Il dott. Ferruccio Torsello risponde ad alcune domande sul flusso digitale in ambito ortodontico
Il digitale ormai è entrato a far parte del mondo odontoiatrico.Ma quale ruolo può svolgere il digitale nell’ambito dell’ortodonzia con allineatori trasparenti?A rispondere ad alcune domande su questo aspetto è il dott. Ferruccio Torsello (nella foto), specialista in Ortognatodonzia nonché ITI Fellow. Il dott Torsello si occupa di ortodonzia mediante allineatori trasparenti da oltre 15 anni.
Innanzitutto, cosa si intende quando si parla di flusso digitale all’interno dello studio dentistico?
Quando si parla di “flusso digitale” si intende l’insieme dei processi eseguiti in uno studio dentistico in cui le informazioni sono raccolte in formato digitale. Sono incluse quindi le informazioni anagrafiche, quelle diagnostiche e le prescrizioni terapeutiche, saltando molte o addirittura tutte le fasi tradizionali, analogiche o artigianali, che portano alla produzione dei dispositivi odontoiatrici ed ortodontici.
Qual è il ruolo della fotografia (ovviamente digitale) nella diagnosi in ortodonzia?
Le fotografie in ortodonzia fanno parte degli elementi diagnostici essenziali, unitamente alle radiografie (ortopantomografia e teleradiografia almeno) e ai modelli (che possono essere in gesso oppure digitali).Le fotografie, intraorali ed extraorali, sono necessarie e fondamentali per valutare diversi aspetti, quali le proporzioni del viso, i rapporti delle arcate dentarie e i rapporti tra queste e il volto. È necessario poi sottolineare come spesso in ortodonzia il piano di trattamento non viene elaborato nell’immediato, ma necessita di alcuni processi che richiedono del tempo per analizzare tutti i dati a disposizione, fotografie comprese, che vengono quindi utilizzate anche per “ricordare” al clinico l’esatta situazione del paziente.
Le fotografie possono essere poi usate per previsualizzare, attraverso software appositi, il risultato del trattamento, oltre a essere estremamente utili per valutare i progressi della cura durante il trattamento ed al termine dello stesso.È buona norma, infatti, scattare delle fotografie anche al termine del trattamento. Ciò va fatto sia per documentare il caso dal punto di vista medico-legale sia per monitorarne la stabilità negli anni seguenti.
Quale può essere il ruolo degli scanner intraorali in ortodonzia?
Gli scanner rivestono un ruolo fondamentale in ortodonzia. Tra i vantaggi di queste apparecchiature troviamo il minor discomfort causato al paziente rispetto all’impronta tradizionale che spesso è motivo di fastidio.Poi menzionerei la precisione e l’accuratezza della scansione e l’immediata disponibilità dell’impronta che può essere visualizzata subito e discussa con il paziente già in prima visita, cosa che invece non è solitamente possibile con le impronte tradizionali. Inoltre, grazie ai software che molti scanner possiedono, è possibile visualizzare, in modo orientativo, il risultato del trattamento, consentendo quindi al paziente di avere un’idea molto più concreta di quelli che sono gli obiettivi terapeutici rispetto alla semplice spiegazione orale.
Nel trattamento ortodontico con allineatori gli scanner intraorali diventano pressoché indispensabili. L’impronta tradizionale per questo tipo di terapie prevede infatti un’impronta di precisione con materiali siliconici, che hanno tempi di indurimento lunghi e causano particolare disagio ai pazienti. Queste impronte devono essere ripetute più volte durante i trattamenti, soprattutto nei più complessi: spesso è necessario richiedere allineatori aggiuntivi per ottenere risultati ottimali e sicuramente ripetere più volte un’impronta di tipo tradizionale non fa piacere né al paziente né all’ortodontista.
