Ne parliamo con Clotilde Austoni, responsabile del primo centro odontoiatrico in Italia dedicato alla prevenzione e alla cura delle problematiche dentali correlate ai DNA
I più recenti dati sulle persone colpite in Italia dai disturbi della nutrizione e dell'alimentazione (DNA), in particolare la macrocategoria che comprende bulimia e anoressia, tratteggiano una situazione preoccupante: emerge infatti un incremento del 40%, rispetto al 2019, di ammalati con un’età di esordio che se prima era tra i 14 e i 19 anni adesso si è notevolmente abbassata. Infatti, più del 30% ha meno di 14 anni.
“Quello degli effetti che i disturbi alimentari hanno sulla dentatura è un tema di cui si sa e si parla pochissimo. Uno degli obiettivi che ha portato alla nascita, all'interno del San Raffaele di Milano, del CORED (Centro per la cura e la riabilitazione orale dei disturbi del comportamento alimentare) è proprio quello di accendere una luce su questo tema" dice a Odontoiatria33 la dott.ssa Clotilde Austoni (nella foto), responsabile del Centro.
"Ci siamo resi conto - continua - che i pazienti per primi non hanno idea di quali possano essere i danni al sorriso, e se li ignorano non possono prevenirli. Inoltre, tutti i centri che si occupano dei disturbi dell’alimentazione in Italia, e per quanto mi risulti anche in Europa, prevedono team multidisciplinari formati da dietista, psichiatra, psicologo, ma nessuno di questi prevede la figura dell’odontoiatra.”
Al Centro, attivo dall’inizio di settembre, si può accedere mediante prima visita odontoiatrica attraverso il Servizio Sanitario Nazionale. Grazie all’impegno della dott.ssa Austoni, supportata dal Magnifico Rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele Enrico Gherlone, le prestazioni successive saranno erogate con tariffe calmierate.
“Il Centro è dedicato a chi sta combattendo un disturbo dell’alimentazione e nel frattempo ha bisogno di prevenire i danni al sorriso correlati, a chi desidera intervenire qualora i danni siano già presenti, a chi non riconosce la malattia ma percepisce problemi al cavo orale e, infine, a chi è guarito dal disturbo ma si ritrova un sorriso danneggiato. Ad oggi, è molto positivo l’interesse che numerose Associazioni che si occupano, anche indirettamente, di disturbi alimentari stanno mostrando verso le attività del Centro per divulgarne le iniziative al maggior numero di persone possibile.”
Ma quali possono essere i danni alla bocca derivanti dai disturbi della nutrizione?
“La bulimia nervosa è caratterizzata da episodi di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come l’uso di lassativi, attività sportiva eccessiva o vomito auto-indotto. In quest’ultimo caso, gli acidissimi succhi gastrici dallo stomaco arrivano alla bocca e nel tempo causano erosione dentale, quindi la perdita dei tessuti duri del dente" spiega la dott.ssa Austoni. "Anche in caso di anoressia nervosa si incorre in questo problema, soprattutto quando questa è associata al reflusso gastroesofageo, oppure quando i malati, intraprendendo un percorso di guarigione, cominciano a reintrodurre quantità di cibo maggiori e faticano a tollerarlo con conseguente vomito.”
"In sintesi - dice - i danni al sorriso sono dovuti soprattutto all’effetto dei succhi gastrici e si manifestano molto velocemente; in un primo momento i pazienti non percepiscono il danno, poiché l’erosione colpisce in prima battuta le superfici palatali dei denti anteriori superiori. Con il tempo, se non si interviene, l’erosione dentale progredisce al punto da esporre la dentina in modo importante. A questo punto i pazienti prendono contezza di un problema, poiché compare la sensibilità dentale, che nei casi più gravi può impedire di mangiare, bere e perfino parlare.”
Un problema che tocca anche l’aspetto estetico.
"Certamente, il sorriso infatti appare invecchiato, il colore tende al grigio e al giallo proprio per via della perdita di smalto dentale. La compromissione dell’estetica del sorriso in persone che generalmente presentano già problemi di autostima non può che essere negativa, creando spesso un circolo vizioso che porta a sorridere sempre meno o a non sorridere affatto, minando ulteriormente le relazioni con gli altri.”
