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06 Maggio 2014

Nell'era dell'implantologia quale ruolo ha oggi l'endodonzia? Ne abbiamo parlato con il segretario regionale SPE in vista del convegno di Torino


La Società Italiana di Endodonzia organizza l'XI giornata regionale biennale sull'Endodonzia e pratica quotidiana Torino. La presentazione dell'evento è l'occasione per fare il punto sulla disciplina con Giulio Del Mastro, segretario regionale SPE.

Dott. Del Mastro, cosa propone il congresso di Torino?

Nella prossima giornata di sabato 7 giugno la SPE, sezione Piemontese della Società Italiana di Endodonzia, proporrà un momento formativo di grande interesse scientifico, nel solco della tradizione ma rivolto, come ovvio, all'attualità. I soci piemontesi hanno supportato con entusiasmo la programmazione di questo incontro, dando vita ad un programma con un forte appeal; la SPE, tra l'altro, ha raggiunto il traguardo dei 21 anni e, forte anche di questa sua maturità e dopo la riuscita edizione del 2012, prosegue uno storico ruolo attivo nella divulgazione dell'endodonzia, volto a stimolare l'interesse dei colleghi più giovani.

Come è strutturata la giornata?

La cornice operativa sarà l'ITC di Torino, superbo centro formazione dell'ONU e sede dell'incontro. Si tratterà di una giornata intensa, organizzata in forma di differenti e numerose tables clinics, precedute da tre lectio magistralis che vedranno come protagonisti alcuni colleghi del calibro di Elio Berutti, Mario Lendini, Damiano Pasqualini e Silvio Diego Bianchi. Contributi teorici di spessore, tesi a fare il punto sullo stato dell'arte e tenuti da questi maestri nell'abbinare la ricerca alla clinica quotidiana, che cederanno il passo nel pomeriggio ad argomenti strettamente operativi, con interventi rivolti a gruppi ridotti di colleghi che potranno interagire meglio fra loro e con i vari team di esperti, per inquadrare nel dettaglio i vari capitoli della clinica connessa all'endodonzia, in un fil rouge che legherà anche conservativa e implantologia.
Riteniamo ormai quasi obbligata una formula del genere, che associa presentazioni frontali e qualificate ad approfondimenti dei singoli argomenti che privilegino la clinica, da usare per rimodulare la propria manualità. La richiedono soprattutto i colleghi, poco disposti ormai a seguire con passività presentazioni che concedano poco all'interazione; per questo ho preteso dai vari relatori un'impostazione precisa per ogni comunicazione che, infatti, termina con un punto interrogativo: è scontato che a questo corrisponda, al termine della presentazione, l'obbligo di aver dato una o più risposte che, integrate nella propria pratica, saranno utili ai colleghi e quindi agli sforzi profusi da noi e dalle aziende che ci supportano.

Nell'era dell'implantologia quale ruolo per l'endodonzia?

Viviamo uno strano periodo storico: mai come oggi, infatti, con un'implantologia diventata estremamente affidabile, è necessario mantenere vivo il concetto di corretto trattamento endodontico. Questo può e deve fungere da ago della bilancia biologico, in modo da evitare che l'uso di una metodica affidabile possa diventare un abuso. Oggi che si sta cercando di superare la definizione di successo per estenderla in un più scientificamente accettabile concetto di sopravvivenza, il topic degli ultimi anni 'implant vs endodontic' andrebbe inteso più che nel vedere contrapposte le due discipline, nel considerarle complementari. Non è un caso che, ad esempio, negli US l'implantologia venga insegnata nelle scuole di specialità in endodonzia o che i vari specialisti siano d'accordo nello stigmatizzare i comportamenti estremi e legati a logiche smaccatamente commerciali, non supportati dalle evidenze EBM nella gestione clinica di un piano di trattamento. Riporto dalla bibliografia una definizione che condivido pienamente: «Il trattamento endodontico su un elemento senza speranza non è etico tanto quanto l'estrazione di un dente recuperabile e la sua sostituzione con un impianto».

Spesso le cure endodontiche vengono demandate ai giovani dentisti, una scelta organizzativa oppure è una pratica più adatta alle nuove leve?

È un riscontro comune: ad oggi, aver affinato le conoscenze di biologia e fisiopatologia dell'endodonto, oltre all'elevata affidabilità delle metodiche, ha reso il trattamento più semplice e predicibile, realizzabile con un'attrezzatura relativamente poco complessa. Spesso però le tariffe praticate sono basse, se paragonate ad altre terapie, quasi che il trattamento sia un optional da dare in omaggio ad altri 'acquisti'...; la remunerazione, quindi, ne risente. Inoltre, i ritrattamenti non sono così agevoli ed è in questi casi che abilità ed esperienza dell'operatore, oltre all'uso di strumenti ingrandenti, possono fare la differenza. Forse la giusta soluzione sta nel mezzo: pretendere un giusto trattamento economico, adattandosi comunque a introiti contenuti pur di seguire un dominus cui 'rubare' la professione, riappropriandosi di un ruolo da neofita senza vivere deliri di onnipotenza con la semplice acquisizione di una laurea, che va considerata un punto di partenza più che di arrivo.

A questo link le informazioni sull'evento

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