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16 Maggio 2024

Numero programmato e passaggio generazionale: il parere del presidente CAO

Iandolo: il passaggio generazionale non si garantisce con l’aumento del numero di studenti ma favorendo aggregazione e l’accesso alle cure

Norberto Maccagno

Fa ancora discutere la notizia dell’approvazione del documento di sintesi che guiderà il Governo nella riforma del sistema per accedere alle facoltà di Medicina, Odontoiatra e Veterinaria sia per le nuove modalità ipotizzate, il documento è un atto di indirizzo verso il Governo, che per il fatto che il numero programmato comunque rimane. Ne abbiamo parlato con il presidente nazionale CAO Raffaele Iandolo (nella foto). 


Presidente, quali sono le impressioni sulla proposta di riforma del sistema di accesso alla facoltà di odontoiatria? 

Indubbiamente è una scelta politica che si potrà giudicare solo quando saranno definiti tutti i dettagli, ma stando ai principi generali approvati, non mi sembra una proposta negativa. 


Ma quale sarebbe il principio generale? 

Mi pare quello di evitare che i ragazzi si giochino l’ingresso attraverso un quiz e porre rimedio ad una situazione che era diventata complicata. Con questo sistema si dà la possibilità di frequentare e studiare per sei mesi, di prepararsi ma anche di capire se quello è il percorso giusto per loro. 


Però poi ci sarà ugualmente uno sbarramento sulla base del numero programmato. 

Per questo giudichiamo positivamente la riforma, non viene come molti giornali hanno scritto, abolito il numero chiuso. Il fabbisogno di odontoiatri in Italia, oggi, è pari allo zero. Gli iscritti all’Albo sono poco meno di 65mila, c’è un dentista ogni 900 abitanti, siamo ai livelli più alti in Europa. Ma io non ne faccio un problema di futuri disoccupati, questo è un tema sindacale. Come presidente di Albo devo guardare la proposta dal punto di vista del paziente e quindi un accesso libero alle facoltà di medicina ed odontoiatria comporta una difficoltà per gli Atenei di poter garantire una formazione di qualità, quindi, è giusto che si stabilisca il numero degli iscritti sulla base della capacità formativa dei singoli Atenei. 


Però il sistema proposto prevede i primi sei mesi aperti a tutti, come faranno gli Atenei a strutturarsi per accogliere 60 mila studenti che dopo sei mesi si ridurranno a 14mila? 

Ci saranno degli stanziamenti per permettere agli Atenei di formare questi studenti con lezioni teoriche, poi gli studenti che non riusciranno ad entrare potranno utilizzare quei crediti formativi per iscriversi ad altre facoltà senza perdere ulteriore tempo ed aver vanificato lo studio.Il problema potrà però essere sulla valutazione degli studenti, valutazione che permetterà di accedere al test di ingresso. La difficoltà sarà quella, secondo me, di garantire una valutazione oggettiva e uniforme degli studenti, come dire, eliminando le discrezionalità dei singoli docenti. Insomma, si dovrà riuscire a dare una valutazione oggettiva della preparazione di questi ragazzi nei primi 6 mesi di studio. 


Torniamo alla programmazione ed al numero di odontoiatri oggi iscritti all’Albo ma che tra alcuni anni potrà ridursi drasticamente, visto che circa il 30% degli iscritti ha più di 65 anni. Ci sarà un problema di passaggio generazionale, i loro sudi non troveranno un sostituto?


Torno a dire che questo è un problema sindacale che non deve toccare l’Ordine. Il passaggio generazionale non si garantisce agendo sul numero di iscritti all’Università ma garantendo le opportunità ai giovani odontoiatri. Il ricambio generazionale si favorisce soprattutto favorendo l'accesso negli studi, quindi creando quelle condizioni sia dal punto di vista fiscal, sia dal punto di vista economico, per poter favorire l'accesso negli studi dentistici dei cittadini.Ovviamente servono anche provvedimenti che rendano conveniente l’aggregazione, come quello recentemente approvato nella delega fiscale sulla neutralità fiscale per la costituzione di studi associati, StP che agevolerà non solo il passaggio generazionale tra lo studio di un odontoiatra che vuole andare in pensione ed uno che vuole iniziare, ma anche le aggregazioni dei colleghi, dando una concreta opportunità, un’alternativa alle collaborazioni 

 
 

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