Utilizzare gli scanner garantisce una notevole velocità perché la possibilità di inviare i file in modalità telematica anziché spedire le impronte fisiche accorcia i tempi in modo molto significativo. Oltre a ciò, possedere dei modelli in formato digitale consente anche di “ottimizzare gli spazi”, dato che è sufficiente un computer per conservare tutti i modelli, rendendo quindi obsolete le ben note e ingombranti gipsoteche.
Come si inseriscono gli allineatori trasparenti nell’ambito della digitalizzazione dello studio dentistico?
Gli allineatori rappresentano dei dispositivi che si inseriscono benissimo nell’ambito di digitalizzazione dello studio. Questo perché, al contrario di altri manufatti (anche semplici intarsi o singole corone), gli allineatori si prestano a una gestione completamente digitale. Tutte le informazioni necessarie alla loro fabbricazione (foto, radiografie, scansioni) possono essere raccolte e gestite digitalmente, in modo che nessun passaggio tradizionale sia necessario fino alla consegna degli allineatori stessi.
Quali sono i vantaggi dell’introduzione di un flusso digitale all’interno dello studio?
Oltre ai vantaggi già citati, ossia la velocità di trasmissione dei dati, la previsualizzazione del risultato e il maggior comfort per il paziente, l’introduzione di un flusso di lavoro digitale consente anche di ridurre il rischio di infezioni crociate, essendo i puntali degli scanner molto semplici da sterilizzare in autoclave dopo ogni utilizzo. Tutti questi aspetti, insieme, concorrono all’efficientamento globale dei processi e soprattutto ad una maggior qualità percepita da parte dei pazienti.
Oltre agli scanner, quali sono i dispositivi su cui puntare per iniziare il processo di digitalizzazione nello studio?
Lo scanner è sicuramente lo strumento più importante e di fatto indispensabile.In alcune situazioni professionali anche altri strumenti possono essere ben inseriti: penso ai fresatori che consentono di eseguire alcune lavorazioni direttamente dall’odontoiatra nel proprio studio.Un occhio di riguardo può essere riservato anche alle stampanti 3D, che possono essere utilizzate anche per realizzare dime chirurgiche oppure modelli stampati sui quali produrre allineatori.
In che modo un flusso di lavoro digitalmente integrato favorisce il lavoro e la relazione tra il clinico e l’odontotecnico?
Come già sottolineato, con l’ausilio dei device digitali lo scambio di informazioni tra clinico e tecnico è molto più rapido ed efficiente. E’ possibile per il tecnico sovrapporre le scansioni intraorali, alle fotografie o anche alle scansioni del viso, ed alle radiografie tridimensionali, ottenendo così un quadro assolutamente completo della situazione del paziente.
Quale sarà in futuro il ruolo dell’intelligenza artificiale per la simulazione e la pianificazione dei trattamenti?
In realtà già esistono alcuni software che consentono la digitalizzazione dei punti cefalometrici, in maniera piuttosto efficiente.Inoltre, sono disponibili anche altre applicazioni (un po’ più “pionieristiche”) che controllano da remoto, tramite delle foto che il paziente scatta con il proprio smartphone, il progresso del trattamento ortodontico mediante allineatori, servendosi proprio dell’intelligenza artificiale che controlla il fit degli allineatori sui denti. È possibile quindi affermare che l’intelligenza artificiale comincia ad affacciarsi nel mondo odontoiatrico ed ortodontico, anche se non è al momento utilizzata in maniera routinaria.
I campi di applicazione in cui l’intelligenza artificiale potrà essere utile sono la diagnosi e la formulazione del piano di trattamento, l’individuazione dei punti cefalometrici, la valutazione della crescita craniofacciale e la valutazione dei progressi del trattamento e dei risultati ottenuti. I sistemi attuali sicuramente necessitano di essere perfezionati, ma è probabile che si assisterà a una sempre maggiore integrazione di sistemi di intelligenza artificiale che affiancheranno i clinici nei vari aspetti della pratica, allo scopo di ridurre il margine di errore umano.
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