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26 Giugno 2014

Studenti albanesi iscritti all'Albo italiano. Dopo la sentenza del Consiglio di Stato a rischio la loro inscrizione?


Nelle scorse settimane il Consiglio di Stato ha pubblicato una sentenza (ne abbiamo dato notizia l'11 giugno) con la quale sancisce che il trasferimento da un ateneo straniero ad uno italiano è subordinato al superamento dei test d'accesso in Italia.

Sulla questione sul portale della FONOMCeO è stata pubblicata una intervista al presidente CAO Giuseppe Renzo nella quale ripercorre la vicenda ricordando le problematiche dei presidenti CAO provinciali nel verificare, prima di accettare la domanda di iscrizione all'Albo degli odontoiatri, un titolo di studio rilasciato da un Università estera.

"La sentenza del Consiglio di Stato -si legge nell'intervista- è certamente molto importante perché stabilisce con chiarezza che all'accordo sottoscritto fra l'Università di Roma Tor Vergata e l'Università N.S. del Buon Consiglio di Tirana va riconosciuto un valore d'intesa per favorire lo sviluppo della formazione universitaria in Albania ma non produce la parificazione tra i rispettivi percorsi di studio, mentre mi risulta che cittadini italiani e/o albanesi, laureati presso l'università di Tirana, hanno richiesto ed ottenuto l'iscrizione in albi Odontoiatri degli Ordini dei Medici ed Odontoiatri. A mio parere, questo è avvenuto non in conformità alle regole vigenti e l'importante sentenza certifica l'avvenuto".
Quella dell'accordo tra Università Albanese e l'Ateneo di Tor Vergata è stata una delle problematiche evidenziate dalla CAO Nazionale a cui il MIUR deve ancora una risposta.

Ma quanti ad oggi sono gli studenti che grazie all'accordo hanno potuto iscriversi all'Albo degli odontoiatri
presentando un diploma universitario italiano che di fatto è però stato conseguito all'estero, pure in un Paese non comunitario?

"Non abbiamo dati ufficiali, anche perché è difficile averli, ma posso confermare che cittadini italiani e cittadini albanesi hanno ottenuto l'iscrizione in Albi Odontoiatri degli Ordini Provinciali", ci dice il presidente Renzo al telefono.

Ma come mai sono stati iscritti?

"L'iscrizione -ci dice- era preceduta dalle valutazioni operate dal Ministero, nonostante le nostre perplessità espresse e pubblicate proprio sull'accordo tra l'Ateneo Albanese e l'Università italiana".
Ma non potevano i presidenti CAO non iscriverli?
"No, come più volte ho sottolineato i presidenti di Ordine dovevano iscriverli, pur non convinti di questo".

Però oggi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato questi non potrebbero iscriversi. Pensate di rivedere le loro posizioni?

"A stretto rigor di logica, se non possiedono i titoli di legge, questi soggetti laureati in Albania grazie all'accordo con l'Università italiana non sarebbero legittimati ad esercitare la professione e, quindi, dovrebbero essere cancellati. Però, mi lasci chiarire che non spetta certo al presidente della CAO Nazionale, qualora fosse evidenziata la mancanza, affrontare e risolvere il problema. Certo il mio compito sarà quello di continuare a sottolineare le incongruenze al fine di sollecitare gli organismi competenti di porvi rimedio. Questo per i cittadini che devono poter essere certi che chi li cura abbia i requisiti previsti dalla legge ma anche per i giovani odontoiatri italiani che si sono laureati seguendo le regole e devono godere del diritto al lavoro."

 
 

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