passato per questa malattia.Un ultimo consiglio è quello di non sentirsi “soli” nella lotta al Carcinoma Orale e questo vale sia per i pazienti, sia per gli specialisti del settore: esiste infatti un’associazione chiamata ACAPO fondata nel giugno 2017 con lo scopo di offrire il necessario sostegno alle persone affette da cancro della bocca e alle loro famiglie, contribuire a far conoscere questa malattia oggi ancora troppo ignorata e formare tutti i colleghi nella diagnosi di questa malattia e nella cura dei pazienti che ne sono affetti. 


Infine la preparazione?

Assolutamente, formazione e soprattutto aggiornamento è fondamentale e quando non ci si sente sicuri, si ha un dubbio, consultare un collega più esperto sulla materia. Per chi fosse interessato il prossimo 27 febbraio presso il Polo Universitario dell’Ospedale San Paolo di Milano organizziamo un corso sul paziente con cancro della bocca: in questa occasione interverranno vari specialisti del settore, che aggiorneranno i partecipanti su tutte le fasi del processo di diagnosi, cura, follow-up e riabilitazione dei pazienti affetti da questa malattia. 



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