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13 Giugno 2014

Il modello Faschim. Oltre 160 mila assistiti e 125mila prestazioni odontoiatriche rimborsate. Con il suo presidente abbiamo sondato il futuro dei Fondi integrativi


Torniamo a parlare di sanità integrativa per capire, nel pratico, come possa favorire l'accesso alle cure odontoiatriche dei cittadini senza penalizzare la qualità o impedire la scelta del dentista a cui rivolgersi.
Faschim è il Fondo di Assistenza Sanitaria per i lavoratori dell'industria chimica, chimico- farmaceutica, e di altri settori affini.  Nasce in attuazione dell'accordo istitutivo del 2003 tra Federchimica, Farmindustria e le Organizzazioni Sindacali stipulanti il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, e inizia a svolgere la sua attività da aprile 2004.
Nel 2014 festeggia il decennale della propria attività nell'assistenza sanitaria integrativa.
Faschim associa oltre 2.000 imprese, gli iscritti al 6 giungo 2014 sono 161.304, di cui 103.451 sono i dipendenti e 57.853 sono i loro familiari.

L'adesione al fondo
è volontaria e prevede una quota associativa mensile per l'iscrizione del dipendente, un contributo stabilito dalle fonti istitutive del Fondo, pari a 3 euro al mese. Questa cifra, ci spiegano, è il frutto di un lavoro di contrattazione che ha permesso di richiedere un contributo minimo al lavoratore, integrato dalla quota a carico dell'impresa pari a ulteriori 21 euro mensili per aderente. In caso di iscrizione del nucleo famigliare, oltre la quota dovuta a lavoratore vengono chiesti da 24 a 30 euro mensili a seconda delle dimensioni del nucleo familiare.

Proprio l'integrazione tra sanità integrativa e CCNL ha incentivato l'attività dei fondi integrativi

"L'evoluzione dell'esperienza contrattuale nel nostro Paese - ci spiega il presidente di Faschim Silvano Veronese- si è manifestata attraverso il passaggio da una concezione meramente acquisitiva dei CCNL a una più partecipativa e concertativa imperniata sullo "scambio" di reciproci riconoscimenti di interessi".
Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, continua il presidente Veronese, è venuto ad assumere il ruolo non solo di regolatore di diritti e tutele economico‐normative del lavoratore, ma anche di definitore di opportunità e tutele dello stesso quale soggetto sociale bisognoso di servizi essenziali, che la sfera pubblica spesso fatica a offrire".

L'adesione a Faschim, ci ricorda, è pari al 70% della forza lavoro, "una percentuale significativa che va ben oltre la media di iscrizioni che si registrano nei fondi sanitari di natura contrattuale".
L'adesione permette di ottenere il rimborso delle spese sanitarie e delle prestazioni effettuate in tutto il mondo secondo quanto previsto da un regolarmente ed un tariffario aggiornato annualmente che comprende le principali terapie cliniche, riabilitative e diagnostiche, prestazioni odontoiatriche comprese.

Per l'odontoiatria
il fondo rimborsa a tutti gli iscritti (famigliari compresi) il 40% del costo sostenuto della prestazioni (non ci sono distinzioni sul tipo di prestazioni odontoiatriche rimborsabili) con il limite annuo di 300 euro.
Chi effettua prestazioni di  implantologia e protesi in aggiunta al primo massimale, accede a un secondo massimale annuo pari al 40% dell'importo della fattura dell'odontoiatra su questo tipo di prestazioni al quale si sottrae una franchigia annua di 500 euro.
In ogni caso il massimale annuo rimborsabile per l'odontoiatria non potrà essere complessivamente superiore a 3.000 euro.

Gli iscritti al fondo possono rivolgersi al dentista che preferiscono oppure ad uno convenzionato con il Fondo: ad oggi sono 1.505 le strutture sanitarie e studi convenzionati che offrono prestazioni odontoiatriche

Faschim non applica differenti rimborsi tra chi effettua prestazioni in convenzione diretta rispetto a chi non utilizza un dentista convenzionato. Recandosi presso le strutture convenzionate, però -ci spiega il presidente Veronese- "il vantaggio sarà quello di avere l'importo di partenza della prestazione ridotto perché negoziato con il fondo. Inoltre le pratiche vengono totalmente gestite dal dentista e per le pratiche più complesse che richiedono per esempio le radiografie è certamente una significativa agevolazione".

Nel 2013 il Fondo ha gestito 310.654 richieste di rimborso liquidando oltre 27 milioni di euro, l'odontoiatria ha inciso per il 23%.
Nel 2013 sono state 125 mila le prestazioni odontoiatriche rimborsate, nel 2012 erano state 118 mila.
Prevalente mente i rimborsi hanno riguardato otturazioni (24,04% delle prestazioni odontoiatriche rimborsate ), l'igiene orale (il 21,22%), corone in ceramica su metallo o integrale (7,37%), levigatura radicolare e curettae gengivale (5,32%),  estrazione dentale (4,89%), visita (4,16%), cura canalare (3,82%), corona provvisoria (3,77%), terapie ortodontiche (3,64%), rx endorale (3,43%), inserimento impianto (2,59%) ed altre prestazioni le cui percentuali sono intorno all'1%.

Sul futuro dei Fondi integrativi il presidente Veronese ha le idee precise.

"Partiamo da un dato. La spesa sanitaria è in costante crescita: nel 2010, l'80% è pubblica e il 20% privata, ma l'87% di quest'ultima è "cash", cioè a carico diretto dei cittadini e solo il 13% è "intermediato" da Fondi contrattuali, polizze assicurative e Casse professionali. La spesa sanitaria è la seconda voce del bilancio pubblico e la componente "privata" di questa spesa ha ormai raggiunto un livello fortemente oneroso per le famiglie, che hanno bisogno di cure ed assistenza. Va riconosciuto che la Sanità è un pezzo fondamentale del welfare pubblico, e il Servizio Sanitario Nazionale è una delle conquiste di civiltà più importanti che ci ha eguagliato socialmente alle grandi democrazie progressiste del Nord Europa. Oggi, però, il Welfare pubblico e anche il SSN sono in affanno per svariati motivi: l'invecchiamento della popolazione; la crescita continua di nuovi bisogni e nuove necessità di tutela e di assistenza; la crisi economica e di bilancio pubblico, che riduce le disponibilità finanziarie e spinge i governi a "tagli" anche in questo delicato settore; l'emergere di una nuova cultura della salute che sollecita più ricorsi alle prestazioni da parte dei cittadini".

"La crisi morde e crea difficoltà", continua il presidente Fastchim. "Le risorse pubbliche (non sufficienti) devono essere perciò distribuite (spesso malamente con i "tagli lineari") su più aspetti e settori creando situazioni di criticità e disagi. A questo panorama si aggiungono nel sistema sanitario italiano anche intollerabili carenze, disservizi (come, ad esempio, le lunghe liste di attesa), e sprechi di vario genere. Per tutti questi motivi, l'offerta del SSN ha bisogno di una "rete di supporto" che può, e deve sempre più, essere rappresentata dalla pluralità diffusa dell'assistenza integrativa di Casse, Società di mutuo soccorso, Fondi contrattuali".

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