Nasce quindi l’esigenza di una prevenzione e di un trattamento il più possibile tempestivi ed efficaci.
“Fare prevenzione è fondamentale, soprattutto perché i disturbi dell’alimentazione non hanno tempi di guarigione certi e ben definiti, quindi abbiamo l’esigenza di ritardare il più possibile i danni al sorriso e proteggere quest’ultimo. Prevenzione significa contrastare l’acidità che viene creata in bocca e tentare di reintrodurre i minerali persi attraverso protocolli di remineralizzazione che prevedono di applicare sui denti mousse dentali a elevato contenuto di minerali bioattivi (in particolare, calcio fosfato amorfo). Le applicazioni possono essere eseguite alla poltrona e/o domiciliari realizzando mascherine su misura.
Oltre a questo, ai pazienti vengono fornite indicazioni specifiche per evitare situazioni traumatiche. Tra queste, si consiglia di evitare di spazzolare i denti subito dopo l’episodio di vomito come invece si tende a fare per eliminare il cattivo sapore. Se si spazzolassero subito i denti, questi verrebbero traumatizzati in un momento in cui sono già sotto l’attacco degli acidi; attendere invece almeno 15 minuti e sciacquare la bocca con un bicchiere di acqua e un cucchiaino di bicarbonato in esso disciolto consente di riequilibrare il pH della bocca.
Nella scelta dello spazzolino, per esempio, si consiglia di prediligere le setole morbide, proprio per evitare un’azione aggressiva sullo smalto dentale.”
Parlando ora del trattamento...
"Dopo avere eseguito fotografie, rilevato impronte della dentatura e studiato il caso si esegue la ceratura diagnostica, un progetto che ripristina volumi e forme del sorriso in base al grado di usura dentale. Partendo dal progetto si realizza una simulazione in poltrona: con un materiale provvisorio si trasferisce in bocca il progetto del nuovo sorriso, che viene rimosso al termine della seduta.
La simulazione è fondamentale per l’odontoiatra perché consente di verificare se sono necessarie modifiche al progetto, ma lo è altrettanto per il paziente che ha la possibilità di vedere in anteprima come il suo sorriso potrebbe tornare a essere ed è pertanto un passaggio molto motivante. A questo punto, quando il progetto viene approvato si finalizza mediante la realizzazione di restauri definitivi.
È importante sottolineare che gli interventi sono completamente additivi, infatti i tessuti duri del dente sono preservati e il paziente non deve sottoporsi ad alcuna anestesia”.
“Sembrerà banale - dice la dott.ssa Austoni - ma l’idea di poter evitare l'anestesia per soggetti che già vivono una fase traumatica è un aspetto invece molto importante e positivo.”
Odontoiatra e igienista quotidianamente visitano i pazienti e sono tra coloro che possono svolgere un ruolo sentinella: quali sono le scelte e i comportamenti più corretti da mettere in atto?
“Dipende chiaramente dalla persona che ci si trova di fronte: c’è chi durante l’anamnesi dichiara di soffrire di disturbi alimentari, chi per vergogna, o perché magari non ha ancora preso coscienza del disturbo o ancora perché ha paura di essere giudicato, evita assolutamente di parlarne.
Per questo, qualora si riscontrino lesioni di tipo erosivo e si abbia il sospetto di un disturbo dell’alimentazione il primo approccio deve sempre essere quello di comunicare la presenza di segni evidenti di erosione dentale e spiegarne le possibili cause. Ai pazienti si racconta genericamente che l’erosione dentale si verifica in caso di assunzione frequente di bevande e/o alimenti acidi in grado di erodere lo smalto dentale (per esempio, gli agrumi, i soft drink ecc.), in caso di reflusso gastro-esofageo perché i succhi gastrici sono molto acidi, nominando anche i disturbi alimentari quali la bulimia. In questo modo non si pongono domande dirette, ma si informa il paziente dei possibili danni.
Spesso anche chi non riconosce il proprio disturbo alimentare può venire a conoscenza di un problema che è ad esso collegato e scopre la possibilità di prevenire ulteriori danni o di iniziare un trattamento che ripristini il sorriso se appare già danneggiato”.
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