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19 Dicembre 2013

L'igienista dentale, lo studio autonomo e le criticità degli odontoiatri

Intervista al presidente dell'AIDI Marialice Boldi

La pubblicazione, quasi in tempo reale, da parte del nostro giornale del parere del Ministero della Salute sulla possibilità per l'igienista dentale di aprire un proprio studio autonomo ed il commento del presidente AIDI ha creato molto dibattito all'interno del settore, soprattutto da parte dei sindacati odontoiatrici e della CAO Nazionale.
Abbiamo intervistato la dott.ssa Marialice Boldi, presidente AIDI, per capire meglio cosa aveva voluto dirci nelle poche righe riportate dal nostro giornale e quale fosse la posizione dell'associazione sulle critiche avanzate dagli odontoiatri.

Dott.ssa Boldi prima il parere del Ministero della Salute poi il Tar Emilia Romagna confermano che l'igienista dentale può aprire in autonomia un suo studio. Soddisfatta?

Direi proprio di si anche se, per quanto riguarda il Tar Emilia Romagna, si tratta al momento solo di una sospensiva avverso il diniego di apertura di uno studio di igiene dentale. Il Tar ha ritenuto infatti che il diniego opposto all'igienista non trovi fondamento giuridico: ne ha quindi sospeso l'efficacia.
In ragione poi della rilevanza della questione la discussione di merito é stata fissata il 13 marzo 2014. Vedremo come va a finire, ma sono assolutamente fiduciosa.

Però questo non vuole dire, per l'igienista dentale, l'esclusiva dell'igiene orale del paziente. Nel parere ministeriale è stato ribadito l'obbligo di lavorare "su indicazione degli odontoiatri e medici chirurghi legittimati all'esercizio dell' odontoiatria".

Non ho mai parlato di esclusiva e, nel rispetto della legge,( (DM 137/99),  ho sempre  detto che l'igienista dentale lavora su indicazione dell'odontoiatra. Sostengo però che indicazione non è prescrizione (vedi dizionario della lingua italiana) e che se il legislatore avesse voluto usare il termine "prescrizione" lo avrebbe fatto, come in effetti è avvenuto nel profilo di altre professioni sanitarie. Evidentemente il legislatore ha valutato che i due termini non fossero la stessa cosa.
Proprio non capisco perché i fisioterapisti, i podologi,i logopedisti, i dietisti ed altri operatori sanitari possono tranquillamente aprire studi autonomi e l'igienista dentale no.
Qual è la differenza?
Perché ortopedici, fisiatri, foniatri, dietologi non insorgono come fanno invece gli odontoiatri? All'estero, ma in rari casi anche in Italia, esistono realtà in cui fatta la diagnosi, che è un atto rigorosamente medico, l'odontoiatra invia il paziente all'igienista dentale per l'esecuzione delle terapie che sono di sua competenza.
   

Però non trova che per il paziente diventa un po' scomodo andare e venire dallo studio del dentista e quello dell'igienista? Nella pratica come potrebbe funzionare la cosa?

Scusi, lasciamo che sia il paziente a giudicare. Non siamo qui a stabilire se potrà funzionare o meno, se sarà per l'igienista dentale conveniente o no; il problema è solo se la legge consente all'igienista dentale di aprire un suo studio.
L'opportunità, la convenienza, la fattibilità sono altra cosa e rientrano nelle riflessioni e valutazioni personali che un igienista dentale prenderà in considerazione prima di decidere cosa fare.
Se lei mi chiede, "lei lo farebbe?" io le direi di no, ma se lei mi chiede, "la legge lo consente?", io le dico di si e l'AIDI, associazione di cui sono presidente, si adopererà con ogni mezzo legale (tramite l'avv. Silvia Stefanelli) per vedere riconosciuto inequivocabilmente questo diritto.
 
Ma non c'è il rischio che l'odontoiatra, alla fine, invece di mandare il proprio paziente all'igienista si organizzi nel proprio studio con un'altra igienista o demandi, magari, ad un giovane odontoiatra l'igiene orale. Oppure, vista la crisi, la faccia lui direttamente?

Certamente, ma ripeto, non siamo qui a valutare i rischi, ma la legge. Attualmente, per un laureato in odontoiatria che non sia figlio d'arte, non è un rischio aprire uno studio odontoiatrico?
Eppure può farlo.
 
Ha fatto molto discutere la sua dichiarazione rilasciata al nostro giornale, a caldo dopo la diffusione del parere ministeriale, quando indicava l'igienista come figura centrale nella tutela e promozione della salute orale degli italiani.

La mia dichiarazione non voleva assolutamente affermare che "solo" l'igienista dentale è figura centrale... . E' evidente che la cura e la tutela della salute orale competono primariamente agli odontoiatri; sottolineavo solo il riconoscimento dato all'importanza della figura professionale dell'igienista dentale.
Riscriviamo la dichiarazione: "Anche l'igienista dentale è figura centrale nella tutela e promozione della salute orale".
Va bene così?
Io credo fortemente nel lavoro in team e, se proprio vuole la mia personale opinione, per me ogni studio odontoiatrico dovrebbe avere un igienista dentale a tempo pieno. Così avviene ad esempio nei paesi del nord Europa, per un vero lavoro in equipe dove la figura centrale è il paziente. Se così fosse,certamente a nessun igienista dentale verrebbe in mente di aprire uno studio autonomo.
Ma questo è un desiderio da letterina di Natale a Gesù Bambino.

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